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Arkadiko, il Festival online di MYmovies che unisce l’Europa

In streaming su MYmovies ONE dal 1° al 30 aprile il primo festival ufficiale di MYmovies: dodici grandi film per un evento pionieristico che travalica i confini e crea un ponte tra le generazioni. VAI AI FILM I SCOPRI MYMOVIES ONE
di Tommaso Tocci

mercoledì 27 marzo 2024 - mymoviesone

Nel nome dell’Europa, nel nome della tecnologia, e soprattutto nel nome del cinema: l’occasione storica è quella di Arkadiko Film Festival, primo festival ufficiale di MYmovies, realizzato insieme alle piattaforme indipendenti Filmin e Cinobo, che dal 1° al 30 aprile propone in streaming 12 film tra classici e contemporanei, ripartiti in sei percorsi tematici e diffusi in tutta l’area del Sud Europa.

Ecco una guida per orientarsi nella visione.

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I CLASSICI DELLA STORIA EUROPEA
Partiamo dal titolo storico forse più noto: Christiane F. - Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino, classico generazionale del 1981, col suo spaccato della capitale tedesca dell’epoca, nell’epicentro della parte ovest, e la sua storia cruda e drammatica di gioventù, prostituzione e spirale distruttiva della droga.

Gli fa concorrenza I miei primi piccoli amori, celebre storia di formazione del 1974 a firma Jean Eustache. Educazione sentimentale, adolescenti alla scoperta, transizione dalla provincia alla città: gli ingredienti ci sono tutti, in uno dei capisaldi particolarmente riusciti di un genere tipico della cinematografia d’oltralpe.

Di tutt’altro stampo è Twilight, magistrale esercizio di stile ungherese di György Fehér realizzato nel 1990 in un superbo bianco e nero pieno di ombre e misteri. Proprio come in questa storia di delitti e investigatori che sovverte i codici del giallo con atmosfere riflessive e inquietanti, per i cinefili più ambiziosi.

E poi una riscoperta, un film a lungo ritenuto perduto come Le beau mec del 1979, dall’alto tasso di erotismo omosessuale in una serie di vignette che ripercorrono le tappe della vita amorosa e sessuale di un uomo tra gioventù, ambienti militari e strade parigine.


Christiane F. - Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino (Drammatico - Germania, 1981, 138' - VM 14) mette in scena con crudo realismo il quasi omonimo romanzo con i racconti delle esperienze di una giovane ragazza persa nella spirale della droga.

STORIE DI GIOVENTÙ
The Staffroom, esordio recente di una giovane regista croata, è uno studio drammatico dell’ambiente della scuola elementare, che colpisce per autenticità e capacità di osservazione collettiva. Segue una maestra carica di entusiasmo e cura per gli studenti che ben presto però si scontra con le difficoltà istituzionali del mondo dell’istruzione.

In How to Save a Dead Friend, Marusya Syroechkovskaya cattura in forma intima e documentaristica il problema dei suicidi giovanili. Ma il suo è un film anche dichiaratamente su una generazione di giovani cresciuti nella Russia putiniana, autoritaria e senza scampo.

Salto all’indietro invece con Daisies – Le margheritine, che riporta agli anni sessanta e alla grande scuola visiva del cinema dell’est Europa. Vera Chytilová firma un’opera provocatoria, sovversiva, coraggiosa dal punto di vista sia formale che sociale: la Cecoslovacchia del 1966 non era pronta alla ribellione anti-patriarcale di due giovani donne così memorabili.

In Spagna, pochi anni prima, si vedeva qualcosa di simile con le bande di delinquenti giovanili nella periferia di Madrid che animano I monelli di Carlos Saura: una storia dura raccontata in un bianco e nero neo-realista.


Daisies – Le Margheritine (Commedia - Repubblica Ceca, 1966, 74') è un’opera sovversiva, anarchica e senza tempo. Un film anti-establishment che ha segnato la storia del cinema ceco.

I TEMI SOCIALI DELL’EUROPA CONTEMPORANEA
Una selezione di cinema europeo non può prescindere dalla rappresentanza rumena, con la sua cinematografia sempre in grande spolvero: Eugen Jebeleanu nel 2020 firma con Poppy Field, una storia molto personale di identità omosessuale repressa dall’arretrato mondo delle forze dell’ordine.

Any Day Now di Hamy Ramezan vede protagonista una famiglia iraniana in Finlandia che attende di sapere se potrà venire accolta nel paese, in un film (presentato al festival di Berlino 2021) che parla delle criticità del presente attraverso la chiave universale della famiglia, dimensione ben tratteggiata che sa catturare lo spettatore.

Borders of Love (premio Fipresci a Karlovy Vary 2022) del ceco Tomasz Winski esplora temi particolarmente attuali sull’equilibrio tra vita di coppia e desiderio di espandere la propria sessualità, attraverso la parabola di rischiosa scoperta degli affiatati protagonisti Petr e Hana.

Infine Fabian - Going to the Dogs, un film che usa il contemporaneo (nella sequenza d’apertura) come macchina del tempo verso gli anni trenta a Berlino, adattando in un’epica di tre ore un romanzo sul periodo della repubblica di Weimar. L’esperienza di un uomo in cerca della sua strada prefigura l’avvento del nazismo, nelle mani esperte di un maestro del cinema tedesco come Dominik Graf.


Borders of Love (Drammatico - Repubblica Ceca, 2022, 95') è una fotografia delle relazioni moderne, tra il ruolo del sesso e i rischi dietro il superamento dei propri confini erotici.

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