Due i film statunitensi in concorso: alla vigilia delle elezioni presidenziali 2024, Homegrown di Michael Premo segue “la migliore tradizione del documentario civile americano, osservando dall’interno e senza giudizio, anche a rischio della propria vita, le attività di un gruppo di suprematisti sostenitori di Donald Trump, dai raduni in campagna elettorale fino all’assalto a Capitol Hill”. No Sleep Till della regista inglese Alexandra Simpson racconta invece “la Florida delle palme, l’oceano, le piscine, i neon e le ballate di Springsteen dove un uragano incombe all’orizzonte”.
Inglese è anche Jethro Massey, il regista di Paul & Paulette Take a Bath, “una rom-com anomala e un buddy movie bizzarro a tinte chiaroscure” incentrato sull’incontro fra “due personaggi accomunati da un’insolita attrazione per la morte”: una premessa che fa subito pensare ad Harold & Maude, anche se a differenziare i protagonisti non è la grande differenza di età.
“Feng shui e voodoo, lirismo e magia” popolano invece Don’t Cry, Butterfly della regista vietnamita Du'o'ng Dieu che pone la questione femminile in primo piano. “Un film visionario, una storia famigliare dal sapore dolceamaro ambientata fra mura domestiche che si fanno potente metafora della società”.
“Ironico e amaro, a tratti ferocemente divertente” è invece Peacock dell’austriaco Bernhard Wenger che secondo la Delegata nazionale rimanda a Lanthimos e Ostlund, “ma con l’aggiunta di una compassione inedita, profondissima e sincera”. Fiorentino definisce infine “uno stoner movie sinestetico e pittorico, rigoroso e ipnotizzante” Perfumed with Mint del regista egiziano Muhammed Hamdy, che narra attraverso il filtro del realismo magico “una generazione condannata all’esilio perenne, incompresa e braccata” e “fotografa le tensioni sociali di un Nordafrica ancora spaccato fra tradizione e modernità”.