Justin Hurwitz è l'uomo dietro le musiche di La La Land (guarda la video recensione), Whiplash, First Man (guarda la video recensione) e Babylon (dal 19 gennaio al cinema), grazie al quale ha recentemente vinto un Golden Globe per la miglior colonna sonora.
Compositore americano che ha contribuito a creare il mondo della rappresentazione filmica del regista Damien Chazelle (e per questo è vincitore di due Oscar), ha caratterizzato il suo lavoro con un impegno costante nell'allargamento dei confini di ciò che è considerata la musica di genere o di un particolare periodo storico. Dal rinnovamento del jazz tradizionale ai popolari riff rock 'n' roll, dalla musica house moderna alla dance, ma sempre abbinando energia e uno spericolato senso di abbandono, che ben si sposano con le inquadrature composte da Chazelle.
Di volta in volta, di scena in scena, le partiture di Hurwitz appaiono più o meno aggressive, schiette, lamentose, urlanti, a volte al limite dell'atonale. Martellanti per il grande pubblico, sono scandite da una contemporaneità, che non viene mai accantonata, e si strutturano sugli storyboard del regista che, dal canto suo, rispetta sempre l'integrità della musica creata dal suo immancabile collaboratore.
I risultati sono suoni unici e ambiziosi, portati avanti da un sax baritono stridulo o da un emozionato assolo di tromba, oppure da strati di percussioni latine o africane in vena di orientalismo. Tutto tende a qualcosa. All'amore, alla morte, all'abbandono, alla frenesia. Lo ammette Hurwitz stesso: "Compongo perché la composizione musicale mi permette di avvicinarmi all'inesprimibile".