Captain America e Bitch Slap le uscite della settimana.
di Robert Bernocchi
È curioso che una pellicola intitolata Captain America possa risultare piena di sorprese. Ci si aspetta un prodotto patriottico e anche un po' sempliciotto, ne viene fuori una pellicola che mostra molti più dubbi del previsto. Di sicuro, diversa da tante pellicole supereroistiche, soprattutto nella prima parte, che ci cala in un'atmosfera molto suggestiva e che non sarebbe dispiaciuta allo Zack Snyder di Watchmen, autore di una visione retrò con diverse analogie. Siamo nel 1941 e il giovane Steve Rogers fa di tutto per arruolarsi, nonostante i suoi malanni fisici lo portino sempre a essere scartato, fino a quando non viene scelto per il progetto di creare un supersoldato, in cui conta più il cuore dei muscoli. Il primo vendicatore nasce così.
Quello che invece, purtroppo, non offre sorprese è il solito 3D riconvertito. Nel giro di una settimana, assieme a Harry Potter e i doni della morte – Parte II, questi due titoli sembrano voler distruggere quel poco di credibilità e di gradimento del pubblico ancora rimasto, facendo dimenticare il lavoro interessante svolto da Michael Bay nel suo Transformers 3. Ma, in questo caso, non essendo un titolo da vedere a tutti i costi, come era il finale della saga più popolare della storia del cinema, il rischio è sempre quello che un prezzo del biglietto alto per un prodotto tecnicamente non soddisfacente alla fine allontani lo spettatore.
Sarebbe un peccato, perché Captain America, prima di lanciarsi in una serie di scontri poco convincenti, riusciva a far appassionare ai suoi personaggi, cosa che non avviene spesso per tanti popcorn movie analoghi. Vedremo se riuscirà a non farsi danneggiare dalla concorrenza del secondo weekend di Harry Potter, che promette di rimanere comunque in testa al botteghino.
Quote rosa
Nonostante l'uscita massiccia di Captain America, forse è Bitch Slap – le superdotate il titolo più intrigante della settimana. Di sicuro, lo è per i maschietti, anche quelli che non conoscono i riferimenti a Russ Meyer (in particolare, non c'è dubbio, un titolo come Faster Pussycat! Kill! Kill!) o a tante eroine fumettistiche dalle forme non indifferenti. L'operazione comunque sembra perfetta: si acquista una pellicola del 2009 (quindi, è facile immaginare, costata pochissimo) e la si vende bene, solleticando l'interesse sia del pubblico generalista che quello dei cinefili più smaliziati. La trama? Tre ragazze in cerca di un tesoro nel deserto, con l'aiuto (non esattamente entusiasta) di un trafficante che aveva in suo possesso dei diamanti preziosi. Ovviamente, tutta una scusa per mostrarci altro, tra docce improvvisate e baci saffici. Decisamente, un cinema che si preoccupa del proprio pubblico di riferimento...
Di tutt'altro genere, Monte Carlo, che forse rappresenta l'altra faccia, quella carina e inoffensiva, delle pellicole femminili. Curiosamente, però, anche qui è protagonista un terzetto del gentil sesso, in questo caso in trasferta a Parigi, con tanto di scambio di persona e una serie di equivoci che porteranno le ragazze a Monte Carlo, coinvolte nel caso di una collana rubata. Anche in questo film, insomma, la vicenda non sembra esattamente complicatissima, quanto un pretesto per mettere in mostra teen star come Selena Gomez. Ma il pubblico interessato (in America però non è stato numeroso) è assolutamente diverso.
Il libro della giungla
Non si può certo dire che At the End of the Day – Un giorno senza fine rappresenti il classico prodotto italiano in voga attualmente, visto che di comico non sembra proprio avere nulla. E infatti, per premiarlo della sua originalità, esce il 22 luglio. La pellicola inizia con una semplice partita di soft air, insomma una simulazione di un conflitto di guerra, che però in breve tempo diviene drammaticamente reale, anche per la sparizione di una ragazza e per il fatto che delle persone utilizzino armi vere. Insomma, clima inquietante à la Un tranquillo week-end di paura.
Ambiente naturale anche per African Cats: Kingdom of Courage, che come suggerisce il titolo, è un documentario su due famiglie di felini, che si trovano a insegnare ai loro piccoli (si fa per dire) come sopravvivere seguendo le leggi della giungla. Il prodotto si avvale della voce narrante di Claudia Cardinale, come spesso avviene in questi casi più utile per conquistare l'attenzione dei mass media che per portare gente al cinema. D'altronde, se c'è un prodotto che sembra destinato a una maggiore fortuna sul piccolo schermo, è proprio questo…