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Film nelle sale: mutazioni robotiche a spasso sulla terra

Transformers, Giallo/Argento e This is beat i film della settimana.
di Boris Sollazzo

In foto Rosie Huntington-Whiteley, protagonista femminile di Transformers 3, terzo capitolo della saga diretto da Michael Bay.
Rosie Huntington-Whiteley (Rosie Alice Huntington-Whiteley) (38 anni) 18 aprile 1987, Plymouth (Gran Bretagna) - Ariete. Interpreta Carly nel film di Michael Bay Transformers 3.

venerdì 1 luglio 2011 - News

Un blockbuster da 200 milioni di dollari e un pugno di uscite che faranno inevitabilmente fatica a farsi largo tra la morsa del già primo in classifica al box office Cars 2, l'ormai annosa disputa tra Autobot e Decepticon targata Michael Bay e il prossimo, e ultimo, Harry Potter. Un week-end scarno ma non privo di interesse.

Torna Megatron, ma non Megan
Duecento milioni di dollari di budget per il terzo capitolo della saga dei Transformers e tornano tutti: da Shia LaBeouf a John Turturro, da Josh Duhamel a Tyrese Gibson. Manca solo Megan Fox, stufa, sembra, di lavorare con Bay e di essere considerata "solo" una splendida appendice estetica, uno dei tanti effetti speciali, pur se del tutto naturale. A sostituirla, con poco successo, Rosie Huntington-Whiteley, labbra gonfiate come pneumatici da corsa e corpo e viso da bambolina. Ovviamente il nostro antieroe giovane e precario dovrà salvare per la terza volta il mondo e questa volta dal fatto che i Decepticon vogliono recuperare il proprio pianeta natale per cancellare, fisicamente, la Terra. Centocinquantasei minuti di abile e faticoso 3D, effetti speciali, buone battute e scene di battaglia infinite daranno agli appassionati quello che cercano e agli affezionati alla saga un film migliore del precedente. Il primo capitolo rimane inarrivabile. Da segnalare la presenza di un Patrick Dempsey ambiguo e sempre affascinante e di una Frances McDormand che si gode un ruolo da dura. E non dimentichiamoci Hugo Weaving, ormai cattivo da blockbuster per eccellenza, partendo da Matrix, passando per i Transformers e finendo al prossimo Capitan America.

Miti italiani
Hanno scritto entrambi pagine fondamentali del cinema italiano, e non solo. Uno non ha mai conosciuto flessioni nel talento, l'altro, purtroppo, vive da troppo tempo un autunno creativo. Parliamo di Vittorio Gassman e Dario Argento, entrambi al cinema questo fine settimana. Vittorio racconta Gassman è l'affettuoso e appassionato documentario biografico che Giancarlo Scarchilli, amico e collaboratore del grande attore, ha dedicato al Mattatore. Unendo teatro, tv e cinema, dopo un inizio stentato il film prende un ritmo piacevole che si muove attorno alla voce fuori campo del figlio Alessandro, pezzi di repertorio e stralci di film da antologia, testimonianze che nel finale divengono quasi un saluto, quel commiato che, magari, si era troppo giovani, lontani o semplicemente timidi per consegnare al destinatario. Si riscopre la fragilità del genio, il suo eclettismo, la generosità che lo portò in imprese come il Teatro Popolare Italiano.
Meno entusiasmante, senza dubbio, l'epopea di Dario Argento, che arriva al cinema con il soffertissimo Giallo/Argento. Film già uscito in dvd e poi contrastato dal suo stesso protagonista Adrien Brody per questioni contrattuali, imprigionato da se stesso, rischia di avere nella sua difficile storia distributiva momenti di tensione e dramma migliori dell'opera stessa. Qui Dario Argento tra i suoi generi preferiti sceglie il thriller, o meglio proprio il giallo, come suggerisce il titolo, e si ritrova in una Torino affascinante e ogni tanto mostra sprazzi del suo tocco inconfondibile. Accanto a un caricaturale Brody, piace di più, va detto, Emmanuelle Seigner.

Benvenuti a Cedar Rapids
Metti John C.Reilly e Anne Heche nello stesso film e non potrà mai essere brutto. Due tra gli attori più bravi e sottovalutati si ritrovano in Benvenuti a Cedar Rapids, commedia di Miguel Arteta che non sa mai prendere il volo ma si fa voler bene. Il pretesto è quello di un agente assicurativo ingenuo, Tim Lippe (Ed Helms) che mai ha visto altro se non il suo paesello. E così anche Cedar Rapids diventa un'avventura, soprattutto se ti scegli come compagni di viaggia tre "veterani" di questo tipo di congressi, simpatica gentaccia che sa tutti i trucchi per divertirsi.

E alla fine si balla
This is beat - Sfida di ballo. Quando un titolo dice già tutto del film che rappresenta. Robert Adetuyi mette sulla pista da ballo l'ennesimo racconto di una vittoria da cercare e trovare a tutti i costi, l'emancipazione attraverso il successo, la libertà attraverso il ballo. Qui la gara si svolge a Detroit, la mitica Beat the world e come in Balla con noi di Cinzia Bomoll la colonna sonora è composta soprattutto da un hip hop coinvolgente e spesso, grazie alle crew che si sfidano all'ultima mossa acrobatica, molto sexy. Il resto è già scritto nel genere del dance-movie: gara, scontro tra modi di vivere, ambizioni, problemi e diverse filosofie di ballo. Qui sono ben tre, neanche fosse un duello di Sergio Leone. Sedetevi, guardate il film e provate a non muovervi a tempo.

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