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lunedì 18 febbraio 2019

Articoli e news Darren Aronofsky

Nome: Darren Aronofsky
50 anni, 12 Febbraio 1969 (Acquario), New York City (New York - USA)

Il regista de Il cigno nero designato dal Cda della biennale.

Venezia 68: Darren Aronofsky sarà Presidente di Giuria

mercoledì 27 aprile 2011 - a cura della redazione da NEWS

Venezia 68: Darren Aronofsky sarà Presidente di Giuria Sarà il regista, produttore e sceneggiatore statunitense Darren Aronofsky (autore del film d’apertura della 67 Mostra, Il cigno nero, e Leone d’oro 2008 per The Wrestler) - figura chiave del cinema contemporaneo, la cui opera è in continuo dialogo con evoluzione e mutazioni dei diversi linguaggi artistici - la personalità chiamata a presiedere la Giuria Internazionale del Concorso della 68. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (31 agosto-10 settembre 2011), che assegnerà il Leone d’oro e gli altri riconoscimenti ufficiali. La decisione è stata presa dal Cda della Biennale di Venezia, presieduto da Paolo Baratta, accogliendo la proposta del Direttore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, Marco Mueller. Continua »

   

Fame, The Company, Cigno nero. La danza va di scena sul grande schermo.

Quando la settima arte si mette sulle punte

martedì 15 febbraio 2011 - Tirza Bonifazi Tognazzi da APPROFONDIMENTI

Quando la settima arte si mette sulle punte Era il 1980 quando Alan Parker dava alla luce del proiettore Saranno famosi, il padre di tutti i film sulla danza moderna. L'idea del musical era stata concepita da David De Silva (conosciuto come "Papà Fame" per via del titolo originale), un giovane idealista che credeva fermamente che l'inserimento di materie artistiche nel programma scolastico sarebbe stato d'ispirazione per i giovani di tutto il mondo. "Imparare a conoscere se stessi è un processo lungo una vita. Sarebbe molto più semplice però se, lungo il cammino, ci rendessimo conto che la vita è teatro. In fondo il personaggio che interpretiamo è multiforme e, come a teatro, facciamo sempre le nostre entrate e le nostre uscite. Attraverso lo studio e l'apprezzamento delle arti, diventiamo più capaci di proiettare la nostra vera identità, scoprire la nostra unicità, disegnare il nostro spazio e scavare nel nostro spirito. In questo modo diamo più senso alla nostra vita". Saranno famosi voleva perciò essere il modello, l'esempio esemplarissimo di come sia necessario lavorare sodo al fine di raggiungere sogni ambiziosi di successo e fama. Lo sguardo di Parker si posava sulla vita di un gruppo di giovani studenti di grande talento e sul mondo dello spettacolo, con tutti i suoi pro e i suoi contro, nel quale aspiranti ballerini, cantanti, attori e musicisti si ripromettevano di sfondare. In tempi in cui non bastava venire dalla strada ed essere un teppistello per ottenere successo (come tutti quei protagonisti di Step Up e compagnia bella), gli “amici” di Miss Grant dovevano pagare i loro sogni ambiziosi con il sudore.

Compagnie di danza a confronto
A differenza di Leroy e compagni (di danza), i ballerini di Robert Altman sono già protagonisti dello scenario, lo calcano ogni giorno lasciando appese dietro le quinte frustrazioni, invidie, ansie, debolezze. Lo sguardo del cineasta statunitense, ovviamente, è allargato alla compagnia. Il film, invece, è un'idea di Neve Campbell (ancor prima che attrice ex ballerina del National Ballet School in Canada), che è riuscita a convincere Altman a trasporre sul grande schermo le storie vere raccolte negli anni dai ballerini, coreografi e dal personale del Joffrey Ballet di Chicago. L'intreccio di vite reali che il regista fissa sullo schermo in un movimento unico testimonia la dedizione e il duro lavoro che i ballerini devono svolgere, a volte anche solo per migliorare un semplice passo, in nome dell'arte. Se Saranno Famosi prometteva fama e fortuna, dunque, The Company mostra l'altro lato della medaglia. Sul palco di Altman, infatti, si balla per la gloria che deve ancora arrivare ma che forse – e molto più probabilmente – non arriverà mai.

