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Cannes: inaugurazione tra bellezza e politica

Sean Penn, presidente di giuria, non risparmia sfrecciatine contro Bush.
di Chiara Renda

Politica sulla Croisette

giovedì 15 maggio 2008 - News

Politica sulla Croisette
Si è aperta come sempre in grande stile, tra passerelle e sfilate di dive bellissime, la 61esima edizione del Festival di Cannes. In occasione della presentazione del film d'apertura, Blindness, una parabola umana tratta dal romanzo di José Saramago "Cecità", il regista brasiliano Fernando Meirelles ha dichiarato: "Volevo raccontare della fragilità della civilizzazione, di come tutti noi siamo in un guscio di vetro sottile. Questa idea di civilizzazione che a un certo punto implode dimostra come noi siamo primitivi, più animaleschi di quanto pretendiamo di essere".
Nonostante Meirelles abbia negato le implicite implicazioni politiche della pellicola, con un presidente di Giuria come Sean Penn non si poteva certo evitare di parlare della situazione politica americana. L'attore non si fa pregare: "Quando qualcuno agisce senza cervello e senza cuore si finisce per ammazzare centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo. La politica di Bush è stupidità e cattiveria, per questo il cinema e l'arte non vanno d'accordo con lui". Quanto al suo candidato favorito, senza sbilanciarsi troppo ha fatto capire di preferire Obama: "Mi piacciono la sua passione e il suo entusiasmo". Tornando a parlare di cinema, Penn ha rivolto parole di apprezzamento nei confronti di Dennis Hopper (presente a Cannes come interprete del film di Wenders The Palermo Shooting) e del cinema – poco convenzionale e indipendente – che lui rappresenta: "I selezionatori di Cannes hanno sempre scelto grandi film con grandi attori, hanno scoperto talenti come quello di Dennis Hopper. Vorrei dire ai produttori e ai distributori di sostenere questo genere di film, aiutandoli a incontrare il loro pubblico".
Un inizio di festival in stile liberal dunque, degno di un personaggio come Sean Penn. A coronare la cerimonia d'apertura la musica folk cantata Ritchie Havens, che ha interpretato il brano "Motherless Child", nel segno della parola "freedom", con un ideale omaggio alla colonna sonora di Woodstock.

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