Quel treno per Yuma

Film 1957 | Western +16 96 min.

Titolo originale3:10 to Yuma
Anno1957
GenereWestern
ProduzioneUSA
Durata96 minuti
Regia diDelmer Daves
AttoriVan Heflin, Glenn Ford, Henry Jones, Felicia Farr, Leora Dana, Richard Jaeckel Robert Emhardt, Sheridan Comerate, George Mitchell, Robert Ellenstein, Ford Rainey.
TagDa vedere 1957
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 3,37 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Delmer Daves. Un film Da vedere 1957 con Van Heflin, Glenn Ford, Henry Jones, Felicia Farr, Leora Dana, Richard Jaeckel. Cast completo Titolo originale: 3:10 to Yuma. Genere Western - USA, 1957, durata 96 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 3,37 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un uomo deve scortare un bandito fino alla prigione, ma non sarà facile.

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Consigliato sì!
3,37/5
MYMOVIES 3,75
CRITICA 2,00
PUBBLICO 4,08
CONSIGLIATO SÌ
Scheda Home
Premi
Cinema
Trailer

Dan, povero contadino, ma abilissimo tiratore, deve scortare Waden, pericoloso bandito, al carcere di Yuma. La missione è pericolosa perché gli uomini di Waden lo aspettano alla stazione, ma Dan, non senza aver superato difficoltà di ogni genere, riesce a salire sul treno con il suo prigioniero.

a cura della redazione
venerdì 28 luglio 2006

A volte, nel West, prendere un treno poteva essere una verrà impresa. Ne sa qualcosa un pacifico colono dell'Arizona, Dan Evans, che aveva ben altre preoccupazioni che quella di mettere sul treno delle tre e dieci per Yuma un famoso rapinatore: la sua fattoria sta andando in fallimento per la siccità, rischia di restare senza casa e senza mezzi di sostentamento. Il regista descrive con poche immagini di terre arse l'ambiente di questa lotta per la sopravvivenza. Una geografia precisa: colline e pianure secche, un paese di poche case, una lontana stazione ferroviaria. La ferrovia: l'unico vero contatto con il resto della nazione, la linea di confine che può trasformare il selvaggio West in una terra ordinata. Ma Evans vive in terre in cui legge e ordine ancora non sono certo consolidati. E comunque la legge -e l'ordine non sono una sua preoccupazione: deve andare a cercare un prestito per salvare la fattoria. Senza successo. Ha solo una possibilità, farsi volontario per scortare un pericoloso rapinatore fino al treno per Yuma: la ricompensa potrebbe significare la salvezza per la sua famiglia.
Dan Evans è, per molti versi, un tipico eroe americano: innanzitutto è un qualsiasi John Doe (il nome con cui negli Stati Uniti si indica l'uomo qualunque), un tipo senza particolari capacità o abilità che si trova ad affrontare una situazione difficile e ne esce con successo. Un'altra caratteristica che fa di Evans un all american hero è il fatto che lui i guai non se li va a cercare, non ha particolari velleità di imporre la giustizia o di fare l'eroe. Ci è costretto dagli eventi. Si è trovato nel posto sbagliato nel momento sbagliato e quindi ora tocca a lui. Non a caso per il ruolo è stata scelta la faccia ben poco eroica di Van Heflin. Ma il fatto di essere un eroe per caso non vuoI dire che per questo ci metterà meno impegno. Porterà il suo criminale al treno come ha promesso, per i soldi, ma senza rinunciare neanche quando il rapinatore gli offre molto di più. Evans 4 è della razza del Rick di Casablanca, che nasconde il fatto di aver portato armi ai repubblicani spagnoli durante la guerra dietro la falsa scusa di esser stato pagato; il suo antagonista gli ricorda ironicamente che la parte avversa lo avrebbe pagato molto di più: "Può essere", deve ammettere Rick. li fatto è che Evans, come Rick o tanti altri, è un uomo di solidi principi ma è anche un uomo esperto della vita, sa cosa è giusto ma sa anche quali sono le conseguenze degli slanci avventati, dell'ottimismo incauto, dell'audacia altruista. Evans, a differenza di Rick che è un lupo solitario, ha una famiglia a cui badare e sa che se si fa ammazzare non resterà nessuno a occuparsi di loro. Ha l'eroismo dei coloni, un coraggio costruttivo, fatto di tenacia e intelligenza, il tipo di coraggio degli uomini che tengono l'aratro in una mano e il fucile nell'altra.
L'antagonista di Evans è Ben Wade, l'altra faccia dell'epica western: un criminale affascinante, con un suo codice personale anche se votato a distruggere quel po' di ordine e di tranquillità che gente come Evans va costruendo. Il regista Daves orchestra lo scontro fra Evans e Wade come una lotta soprattutto tra due volontà: il criminale cerca di corrompere, intimorire, sedurre il contadino, ma senza risultato, anzi, finendo a sua volta conquistato dalla tenacia di quell'uomo onesto che lo sta portando verso una dura e lunga carcerazione. Da questo ribaltamento di ruoli trapela l'interpretazione che Daves propone del West: la nascita della nazione, la vittoria dell'ordine e del diritto sul caos e sull'arbitrio è il frutto di una lotta intrapresa, a volte in desolante solitudine, da working class heroes come Evans. Un eroe capace anche di rubare la scena a un protagonista naturale come l'audace Ben Wade.

Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

I casi della vita obbligano un povero contadino a sostituirsi allo sceriffo per scortare un pericoloso bandito verso il forte di Yuma (Arizona, ai confini con California e Messico). Nonostante i rischi, con intelligenza e tenacia porta a termine la missione. Film a basso costo ma ad alta tensione, in forma di dramma psicologico. Uno dei migliori western degli anni '50 anche perché implica, tra le righe, una semplice e profonda lezione morale. Scritto da Halsted Welles, da un racconto di Elmore Leonard, fotografia di Charles Lawton Jr., canzone di successo con la voce di Frankie Laine. Non sono pochi i momenti degni di memoria, quelli in cui "l'elegiaco umanesimo di D. Daves riesce a esprimersi nel modo più compiuto e originale" (A. Viganò).

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 29 settembre 2019
samanta

E' un film che collocherei tra i 15 -20 migliori western della storia del cinema, del 1957 visto oggi non perde nulla la tensione e la vivacità originali di una pellicola che continua ad avvincere l'interesse dello spettatore . Il regista è Delmer Daves uno dei bravi artigiani di lusso che aveva la Hollywood dei periodo d'oro (regista non solo di ottimi western: L'amante [...] Vai alla recensione »

lunedì 22 settembre 2014
DOMENICO RIZZI

Che Elmore Leonard, recentemente scomparso, sia stato un grandissimo scrittore di western è noto a tutti gli appassionati del genere. Fortunatamente trovò anche un regista come Delmer Daves che materializzò sullo schermo la sua avvincente storia, rispettando lo spirito dei personaggi che, al pari di quelli fordiani, mostrano sempre di avere un cuore.

sabato 30 marzo 2019
Fabio

In meno di un'ora e mezza il film mette in scena un dramma efficace e avvincente.  Poche parole e poche pallottole: il racconto si concentra sul dilemma morale, cosa è giusto e cosa non lo è. Il western tocca qui il vertice perché racconta di come è nata la nazione americana, di quali valori si alimenta.

domenica 15 gennaio 2017
Contrammiraglio

Uno dei migliori western mai fatti!

Frasi
Non hai sentito il tuono, cara? Forse piove, e se piove tutto sarà diverso.
Dialogo tra Dan Evans (Van Heflin) - La signora Alice Evans (Leora Dana)
dal film Quel treno per Yuma
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Federico Raponi
Liberazione

A mezzo secolo di distanza, cosa spinge un regista al confronto con uno dei miti del proprio paese - il West - sfidando il rischio di un genere ormai privo di grossa attrattiva, e per di più lungo la strada del rifacimento? L'originale di Quel treno per Yuma (trasposizione diretta nel 1957 da Delmer Daves del racconto pubblicato quattro anni prima da Elmore Leonard) James Mangold l'ha visto durante [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Da mezzo secolo Quel treno per Yuma (1957) di Delmer Daves è uno dei western preferiti dagli appassionati di un genere tramontato, che ogni tanto si prova a far risorgere. La vicenda, tratta da un racconto di Elmore Leonard, è semplicissima: spinto dalla necessità di guadagnare qualche dollaro, uno sfortunato allevatore accetta di scortare un prigioniero al penitenziario territoriale: una trasferta [...] Vai alla recensione »

Piera Detassis
Panorama

Era il 1957 e sugli schermi arrivava uno dei western più amati, Quel treno per Yuma di Delmer Daves, tratto dal racconto di Elmore Leonard. Il cattivo era Glenn Ford e il buono, costretto a scortarlo fino a quel famoso treno per il carcere, aveva il volto di Van Heflin, contadino costretto a fare il carceriere per soldi. Un western duro, essenziale, che 50 anni dopo rivive per la regia di James Mangold. [...] Vai alla recensione »

Maurizio Cabona
Il Giornale

Guardate le prossime uscite nei cinema o alla Festa di Roma. In gran parte sono dei séguiti: di Die Hard, di Bourne, o dei cloni de Le deuxième souffle e di Quel treno per Yuma. James Mangold ha diretto quest'ultimo, da oggi nelle sale, dimostrando particolare pertinacia: già il suo verboso Cop Land era il rifacimento - in tempi odierni - del classico del 1957, con Glenn Ford e Van Heflin.

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