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domenica 21 aprile 2019

Nanni Moretti

Nome: Giovanni Moretti
65 anni, 19 Agosto 1953 (Leone), Brunico (Italia)
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Daniele Di Ubaldo

Nanni Moretti nasce Brunico (Bz), ma trascorre tutta la giovinezza a Roma. Durante gli anni del Liceo si appassiona in modo sempre più profondo al cinema, al teatro e alla politica. Nel '72, inizia a girare i primi cortometraggi in super8. Del '73 sono La sconfitta e Patè de bourgeois, mentre nel '74 realizza un'esilarante parodia dei Promessi Sposi dal titolo Come parli frate?. Intesse una fitta rete di relazioni con personaggi di spicco, come il critico Beniamino Placido, i fratelli Taviani che gli affideranno una parte non trascurabile in Padre padrone, Luigi Comencini e Italo Moscati coi quali realizza una sceneggiatura tratta da Il sovversivo di Stajano. [...] »

Cristiana Moroni

A Brunico, dove i genitori stavano trascorrendo le vacanze. A Roma, città dove ha sempre vissuto, frequenta il liceo classico e la sua adolescenza è segnata da due grandi passioni: il cinema e la pallanuoto, arrivando nel 1970 a giocare nella Nazionale giovanile e in serie A nella Lazio. Negli anni giovanili è impegnato anche politicamente nell'ambito della sinistra extraparlamentare e questo interesse per la politica rimarrà inalterato. Dopo il diploma riesce a comprarsi una cinepresa Super8 e inizia così la brillante carriera di uno dei cineasti più interessanti nel panorama del cinema italiano. Con alcuni amici che si improvvisano attori gira nel 1973 due cortometraggi: La sconfitta e Patè de bourgeois. [...] »

La Repubblica

Irene Bignardi

Nanni Moretti sarà una volta di più al centro dell'attenzione internazionale. Con una grande personale (non mi va di chiamarla retrospettiva, ha un che di definitivo, di giubilatorio - ma si sa che in materia di parole è meglio lasciare la scelta al nostro, notoriamente molto meticoloso), lo celebra, infatti, a partire dal 6 agosto il Festival di Locarno, arrivato alla sessantunesima edizione. E non basta: le edizioni dei Cahiers du cinéma hanno preparato per l'occasione un volume sul suo cinema, che sarà presentato nel corso del festival.
Aspirava, questo volume, a essere il primo. Nella gara allo studio e al riconoscimento del cinema del Nanni nazionale, e prima che si possa vedere cosa i sofisticati cugini d'Oltralpe scriveranno su un autore che hanno sempre molto amato, è arrivato però già un altro bel volume di saggi, edita dal Sindacato nazionale critici cinematografici e curato da Gabriele Rizza, Giovanni Maria Rossi e Aldo Tassone. [...] »

La Stampa

Lietta Tornabuoni

Nanni Moretti ha fatto nell’anno qualcosa di unico: è stato il solo regista italiano, della sua generazione trenta-quarantenne e di ogni altra generazione, a raccontare la fine nel mutamento del Partito comunista: quindi l’evento maggiore della politica italiana immobile e ripetitiva; la smentita di sé e della propria storia da parte del partito con il quale gli intellettuali e soprattutto i cineasti italiani avevano avuto nel corso del tempo dalla fondazione della Repubblica in poi i legami più forti e dal quale avevano ricevuto il più forte sostegno; il cambiamento che ha sconvolto in tutta la sinistra milioni di persone portando interrogativi, sollievo, confusione, dolore, perdita di identità e fatica dell’inventarsene una diversa, rimpianti, dilemmi, rivolte, speranza. [...] »

Fernaldo Di Giammatteo

Di famiglia borghese (il padre è docente universitario di epigrafia greca, la madre insegnante liceale), alterna l'attività politica fra i gruppi extraparlamentari e il cinema a passo ridotto. Con il super8 gira alcuni spiritosi filmetti. Uno di questi - Io sono un autarchico (1977) - trasferito su 16 mm rivela la presenza di un autentico autore che dà voce a una gioventù amorfa e inconcludente. Con il successivo Ecce Bombo (1978), film girato secondo le regole dell'industria, sia pure in maniera semi-indipendente, l'assonnato e iroso intellettuale borghese - protagonista oltre che regista - getta sul tavolo le sue carte: un gruppetto di amici romani vaga inutilmente per la città, alla ricerca di nulla, con la speranza di acchiappare per la coda un'avventura che non verrà. [...] »

Barbara Palombelli

«Ho cominciato a fare politica negli ultimi tre anni del liceo, dal 1969 al 1972. Facevo parte di un gruppo extraparlamentare che pubblicava la rivista “Soviet”, diretta da Paolo Flores d’Arcais, metteva in copertina il faccione di Marx, ma anche Mao che giocava a ping-pong. Nei 1973 girai il mio primo filmino in super8: si chiamava La sconfitta. Ho sempre fatto film sul mio ambiente politico: non mi sono mai interessati, neanche da spettatore, i film manichei dove ci sono i buoni da una parte, per cui fare il tifo e i cattivi dall’altra, che si beccano i fischi dalla platea. Ho sempre preferito parlare del mio mondo, criticandolo e prendendolo in giro... Il crollo del mio personale muro di Berlino fu quando capii, leggendo dai giornali dei primi interrogatori dei pentiti, che gli assassini del terrorismo rosso venivano dalla sinistra. [...] »

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Tre Piani

Tre famiglie, tre piani diversi
Regia di Nanni Moretti. Genere Drammatico, produzione Italia, 2020.

L'adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo di Eshkol Nevo, uscito nel 2017.
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