Quarant'anni di storia nazionale raccontati attraverso l'universo creativo del trio, per scoprire come il nostro Paese è cambiato a colpi di comicità. Espandi ▽
"Ora io a questi piccoli ma piccole uomini e a Japas Benz... che è il momento che la finiscono!". Sono le parole di Mago Gabriel che 'minacciava' a suo modo i tre creatori della Gialappa's Band, Carlo Taranto, Marco Santin e Giorgio Gherarducci. Il loro incontro è avvenuto nel 1985 nella trasmissione "Bar Sport" in onda sulle frequenze di Radio Popolare e il nome del gruppo, "Gialappa", deriva da una pianta floreale messicana da cui si estrae un lassativo per i cavalli. Dagli anni Novanta la Gialappa's ha creato trasmissioni che hanno fatto epoca tra cui Mai Dire Banzai, Mai Dire Gol e Mai Dire Tv dove, con la voce-off, commentava, smontava e ridicolizzava filmati di ogni tipo come, per esempio, i programmi della tv giapponese, gli errori e le interviste assurde dei calciatori e degli allenatori e i personaggi più bizzarri delle tv locali.
L’assurda storia della Gialappa’s Band indaga dichiaratamente, dalle didascalie iniziali, quarant’anni di storia nazionale e racconta come sono cambiati gli italiani. Attraverso i racconti di Taranto, Santin e Gherarducci riaffiorano alcuni degli sketch più famosi. Il tono è colloquiale, anzi amichevole. L’atteggiamento di Veltroni è quello dei fedeli appassionati dei programmi dei Gialappi già dalla prima ora. Il documentario resta troppo dispersivo con il tocco cinefilo (
Il circo di Chaplin) che va a cercare quel sentimentalismo di cui non sembra esserci bisogno. Resta una carrellata nella memoria ma niente di più.