| Anno | 2008 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Volfango De Biasi |
| Attori | Nicolas Vaporidis, Laura Chiatti, Aurelien Gaya, Lorenzo Gleijeses, Fabio Ghidoni Giulia Steigerwalt, Luana Rossetti, Dioume Mamadou, Dina Braschi, Cristina Liberati, Pietro De Silva, Gabriele Lavia. |
| Uscita | venerdì 27 febbraio 2009 |
| Distribuzione | Medusa |
| MYmonetro | 1,59 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 15 gennaio 2016
Moderna trasposizione del dramma shakespeariano in cui Iago deve affrontare il rivale Otello per conquistare il cuore dell'amata Desdemona. In Italia al Box Office Iago ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 2 milioni di euro e 968 mila euro nel primo weekend.
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Venezia, 2009. Iago è uno studente di architettura di bassa estrazione e somma ambizione. Innamorato della bionda Desdemona, figlia irrequieta del rettore della facoltà di architettura, Iago è a un passo dal chiederle la mano e dal progettare la città ideale. Deciso a conquistarla durante un ballo in maschera, il plebeo è gabbato dal nobile (per lignaggio) e moro Otello, arrivato dalla Francia in Laguna a miracol mostrare. Usurpato il "regno" (il posto di responsabile nel progetto di allestimento della Biennale) e insediato il cuore di Desdemona, Otello diventa per Iago nemico da abbattere. Nelle notti bianche veneziane Iago perfezionerà il suo disegno volto al progressivo annientamento delle certezze di Otello. Lo aiuteranno nell'impresa la smaliziata Emilia e il volubile Roderigo.
Ancora Shakespeare, ancora Otello, il dramma per eccellenza consumato a Venezia e convertito in "tragica" commedia giovanilistica nella seconda impresa di Volfango De Biasi. Scalzato il Moro, un figlio di papà che non ha mai trionfato sui musulmani e superato indenne il mare di Cipro, è Iago il protagonista e (ancora una volta) l'architetto che esercita l'arte di costruire edifici di menzogne, facendo intendere a Otello quel che vuol sentire e vedere quel che vuol vedere, deformando i contorni originali delle situazioni e corrompendo col suo veleno il suo sentimento amoroso.
Trasposto, stravolto e incautamente scaricato sulle spalle di Nicolas Vaporidis, Iago conferma le nuove abitudini del nostro cinema italiano: una sostanziale inconsistenza d'approccio generale, l'incapacità di andare oltre un sistema di riflessioni o di giudizi prossimi alla vulgata di piazza e dunque potenzialmente o esplicitamente qualunquista. Puntando su uno Shakespeare romanzato, facile e spettacolare e preoccupato della sua accessibilità al pubblico italiano, il regista, in barba al pentametro giambico e all'incommensurabilità dei personaggi scespiriani, imbastisce una love story in raccordo con l'energia delle ultime generazioni.
Modificati radicalmente struttura e punto di vista, Iago non prolunga il piacere della tragedia del drammaturgo di Stratford upon Avon, fallendo l'intenzione del pensare alto (Shakespeare) attraverso lo strumento basso (il cinema). Dove Sir William graffiava, producendo leggerezza espressiva, De Biasi esibisce una grevità del dire che cerca nello spettatore una complicità a buon mercato. Eludendo la complessità del Bardo e il magmatico potenziale espressivo dei suoi testi, Iago accresce e prolunga la nostalgia per i neoscespiriani esplosi negli anni Novanta con il caso Branagh e con una serie di straordinarie variazioni: dal Rosencrantz e Guildenstern sono morti di Tom Stoppard ai Belli e dannati di Gus Van Sant (col suo Enrico IV vagabondo per capriccio e rivolta sulla strada di Kerouac), dal Riccardo III di Al Pacino (making of divulgativo della tragedia) al Romeo & Giulietta di Baz Luhrmann (fedele nella più apparente infedeltà).
A mancare è pure l'attore protagonista che, looking for Iago, si scopre inabile a indossarne le fattezze scapigliate e ad immergersi nelle sue trame. A riscuotere dai deliri di Otello e dell'operetta di De Biasi è l'inquieto e nobile Roderigo di Lorenzo Gleijeses, imprevedibile e miracolosa presenza. Un volto permanente che apre il film e lo domina sovrano e solitario, un corpo attoriale di formazione teatrale capace di qualificare il personaggio, animandolo di una scintilla anarchica e dissacratoria. Con la Drag Queen di Gleijeses dimenticherete inverno e scontento e (ri)vedrete le stelle e la stella.
