La serie tv interpretata da Margherita Buy offre l'occasione a Daniela Azzola di raccontare quel momento straordinario. Vissuto in prima persona.
La miniserie Made in Italy trasmessa da Canale 5 racconta la nascita della grande moda italiana che avrebbe dominato nel mondo. Daniela Azzola, giornalista, operatrice culturale, l’ha vissuta dal vivo, sfilando per i maggiori stilisti. Racconta quel momento straordinario.
"Ho aspettato di vedere la terza puntata, dedicata ad Armani e Valentino. Persone che ho conosciuto molto bene. Il percorso della ragazza Irene, protagonista della serie, che si inserisce nel mondo magico della moda, può essere esemplare, ed è corretto. L’attrice Greta Ferro sostiene bene il personaggio, così come fa Fiammetta Cicogna che diventa Monica, l’amica di Irene. Determinante è naturalmente Margherita Buy, nei panni di Rita Pasini che assomiglia sospettosamente alla temutissima Adriana Mulassano, giornalista della moda al Corriere della Sera e presenta tratti anche della Meryl Streep che fa la terribile Miranda Priestley ne Il diavolo veste Prada. Anche Irene, nell’aspetto e nell’ingenuità e negli occhioni sempre stupiti ricorda la Anne Hathaway del “Diavolo”.
In quegli anni anch’io ero una ragazzina con un’idea abbastanza precisa. Avevo fatto il liceo artistico a Brera e pensavo di continuare in quella direzione, ma qualcosa cambiò. Il grande Valentino Garavani aveva appena aperto la sartoria a Milano in via San Andrea. La direttrice, la signora Elena Villa, era nostra amica di famiglia e insistette per presentarmi a Valentino come indossatrice. Allora non era come ora. Le modelle adesso vengono scelte tramite il book, ma allora andavi di persona e il sarto o lo stilista direttamente ti dicevano se eri adatta. Valentino... mi ritenne adatta e restai da lui per due anni; è lui che mi ha insegnato a sfilare, a vestirmi, a pettinarmi e a presentare un modello elegante in un modo e uno sportivo in un altro.
Da lui ho conosciuto alcune delle donne più eleganti e importanti del mondo. Valentino provò su di me un abito per Jacqueline Kennedy. Imparai a muovermi, a vestirmi, imparai un sacco di cose e dopo di lui ho sfilato per i più importanti: Armani, Krizia, Missoni, Raffaella Curiel, la mitica Biki ecc. Le location principali erano il Principe e Savoia a Milano, Pitti a Firenze. A Torino c’erano i più grandi nomi del pret-à-porter che stava prendendo il posto dell’alta moda.
E qui c’è il capitolo Walter Albini, lo stilista che inventò il pret-à-porter, intuendo che non tutte le donne potevano permettersi i vestiti dell’alta moda, e, senza nulla togliere all’eleganza, allo stile e alla qualità, ha fatto abiti per così dire più abbordabili pur non sacrificando nulla ai tessuti e allo stile. È stato lui ad aprire la strada a centinaia di altri marchi. I suoi disegni sono opere d’arte. Nella serie è interpretato da Gaetano Bruno che gli assomiglia davvero molto.