Il giovane laureato di un tempo festeggia i suoi primi settant'anni.
di Nicoletta Dose
I settant'anni di un antieroe hollywoodiano
Dustin Hoffman, il piccolo grande uomo del cinema americano compie oggi settant'anni. L'attore dal naso pronunciato, dalla statura bassa e dal corpo minuto, l'antieroe hollywoodiano per eccellenza diventa da oggi un trascinante settantenne. Non sono solo gli appassionati di cinema a festeggiarlo. I suoi personaggi, sempre al margine del mondo, capaci con l'ironia di rappresentare la profondità delle debolezze umane, incarnando caratteri ai confini dell'alta società, attenti a non seguire le mode e a non restare vincolati allo stereotipo di macchietta comica, lo hanno innalzato a mostro sacro del cinema mondiale.
Nel ripercorrere la carriera di Dustin Hoffman, la varietà dei ruoli che ha interpretato è così ampia che ogni spettatore, almeno una volta, si è sentito rappresentato da uno dei suoi personaggi. Dal primo successo de Il laureato, che gli valse la candidatura all'Oscar come miglior attore alla giovane età di trent'anni, Hoffman è riuscito a far valere le sue capacità artistiche anche nel mondo di Hollywood, fatto di lustrini e di divismo. La sua fisicità lo avrebbe relegato facilmente a ruoli di caratterista, in secondo piano rispetto ai protagonisti del cinema, ma una recitazione sensibile e versatile lo ha portato ad affermarsi come attore di prima linea. La rivincita sugli attori belli e dannati lo ha portato ad affrontare storie d'inchiesta civile come il caso Watergate, a fianco di Robert Redford (anche lui prossimo a compiere gli anni) in Tutti gli uomini del presidente, o il dramma di un padre disoccupato e abbandonato dalla moglie in Kramer contro Kramer, o ancora il fratello autistico di Tom Cruise in Rain man - L'uomo della pioggia.
Comicità raffinata, non vincolata a gag trite e ritrite ma fatta di piccoli gesti e pensieri che rimbalzano tra la leggerezza di una vita serena e la disperazione di una malattia o di una tragedia familiare, caratteri che si adattano di volta in volta agli inconvenienti dell'esistenza.
Una festa che non segna la fine di una carriera perché Dustin Hoffman continua a fare l'attore in film importanti come il recente Vero come la finzione di Marc Forster dove interpreta un professore universitario di letteratura tanto colto quanto strampalato, ma veste anche i panni di produttore, oltre che di regista della futura versione cinematografica di un romanzo di Scott Turow. Un uomo che si ostina a sorprendere, che andava veloce ai tempi de Il maratoneta ma che ancora oggi non sembra sentire il peso del tempo e, inarrestabile, continua a correre.