Dancer

Film 2016 | Documentario +13 85 min.

Anno2016
GenereDocumentario
ProduzioneGran Bretagna, Russia, Ucraina, USA
Durata85 minuti
Al cinema3 sale cinematografiche
Regia diSteven Cantor
AttoriSergei Polunin .
Uscitalunedì 5 febbraio 2018
TagDa vedere 2016
DistribuzioneWanted
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 4 recensioni.

Regia di Steven Cantor. Un film Da vedere 2016 con Sergei Polunin. Genere Documentario - Gran Bretagna, Russia, Ucraina, USA, 2016, durata 85 minuti. Uscita cinema lunedì 5 febbraio 2018 distribuito da Wanted. Oggi tra i film al cinema in 3 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 4 recensioni.

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I tormenti del ballerino Sergei Polunin, uno dei danzatori più importanti al mondo che confessa i suoi dubbi sulla bellezza del successo. Al Box Office Usa Dancer ha incassato 7 mila dollari .

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Rapimento visionario, Sergei Polunin balla come un dio ma Dancer ci ricorda il prezzo.
Recensione di Marzia Gandolfi
domenica 8 ottobre 2017
Recensione di Marzia Gandolfi
domenica 8 ottobre 2017

Se provate a digitare il nome di Sergei Polunin su Google, scoprirete un ventaglio di titoli rocamboleschi: "Il bad boy della danza lascia il Royal Ballet", "L'enfant terrible del balletto classico confessa i suoi problemi con la droga". Dotato di un carisma e una prestanza che tolgono il fiato, Sergei Polunin ha preso d'assalto il mondo della danza ed è diventato il più giovane primo ballerino nella storia della celebre istituzione inglese. Poi a ventidue anni e all'apice della sua gloria, se n'è andato sbattendo (forte) la porta.

Stella che brilla di mille fuochi, il ballerino ucraino ha infilato il declino a suon di scacchi personali e professionali, di storie e capricci, di tatuaggi troppo visibili in scena e calzamaglie troppo strette per la sua immaginazione.

Questa è l'immagine fabbricata dalla stampa nei mesi che hanno condotto nel gennaio del 2012 alla sua diserzione-choc dal Royal Ballet di Londra.
Dancer, il documentario di Steven Cantor, corregge il ritratto, disegnandone uno complesso e profondo, distante dall'artista scomodo e imprevedibile che se ne fotte di tutti dei tabloid inglesi. La sua voce è delicata, le sue parole pesate, la sua emozione reale, quanto la vita che lo ha spinto sull'orlo dell'autodistruzione, volgendo il talento in fardello, il corpo in prigione. Come insegna Scarpette rosse, il melodramma visionario di Powell e Pressburger, di danza qualche volta si 'muore'.
Nato nelle brume della città di Cherson nel sud dell'Ucraina, Sergei supera povertà, solitudine, prove e audizioni per diventare a soli diciannove anni la stella più luminosa del Royal Ballet. Comparato a Rudolf Nureyev, i suoi spettacoli registrano il tutto esaurito, le sue performance il plauso del pubblico e della critica. Tutto lascia pensare a una vera favola ma la favola è drammatica. Perché la virtuosità chiede sempre il conto. Figlio amato di una famiglia modesta ma ostinata a emanciparlo dal crepuscolo permanente di Cherson, Sergei cresce lontano dai suoi cari che abbandonano il proprio Paese in cerca di un lavoro che possa alimentare il sogno del loro ragazzo. La diaspora che conduce altrove padre, madre e nonna, scarica sulle spalle dell'adolescente una responsabilità mai smaltita.

Più forte di quella zavorra emotiva, che spinge sul fondo saltando più in alto, Sergei diventa il primo della classe, il più bravo di tutti, il prodigio, il fenomeno raro, l'artista promesso ai ruoli più prestigiosi del repertorio. Ma i contatti coi genitori sono rari, i ricordi insopportabili, i progressi troppo rapidi, il carattere instabile, il bisogno di solitudine insopprimibile come quello di feste e di trip. Il seguito di questa storia diventa l'oggetto del documentario di Steven Cantor, che segue Sergei in Russia, nel suo riorientamento in California e nel suo ultimo fatto d'arme alle Hawaii, la clip "Take Me to Church" diretta da David LaChapelle, che ha avuto più di sedici milioni di visualizzazioni su YouTube.
Dancer, in equilibrio sapiente tra romanticismo e maledettismo, raggiunge il punto di rottura di un'ascesa vertiginosa e poi segue l'inizio di una discesa volontaria. Una decelerazione dolorosa che si interroga e interroga. Come trovare la libertà di essere se stessi quando si è la "proprietà più esclusiva" del mondo del balletto?
Lezione la mattina, allenamento il pomeriggio, rappresentazione la sera, Sergei si sente prigioniero di un ritmo che non gli appartiene più. Disciplina, regole, costanza, lo annoiano. Lui non ama che la scena e alla scena vuole tornare ma a modo suo, con le sue regole, coi suoi tempi, col suo tempo, quello che non ha mai avuto per amare, cazzeggiare, essere. Prima di nascere di nuovo però deve distruggersi. In fondo agli eccessi, alle notti bianche, ai ritardi, alla coca, ai patti coi fantasmi e con i demoni, ritrova l'equilibrio, il gusto della danza, la fame di danzare. Il richiamo di Tersicore morde ancora, è irresistibile, Sergei ritorna sul palcoscenico. Per lui e magari anche un po' per noi. Per quel pubblico che lo guarda sbalordito gridare la morte del balletto e il lato scuro della danza, insinuando una domanda. Quando abbiamo un dono è un obbligo assoluto sfruttarlo? Spremerlo fino a esaurirlo? L'enfant prodige è crollato sotto quel dono, sotto il peso accumulato dall'infanzia. Rapimento visionario, Sergei Polunin balla come un dio ma Dancer ci ricorda il prezzo.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 30 gennaio 2018
Fede

Non temete, guardando Dancer, di trovare il solito film sulla danza nè tantomeno qualche sbrodolata autocelebrativa. Dancer è il ritratto profondo e sincero di un giovane artista il cui destino sembrava scritto nella pietra prima ancora che cominciasse a camminare, dalla povertà della sua famiglia, dal suo corpo perfetto per la danza, dalla sua incredibile potenza espressiva.

venerdì 22 dicembre 2017
24luce

 Dancer, del regista Steven Cantor, descrive l’ascesa e la fine (volontaria) della carriera di un grande della danza dei nostri tempi. Cantor raccoglie e monta con mano sapiente filmati d’archivio dei primi felici anni di vita di Sergei Polumin, nato in un piccolo paese dell’Ucraina, con un’infanzia felice perché “ero povero, ma lì tutti lo erano”. [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 8 febbraio 2018
Alice Sforza
Il Giornale

Talentuoso, ma tormentato. La straordinaria carriera di Sergei Polunin, il più giovane primo ballerino del Royal Ballet di Londra, rivive con questo suggestivo documentario che ripercorre le sue tappe artistiche, ma, anche, i suoi conflitti interiori, dovuti, in parte, alla famiglia. Un viaggio emozionante tra coreografie e musiche, per quello che è stato definito «il Bad Boy della danza».

NEWS
NEWS
mercoledì 27 settembre 2017
 

Sarà l'anteprima italiana di Dancer, il documentario di Steven Cantor che immortala la vita e l'arte dell'enfant terrible della danza Sergei Polunin, definito dal New York Times "il ballerino più dotato della sua generazione", ad aprire la 58esima edizione [...]

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