Se è vero (come è vero) che la rinascita del cinema italiano più recente è partita dal documentario, allora è sintomatico che alla 77esima Mostra del cinema Cinema di Venezia proprio il cinema della realtà abbia un posto speciale.
Uno dei temi più sentiti è quello della fragilità umana: ne parla Andrea Segre in Molecole (Fuori concorso), girato durante il lockdown che ha bloccato il regista a Venezia, sua città di origine, dove stava lavorando a due progetti, uno sul turismo e uno sull’acqua alta. Chiuso nella casa veneziana di famiglia, Segre ha “raccolto storie e appunti visivi” ripercorrendo i suoi “ricordi di ragazzo e figlio”, e attingendo a piene mani agli home movies di suo padre, vero protagonista del documentario. Scopri e Prenota ora.
E di fragilità umana tratta anche Isola (Le Giornate degli Autori), in cui la regista Elisa Fuksas racconta il suo incontro con una grave malattia scoperta proprio alla vigilia dello scoppio della pandemia, e dello speculare incontro con la malattia anche della sua più cara amica, da poco ritrovata. Un documentario girato interamente al telefono, in quarantena, con l’obiettivo di sconfiggere la paura, non solo della morte ma anche della vita stessa. Scopri e Prenota ora.
Anche il cinema è al centro della selezione di documentari “veneziani” proposti dalla sala web di MYmovies. Guerra e pace (Orizzonti) di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti (qualche anno fa in concorso a Venezia con Spira Mirabilis) ripercorre il cinema che ha raccontato i grandi conflitti, dai primi del ‘900 alla contemporaneità, in cui i resoconti spesso provengono da immagini rubate con gli smartphone. Una riflessione in quattro capitoli – passato remoto, passato prossimo, presente e futuro – e attraverso quattro istituzioni europee – l’Istituto Luce, il Ministero degli Esteri italiano e il Ministero della Difesa francese, la Croce Rossa internazionale – che “si interroga sulle conseguenze della guerra, sul senso della storia e della conservazione della memoria, a beneficio delle future generazioni”. Scopri e Prenota ora.
E la memoria cinematografica vuole ricostruire La verità su La Dolce Vita (Fuori concorso), documentario di Giuseppe Pedersoli, il figlio di quel Carlo Pedersoli che il cinema ricorderà sempre come Bud Spencer. “Un’appassionata ricostruzione, il racconto della genesi, del disastro annunciato e del mito di uno dei film più celebri della storia del cinema”, afferma il regista. Un film che nessuno voleva produrre, che ha avuto una vicenda travagliata e costosa, arrivando sull’orlo del fallimento. Attraverso testimonianze dei protagonisti della vicenda, brani d’archivio inediti e sequenze del capolavoro di Federico Fellini il documentario racconta una storia d’amore per il cinema e un’epoca in cui i produttori erano disposti a tutto pur di veder realizzato sul grande schermo il sogno di un artista. Scopri e Prenota ora.