Tredici anni dopo la reinterpretazione in chiave postmoderna dell'opera di Shakespeare Romeo + Giulietta di Baz Luhrmann (Moulin Rouge e Australia) arriva nelle nostre sale un altro grande classico del drammaturgo inglese, questa volta rivisitato dall'italianissimo autore di Come tu mi vuoi Volfango De Biasi.
Con un drastico passaggio di genere, il regista consegna alla cinematografia nostrana Iago, una pellicola destinata ai ragazzi per cui ha chiamato ad interpretare il ruolo dei protagonisti due dei giovani attori da loro più amati: Nicolas Vaporidis e la richiestissima ventiseienne Laura Chiatti, insieme sul set per la prima volta.
Prodotto da Claudio Saraceni per Ideacinema, Medusa e Cattleya e scritto dallo stesso De Biasi con Felice di Basilio e Tiziano Martini, il film è un vero e proprio ribaltamento del dramma shakesperiano: nell'ottica di De Biasi, infatti, Iago (Vaporidis), studente alla facoltà di architettura di umili origini ma meritevole e di grande talento, è vittima di una serie di ingiustizie. L'aristocratico e raccomandatissimo Otello (Aurelien Gaya) è il suo antagonista. Figlio di un architetto di fama mondiale e amico del rettore, nonché padre della sensualissima Desdemona (Laura Chiatti) della quale Iago è perdutamente innamorato, Otello prenderà il posto di quest'ultimo come responsabile nel progetto di allestimento della Biennale, lo priverà dei propri meriti di studio e farà di tutto per rubargli la giovane amata. Pazzo di gelosia, il protagonista si ribellerà con spirito vendicativo per le ingiustizie subite, tessendo una serie inesorabile di inganni e bugie per riappropriarsi di ciò che gli spetta.
Girato nella Venezia dei nostri giorni (il primo ciak lo scorso 15 settembre) ma anche a Padova e Roma, questo film, ha spiegato il trentasettenne regista, "è un'operazione pop, una riscrittura fatta a partire dal testo originario. Credo che i classici appartengono a tutti. All'interno dell'Otello Iago è considerato da sempre il male del mondo, la ragione dell'invidia. Mi sono chiesto perché è invidioso? Ci sarà un qualche motivo. E così ho cominciato a riflettere su una tematica che ci tocca un po' tutti: quella delle raccomandazioni. Nella storia che porto sul grande schermo Iago è innamorato di Desdemona. E' un ragazzo povero, che fa di tutto per far bene il suo lavoro. Ad un certo punto arriva Otello, ricco, bello, raccomandatissimo e gli porta via tutto. A quel punto cosa fare? Soccombere, come nella realtà. O combattere, come in una favola".
Già protagonista dell'opera prima di De Biasi al fianco di Cristiana Capotondi, il ventisettenne Nicolas Vaporidis ha detto del suo personaggio: "Iago è un ragazzo che non subisce la vita, fa la cosa sbagliata per la giusta ragione. Vive un amore travolgente e passionale. E' un grande talento capace di scatenare una guerra senza confini. Cerca di appropriarsi di ciò che è stato defraudato utilizzando, seppure in modo scorretto e con la consapevolezza che ne soffrirà anche lui, l'unica arma di cui dispone: la sua intelligenza. Iago ha voglia di rivalsa e fame di vita, non accetta di perdere quello per cui ha sempre lottato". Cosa gli è piaciuto di questo personaggio? "Il carattere combattivo", ha risposto. "Iago combatte contro i prepotenti, ha fame di vita e voglia di rivalsa. Questo atteggiamento di sfida che ha per difendere i propri sogni e ideali, in qualche modo, mi ha aiutato a scoprire una parte di me forse un po' nascosta".
Lo Iago di De Biasi sarebbe un discreto spin off se l'Otello originale fosse una soap opera nata e concepita per la tv. Sia chiaro, con Shakespeare è stato fatto quasi di peggio e partendo da ben altre ambizioni: basti pensare a quella rivisitazione grigio - metropolitana che è Hamlet 2000, inefficace benché annoverasse gente del calibro di Hawke e Murray. [...] Vai alla recensione »
Erano anni che non ci si divertiva così tanto di fronte alla scombinatezza, all'ambizione esagerata, al non controllo di attori e battute in un film italiano di genere. L'idea di questo Iago, opera seconda di Volfango De Biasi, l'autore, come dicono i manifesti, di Come tu mi vuoi, interpretato dalle neo star Nicolas Vaporidis e Laura Chiatti, era quella di inserire il vecchio Otello di Shakespeare [...] Vai alla recensione »