Il lato oscuro della danza
Per Darren Aronofsky, invece, non c'è molta differenza tra il palcoscenico e il ring, fintanto che a calcarli siano corpi estremi, anime in pena. "Alcune persone considerano il wrestling la più bassa delle forme d'arte, mentre altri ritengono che il balletto sia la più alta. In realtà sono discipline molto più simili di quanto si creda" ha affermato il regista newyorkese. "Mickey Rourke come wrestler viveva delle esperienze assolutamente paragonabili a quelle di Natalie Portman come ballerina. Entrambi sono degli artisti che utilizzano i loro corpi per esprimersi, ma sono minacciati dai malanni fisici, perché i loro corpi sono gli unici strumenti che hanno per comunicare. La cosa interessante per me era trovare due storie collegate in quelli che potrebbero sembrare dei mondi distanti". L'interesse di Aronofsky però non si limita alla danza; sfruttando i retroscena di un mondo disciplinato e classico crea il caos (la doppia indentità, il sogno/incubo che si ripercuote sul corpo della prima ballerina che aspira a diventare un cigno nero perfetto) per parlare ancora una volta dell'ambiguità umana, del lato oscuro dell'uomo, di quello che siamo disposti a fare per raggiungere la fama (o la perfezione). A qualsiasi costo.

   

Fame, The Company, Cigno nero. La danza va di scena sul grande schermo.

Quando la settima arte si mette sulle punte

martedì 15 febbraio 2011 - Tirza Bonifazi Tognazzi da APPROFONDIMENTI

Quando la settima arte si mette sulle punte Era il 1980 quando Alan Parker dava alla luce del proiettore Saranno famosi, il padre di tutti i film sulla danza moderna. L'idea del musical era stata concepita da David De Silva (conosciuto come "Papà Fame" per via del titolo originale), un giovane idealista che credeva fermamente che l'inserimento di materie artistiche nel programma scolastico sarebbe stato d'ispirazione per i giovani di tutto il mondo. "Imparare a conoscere se stessi è un processo lungo una vita. Sarebbe molto più semplice però se, lungo il cammino, ci rendessimo conto che la vita è teatro. In fondo il personaggio che interpretiamo è multiforme e, come a teatro, facciamo sempre le nostre entrate e le nostre uscite. Attraverso lo studio e l'apprezzamento delle arti, diventiamo più capaci di proiettare la nostra vera identità, scoprire la nostra unicità, disegnare il nostro spazio e scavare nel nostro spirito. In questo modo diamo più senso alla nostra vita". Saranno famosi voleva perciò essere il modello, l'esempio esemplarissimo di come sia necessario lavorare sodo al fine di raggiungere sogni ambiziosi di successo e fama. Lo sguardo di Parker si posava sulla vita di un gruppo di giovani studenti di grande talento e sul mondo dello spettacolo, con tutti i suoi pro e i suoi contro, nel quale aspiranti ballerini, cantanti, attori e musicisti si ripromettevano di sfondare. In tempi in cui non bastava venire dalla strada ed essere un teppistello per ottenere successo (come tutti quei protagonisti di Step Up e compagnia bella), gli “amici” di Miss Grant dovevano pagare i loro sogni ambiziosi con il sudore.

Compagnie di danza a confronto
A differenza di Leroy e compagni (di danza), i ballerini di Robert Altman sono già protagonisti dello scenario, lo calcano ogni giorno lasciando appese dietro le quinte frustrazioni, invidie, ansie, debolezze. Lo sguardo del cineasta statunitense, ovviamente, è allargato alla compagnia. Il film, invece, è un'idea di Neve Campbell (ancor prima che attrice ex ballerina del National Ballet School in Canada), che è riuscita a convincere Altman a trasporre sul grande schermo le storie vere raccolte negli anni dai ballerini, coreografi e dal personale del Joffrey Ballet di Chicago. L'intreccio di vite reali che il regista fissa sullo schermo in un movimento unico testimonia la dedizione e il duro lavoro che i ballerini devono svolgere, a volte anche solo per migliorare un semplice passo, in nome dell'arte. Se Saranno Famosi prometteva fama e fortuna, dunque, The Company mostra l'altro lato della medaglia. Sul palco di Altman, infatti, si balla per la gloria che deve ancora arrivare ma che forse – e molto più probabilmente – non arriverà mai.

