Una finestra senza precedenti sui venti giorni che precedono l'Inaugurazione Presidenziale del 2025, raccontati per la prima volta attraverso lo sguardo diretto della First Lady. Espandi ▽
Mancano 20 giorni al secondo insediamento di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti, e la moglie Melania è impegnata nella scelta dell’abito con cui presentarsi alla cerimonia di inaugurazione e alla cena e serata di gala che seguiranno: gli inviti, il menu, le tovaglie e il servizio di piatti e bicchieri, tutto nel bianco e oro delle magioni Trump, mentre l’abbigliamento di lei è in bianco e nero, i suoi colori preferitu. Intorno a Melania si affanna uno stuolo di attendenti, dallo stilista francese Hervé Pierre all’arredatrice di interni laotiana Tham Kannalikham, ma lei rivendica la sua “visione creativa”, fosse solo nel sistemare il colletto della camicia o la tesa del cappello. E si prepara a riprendere il filo del mandato precedente di first lady e delle sue due iniziative preferite, la Be Best, campagna per promuovere il benessere dei bambini tenendoli lontani dai device e proteggendoli dal cyberbullismo, e Fostering The Future, programma che asegna borse di studio agli universitari per emanciparli dal welfare.
Melania è esattamente come ce lo si potrebbe immaginare: un ritratto privo di ombre e di profondità di campo (nonostante nel team di direttori della fotografia ci sia anche il premio Oscar Dante Spinotti) che rimane in superficie e non rivela della first lady niente di più di quanto non sia stato espressamente autorizzato dalla committenza. Una narrazione priva di notizie, di momenti non già abbandonatamente mostrati dai notiziari e di sviluppo drammaturgico finisce per apparire monotona e uniforme, e relegata ad un immaginario escludente. La parte più interessante è la playlist di brani musicali che puntellano il documentario, che sembra fare da contrappunto ironico a tutto ciò che vediamo in scena