Il regista sudcoreano sta per tornare con un nuovo film non lontano dalle atmosfere che ci ha abituato a conoscere.
di Emanuele Sacchi
Oggi che catturare l'attenzione è un'impresa sempre più ardua, ci vuole uno sforzo straordinario a livello promozionale per elevarsi sopra la cacofonia di stimoli e strilli. Un'intuizione insolita, destinata a far parlare di sé e divenire virale nel giro di breve tempo. Bong Joon-ho è riuscito, ancora una volta, a compiere tutto questo. Non era un'impresa semplice dopo l'accoglienza tiepida riservata al suo ultimo Okja, capofila delle produzioni Netflix con ambizioni d'autore e catapultate nei festival, realizzate prima che Cannes si tirasse indietro e che Roma vincesse Oscar e Leoni d'oro.
Per tornare uno dei registi più cool all'orizzonte a Bong non serve nemmeno un trailer. Basta una foto: in mezzo primo piano la figura di Song Kang-ho, straordinario interprete di diversi film di Bong, in una delle sue classiche posture da disagio crescente.