| Titolo originale | 3:10 to Yuma |
| Anno | 1957 |
| Genere | Western |
| Produzione | USA |
| Durata | 96 minuti |
| Regia di | Delmer Daves |
| Attori | Van Heflin, Glenn Ford, Henry Jones, Felicia Farr, Leora Dana Richard Jaeckel, Robert Emhardt, Sheridan Comerate, G.J. Mitchell, Robert Ellenstein, Ford Rainey. |
| Tag | Da vedere 1957 |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,19 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 14 luglio 2025
Un uomo deve scortare un bandito fino alla prigione, ma non sarà facile.
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CONSIGLIATO SÌ
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Dan, povero contadino, ma abilissimo tiratore, deve scortare Waden, pericoloso bandito, al carcere di Yuma. La missione è pericolosa perché gli uomini di Waden lo aspettano alla stazione, ma Dan, non senza aver superato difficoltà di ogni genere, riesce a salire sul treno con il suo prigioniero.
A volte, nel West, prendere un treno poteva essere una verrà impresa. Ne sa qualcosa un pacifico colono dell'Arizona, Dan Evans, che aveva ben altre preoccupazioni che quella di mettere sul treno delle tre e dieci per Yuma un famoso rapinatore: la sua fattoria sta andando in fallimento per la siccità, rischia di restare senza casa e senza mezzi di sostentamento. Il regista descrive con poche immagini di terre arse l'ambiente di questa lotta per la sopravvivenza. Una geografia precisa: colline e pianure secche, un paese di poche case, una lontana stazione ferroviaria. La ferrovia: l'unico vero contatto con il resto della nazione, la linea di confine che può trasformare il selvaggio West in una terra ordinata. Ma Evans vive in terre in cui legge e ordine ancora non sono certo consolidati. E comunque la legge -e l'ordine non sono una sua preoccupazione: deve andare a cercare un prestito per salvare la fattoria. Senza successo. Ha solo una possibilità, farsi volontario per scortare un pericoloso rapinatore fino al treno per Yuma: la ricompensa potrebbe significare la salvezza per la sua famiglia.
Dan Evans è, per molti versi, un tipico eroe americano: innanzitutto è un qualsiasi John Doe (il nome con cui negli Stati Uniti si indica l'uomo qualunque), un tipo senza particolari capacità o abilità che si trova ad affrontare una situazione difficile e ne esce con successo. Un'altra caratteristica che fa di Evans un all american hero è il fatto che lui i guai non se li va a cercare, non ha particolari velleità di imporre la giustizia o di fare l'eroe. Ci è costretto dagli eventi. Si è trovato nel posto sbagliato nel momento sbagliato e quindi ora tocca a lui. Non a caso per il ruolo è stata scelta la faccia ben poco eroica di Van Heflin. Ma il fatto di essere un eroe per caso non vuoI dire che per questo ci metterà meno impegno. Porterà il suo criminale al treno come ha promesso, per i soldi, ma senza rinunciare neanche quando il rapinatore gli offre molto di più. Evans 4 è della razza del Rick di Casablanca, che nasconde il fatto di aver portato armi ai repubblicani spagnoli durante la guerra dietro la falsa scusa di esser stato pagato; il suo antagonista gli ricorda ironicamente che la parte avversa lo avrebbe pagato molto di più: "Può essere", deve ammettere Rick. li fatto è che Evans, come Rick o tanti altri, è un uomo di solidi principi ma è anche un uomo esperto della vita, sa cosa è giusto ma sa anche quali sono le conseguenze degli slanci avventati, dell'ottimismo incauto, dell'audacia altruista. Evans, a differenza di Rick che è un lupo solitario, ha una famiglia a cui badare e sa che se si fa ammazzare non resterà nessuno a occuparsi di loro. Ha l'eroismo dei coloni, un coraggio costruttivo, fatto di tenacia e intelligenza, il tipo di coraggio degli uomini che tengono l'aratro in una mano e il fucile nell'altra.
L'antagonista di Evans è Ben Wade, l'altra faccia dell'epica western: un criminale affascinante, con un suo codice personale anche se votato a distruggere quel po' di ordine e di tranquillità che gente come Evans va costruendo. Il regista Daves orchestra lo scontro fra Evans e Wade come una lotta soprattutto tra due volontà: il criminale cerca di corrompere, intimorire, sedurre il contadino, ma senza risultato, anzi, finendo a sua volta conquistato dalla tenacia di quell'uomo onesto che lo sta portando verso una dura e lunga carcerazione. Da questo ribaltamento di ruoli trapela l'interpretazione che Daves propone del West: la nascita della nazione, la vittoria dell'ordine e del diritto sul caos e sull'arbitrio è il frutto di una lotta intrapresa, a volte in desolante solitudine, da working class heroes come Evans. Un eroe capace anche di rubare la scena a un protagonista naturale come l'audace Ben Wade.
E' un film che collocherei tra i 15 -20 migliori western della storia del cinema, del 1957 visto oggi non perde nulla la tensione e la vivacità originali di una pellicola che continua ad avvincere l'interesse dello spettatore . Il regista è Delmer Daves uno dei bravi artigiani di lusso che aveva la Hollywood dei periodo d'oro (regista non solo di ottimi western: L'amante [...] Vai alla recensione »
A mezzo secolo di distanza, cosa spinge un regista al confronto con uno dei miti del proprio paese - il West - sfidando il rischio di un genere ormai privo di grossa attrattiva, e per di più lungo la strada del rifacimento? L'originale di Quel treno per Yuma (trasposizione diretta nel 1957 da Delmer Daves del racconto pubblicato quattro anni prima da Elmore Leonard) James Mangold l'ha visto durante [...] Vai alla recensione »