Il lato oscuro della danza
Per Darren Aronofsky, invece, non c'è molta differenza tra il palcoscenico e il ring, fintanto che a calcarli siano corpi estremi, anime in pena. "Alcune persone considerano il wrestling la più bassa delle forme d'arte, mentre altri ritengono che il balletto sia la più alta. In realtà sono discipline molto più simili di quanto si creda" ha affermato il regista newyorkese. "Mickey Rourke come wrestler viveva delle esperienze assolutamente paragonabili a quelle di Natalie Portman come ballerina. Entrambi sono degli artisti che utilizzano i loro corpi per esprimersi, ma sono minacciati dai malanni fisici, perché i loro corpi sono gli unici strumenti che hanno per comunicare. La cosa interessante per me era trovare due storie collegate in quelli che potrebbero sembrare dei mondi distanti". L'interesse di Aronofsky però non si limita alla danza; sfruttando i retroscena di un mondo disciplinato e classico crea il caos (la doppia indentità, il sogno/incubo che si ripercuote sul corpo della prima ballerina che aspira a diventare un cigno nero perfetto) per parlare ancora una volta dell'ambiguità umana, del lato oscuro dell'uomo, di quello che siamo disposti a fare per raggiungere la fama (o la perfezione). A qualsiasi costo.

   

Il regista sta valutando l'idea di dirigere la pellicola.

Darren Aronofsky produrrà un film sulla leggendaria rapina londinese

mercoledì 23 settembre 2009 - Marlen Vazzoler da NEWS

Darren Aronofsky produrrà un film sulla leggendaria rapina londinese La XYZ Films & Time Inc. Studios in collaborazione con Protozoa Pictures produrrà un thriller basato vagamente sull'articolo 'Breaking the Bank' di Jon Werthim pubblicato su Sports Illustrated e sul libro Heist: The Inside Story of the World's Biggest Robbery di Howard Sounes che racconterà la rapina di 53 milioni di sterline rubate in un magazzino che apparteneva alla compagnia Securitas a Tonbridge in Kent. Diverse persone sono state accusate per i loro legami con la rapina e dal 2007 sono sotto processo undici persone tra uomini e donne.
La rapina ideata dal ex praticante di arti marziali ed ex star della UFC 'Lightning' Lee Murray è avvenuta nel febbraio del 2006 ed è considerata la più grande rapina di tutti i tempi, superando l'infame record della grande rapina sul treno del 1963 e il furto avvenuto ai danni della Lufthansa nel 1978. Kerry Williamson scriverà la sceneggiatura mentre Darren Aronofsky sta decidendo se occuparsi anche della regia oltre che della produzione.
Aronofsky durante la conferenza stampa ha dichiarato "Si tratta di una rapina inglese davvero unica con dei coloriti personaggi londinesi. Ho sempre voluto girare in Inghilterra e Kerry è lo scrittore perfetto per portare autenticità a questa oltraggiosa rapina". Williamson ha aggiunto che questo progetto gli darà la possibilità di tornare alle sue radici con un materiale onesto, crudo e teso.

   

Mila Kunis parla del suo ruolo e del film.

Black Swan: le foto sul set di Cassell e della Portman

lunedì 14 dicembre 2009 - Marlen Vazzoler da GALLERY

Black Swan: le foto sul set di Cassell e della Portman Durante la conferenza stampa per il thriller d'azione post apocalittico The Book of Eli, Mila Kunis ha provato a spiegare ai giornalisti la rivalità tra il suo personaggio e quello di Natalie Portman in Black Swan, la pellicola drammatica diretta da Darren Aronofsky sulla messa in scena del Lago dei cigni, il cui terza atto viene appunto chiamato Black Swan. “Black Swan è un film molto difficile da spiegare. È un film di Darren. La Portman ed io interpretiamo due ballerine rivali e il suo personaggio ottiene la parte principale nel Lago dei cigni. Il mio personaggio appare e rappresenta tutto quello che lei vuole essere nella vita. Il suo personaggio è molto professionale, severo e nevrotico. Il mio è molto libero. Il talento che il mio personaggio ha per il balletto e che per lei è molto naturale. Non è tecnicamente brava quanto il personaggio di Natalie, ma ha una passione più spontanea, ciò che manca a Nina e per questo c'è battaglia. Sono come lo yin e lo yang...”. La pellicola è stata descritta come un dramma sovrannaturale perché spiega la Kunis, il personaggio di Natalie “È in un mondo che sta cadendo a pezzi, tutto attorno a lei... [E per questo motivo] cose pazzesche cominciano ad accadere”. La Kunis spiega poi che il suo personaggio è legato a questa pazzia in modo diretto ma che non si tratta della cattiva del film. “Non c'è nessun protagonista, nessun antagonista”.

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Cocaine - La Vera Storia di White Boy Rick

La vera storia di Richard Wershe Jr.
Data uscita: 07/03/2019
Regia di Yann Demange. Genere Drammatico, produzione USA, 2018.

Un ragazzo diventa informatore per la polizia locale ma poi il suo destino vira altrove e si trasforma in uno straordinario spacciatore.
Cocaine - La Vera Storia di White Boy Rick
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