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Prevost-Leone: Un americano a Roma

Nominandosi Leone XIV Prevost ha certo inteso dare un’indicazione.
di Pino Farinotti

sabato 10 maggio 2025 - News

Quando un quarto di secolo fa i padri fondatori, chiamiamoli così, crearono il sito MYmovies, l’impegno era di evolvere la critica delle opere cinematografiche attribuendosi alcuni “statuti” impegnativi, uno dei quali privilegiava la cultura. La scelta dei collaboratori fu fatta in quel senso. Gli editoriali e le recensioni sorpassavano i registri tradizionali, la cultura diventava un cappello riconosciuto e condiviso se è vero che MYmovies è uno dei siti più visitati nel panorama internazionale.

Fra i fondatori venni inserito attraverso l’acquisizione da parte del sito, dei contenuti del dizionario “Farinotti”. MYmovies assunse la didascalia del dizionario “Dalla parte del pubblico” e l’attenzione agli equilibri politici, perché se racconti un’opera dell’ingegno, la politica, comunque, la devi affrontare. E devi stare attento alla faziosità. Un’attenzione alla quale il gruppo del sito si è dedicato e si dedica. Un’istituzione importante e accreditata come MYmovies non poteva esimersi da una visione generale del mondo che emergeva in automatico dai racconti delle opere.

E dunque com’era possibile ignorare il funerale di Bergoglio che ho descritto come un kolossal con un cast mai visto e con una guest star straordinaria come lo Spirito santo. Certo una sdrammatizzazione che forse ci voleva e mi rifaccio a una battuta di un cardinale, intervistato da Giovanni Minoli che ha detto “non siamo mica a Hollywood”.
Gli argomenti che riguardano l’immane vicenda post fumata bianca sono infiniti e raccontati in più overdosi da tutti i media, com’è legittimo.

Qui da MYmovies, come sempre, ricorrerò a selezioni e sintesi. Secondo la mia visione che deriva da una certa conoscenza del trascendente allargato, che ho trasmesso da alcuni dei miei romanzi. Per cominciare questo Robert, l’uomo. mi piace. L’ho sentito in una fulminea intervista prima di essere eletto e parlava chiaro e diretto, da uomo, appunto. Ed era anche gradevole. Andrò a temi. Divisa. Si è presentato bardato come Ratzinger, con tutte le insegne del potere e del ministero papale. E ricordiamo lo stile di Bergoglio che arrivò senza la mantella, vestito, quasi, come un prete tutti i giorni. Era certo un segnale.
L’incipit del discorso del neo-papa. “La pace sia con tutti voi, fratelli e sorelle carissimi, questo è il primo saluto del Cristo Risorto, il Buon Pastore che ha dato la vita per il gregge di Dio” Parole di fede, tradizionali. Come a dire: questo primario, potente assunto, non dimentichiamolo, facciamolo sussistere. Predecessori. E’ stato citato Leone XIII. Il papa che ritenne di far rientrare l’attività pastorale in campo sociale e politico. Come espresse nella storica enciclica Rerum Novarum, con la quale impresse una svolta nella Chiesa, cercando di attrezzarla per affrontare le sfide della modernità.

Nominandosi Leone XIV Prevost ha certo inteso dare un’indicazione. Un altro Leone, il primo, mi sembra che nessuno lo abbia citato. Eppure non fu un papa qualunque. La storia. Nel 452 D.C. Attila, re degli Unni entra in Italia, conquista e distrugge Aquileia, Padova, Verona, Bergamo, Brescia ed entra in Milano. L’intenzione è di impadronirsi di tutta l’Italia. Così come si è preso gran parte dell’Asia. L’imperatore Valentiniano III capisce che non riuscirà mai a fermarlo e chiede aiuto alla Chiesa. Il papa Leone I si offre per un’impresa umanamente impossibile. Attila e Leone si incontrano, secondo la fonte, credibile, di Paolo Diacono “nel luogo dove il Mincio entra nel Po”. Leone, mostrando, si dice, la croce, ferma il barbaro. Impresa dunque più che umana. L’auspicio è che il Leone dei nostri giorni possa fermare l’altro barbaro

Agostino. Robert Prevost, membro della congregazione dell’ordine di sant’Agostino, ha ribadito più volte la sua vicinanza ad Agostino di Ippona, gran padre della Chiesa. Prevost raccontandolo lo ha descritto, filosofo, vescovo, scrittore, teologo, monaco mistico romano. Agostino, siamo nel quarto secolo, con i suoi scritti scrutò il dissidio insanabile tra lo spirito e la carne e quello, totale, fra il pensiero pagano e la fede cristiana, nel tentativo, sovrumano, di tenerli uniti. Indicando una regola di vita spirituale e umana decisiva per i popoli cristiani nei secoli.” Parole di Prevost-Leone.

Trump. Non c’è dubbio che quel nome sia stato pronunciato più volte nel conclave. Tante volte da dettare, senza indugio, una soluzione e un nome. Robert Prevost viene descritto … poco amico del Presidente USA e si ritiene che possa rappresentare un equilibrio rispetto allo strapotere di Trump che ha causato l’instabilità mondiale che sappiamo. La speranza è che la Chiesa, questa volta, al di là delle parole di pace e di fede, si dedichi all’azione. Il papa parla la stessa lingua e potrebbe forse influenzare un personaggio che sembra impossibile da ingabbiare.
Dai, forza, non sei un Leone? Una memoria. Anni fa Jorge Mario Bergoglio raccontò un episodio, che non è mai più stato ripreso. Nel febbraio del 1946, ventenne, si trovava al Centro Universitario Argentino di Buenos Aires per assistere all’ultimo comizio della campagna elettorale di Juan Domingo Peron che prima di parlare si tolse la giacca. Era un segnale bello e forte, e scaltro. Il futuro presidente si poneva come “descamisado”, non ufficiale, cioè vicino al popolo argentino che certo non era elegante. Bergoglio, così giovane, intese perfettamente il significato di quel gesto, che gli rimase sempre nella memoria. E che, tanti anni dopo, ripropose a modo suo su quel balcone che lo sanciva capo della

Chiesa cattolica. Tutto questo da MYmovies, attento alle opere e alle vicende del mondo.


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