Il fantasma di Corleone

Un film di Marco Amenta. Con Marcello Mazzarella Documentario, durata 80 min. - Italia 2006. uscita venerdì 31 marzo 2006. MYMONETRO Il fantasma di Corleone * * * 1/2 - valutazione media: 3,54 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,54/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * * - -
 critica * * * - -
 pubblico * * * * -
Il film: Il fantasma di Corleone
Uscita: venerdì 31 marzo 2006
Anno produzione: 2006
Un giovane reporter siciliano, Marco, torna a Palermo per smascherare l'ultimo grande mistero italiano: il boss latitante Bernardo Provenzano, che da 42 anni continua a vivere sull'isola e a comandare dall'ombra tutta l'organizzazione di Cosa Nostra.
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primo piano
Un documentario investigativo attraversato dalle suggestioni di un genere nero che si rivela nella tensione di una ricostruzione avvincente della vita in assenza di Bernardo Provenzano
Marzia Gandolfi     * * * - -

Il documentario di Marco Amenta comincia idealmente dove finisce quello di Marco Turco, In un altro paese, col quale condivide la medesima riflessione, la mafia visibile e invisibile, e il medesimo genere, il thriller. Un documentario investigativo ma attraversato dalle suggestioni di un genere nero che si rivela nel ritmo, nelle sospensioni, nei tempi di attesa e nella tensione di una ricostruzione avvincente della vita in assenza di Bernardo Provenzano. Apprendista killer a Corleone e poi luogotenente del boss Luciano Liggi, Bernardo Provenzano è l'attuale padrino di Cosa Nostra, latitante da quarant'anni e ricercato dal 1963. La tesi sostenuta dal regista, che partecipa al film anche in qualità di attore, rilegge speditamente la cronaca tragica del Medio Evo palermitano, passando per il maxi-processo e le stragi di Capaci e di via D'Amelio per concentrarsi su (una) "Cosa Nuova", un'organizzazione criminosa sommersa, invisibile, rifondata da Provenzano sulle ceneri di una mafia stragista. Amenta sembra dunque allertare lo spettatore, invitarlo a vigilare denunciando apertamente le strategie attendiste delle istituzioni, il loro legiferare soltanto in situazioni di emergenza dimenticando la straordinaria ordinarietà in cui agisce la nuova mafia, l'altra mafia, quella mediatrice. Il fantasma di Corleone, alias Bernardo Provenzano, si aggira "in un altro paese", un paese clandestino frequentato soltanto da ombre, dove l'unica luce pare essere quella "abbagliante" degli uomini di Giuseppe Linares, giovane capo della Squadra Mobile di Trapani. É proprio in queste contrapposizioni ombra-luce, spazi aperti-spazi chiusi, personaggio-ambiente, e in queste relazioni simmetriche che il documentario di Amenta diventa qualcosa di più di un giornalismo d'inchiesta. La forma del cinema cerca e sposa i contenuti e queste opposizioni finiscono per esprimere il rapporto tra il paese della mafia e quello dell'antimafia. Da una parte la Primula Rossa di Corleone e dall'altra il giovane eroe siciliano consacrato a una causa: consegnare alla legge i criminali mafiosi. La figura dell'ultimo padrino risulterebbe incomprensibile ai più se non fosse filtrata da Linares, che ne racconta la vita e le infelici gesta con un ritmo narrativo da leggenda popolare, preoccupandosi sempre di inserirle in quell'humus culturale siciliano che produce il veleno e poi ne perfeziona l'antidoto. L'epilogo del film è storia nostra e storia nota: "questo fantasma" non si trova o non lo si vuole trovare, complice un ambiente favorevole e allineato o le istituzioni colluse, poco impegnate e tanto distratte.

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di Elisa Grando Ciak

Un fantasma, e allo stesso tempo la presenza più minacciosa in Sicilia: il boss Bernardo Provenzano è il protagonista assente di questa interessante docu-fiction che ripercorre, attraverso testimonianze dirette, atti processuali, inserti da telegiornali del passato, la vita del latitante più inafferrabile d’Italia. La visione non è facile: il regista palermitano Marco Amenta (che aveva già esplorato l’universo mafioso in Diario di una siciliana ribelle) accosta alle immagini dolorose della strage di Capaci quelle di innumerevoli morti ammazzati e delle beffarde risposte di Totò Riina a Giovanni Falcone («Ho sentito parlare di Cosa Nostra solo sui giornali e alla Tv»). »

Una docu-fiction che tenta di spiegare l'incredibile latitanza di Bernardo Provenzano

di Aldo Fittante Film TV

È possibile che un uomo (Bernardo Provenzano) riesca a vivere nascosto su un’isola da 42 anni, braccato da centinaia di poliziotti, e continui a essere il capo supremo di Cosa Nostra? L’inquietante interrogativo viene posto in forma retorica dagli autori Andrea Purgatori e Marco Amenta, con quest’ultimo al timone di regia, di questa interessante ed educativa docu-fiction, che non a caso vanta tra i suoi crediti la fattiva collaborazione dell’Associazione Libera di Don Luigi Ciotti. La risposta, la conosciamo tutti, è sì, è possibile. »

di Gian Luigi Rondi Il Tempo

Il fantasma del titolo è Bernardo Provenzano, detto «il boss dei boss». Marco Amenta, che ci ha già dato un film sulla mafia, «Diario di una siciliana ribelle», lo segue (interpretandosi da solo il personaggio che chiede e indaga) più o meno dalla sua nascita in una famiglia di contadini, fino all'ascesa ai vertici di Cosa Nostra e, dopo, fino a quella lunga latitanza che tuttora perdura (anche se, appena ieri, è stata data una notizia, non si sa quanto attendibile, che sarebbe morto). Il film è una specie di mosaico. »

Perché Provengano è ancora latitante?

di Paolo D'Agostini La Repubblica

Sulle prospettive aperte dal documentario del reporter siciliano (lungamente emigrato in Francia) Marco Amenta invitiamo a leggere gli articoli scritti su la Repubblica (del 31 marzo e del 1 aprile) da Attilio Bolzoni. Il nostro collega ha intervistato l'avvocato Salvatore Traina, difensore del superlatitante capo supremo di Cosa Nostra Bernardo Provenzano, che a proposito del boss gli ha dichiarato: "Per me è morto. Ed è morto anche da molti anni". Con una formula mista, in gran parte fatta di testimonianze e in piccola parte di "fiction", Il fantasma di Corleone ricostruisce figura e storia di Provenzano, scomparso nel nulla dal 1963: la scalata sua e degli altri due "uomini d'onore" corleonesi - Riina e Bagarella - all'organizzazione criminale culminata nel 1969 con il massacro dei rivali palermitani. »

Il fantasma di Corleone | Indice

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