Marguerite

Film 2015 | Drammatico +13 127 min.

Titolo originaleMarguerite
Anno2015
GenereDrammatico
ProduzioneFrancia
Durata127 minuti
Regia diXavier Giannoli
AttoriCatherine Frot, André Marcon, Michel Fau, Christa Theret, Denis Mpunga, Sylvain Dieuaide Aubert Fenoy, Sophie Leboutte.
Uscitagiovedì 17 settembre 2015
DistribuzioneMovies Inspired
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,82 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Xavier Giannoli. Un film con Catherine Frot, André Marcon, Michel Fau, Christa Theret, Denis Mpunga, Sylvain Dieuaide. Cast completo Titolo originale: Marguerite. Genere Drammatico - Francia, 2015, durata 127 minuti. Uscita cinema giovedì 17 settembre 2015 distribuito da Movies Inspired. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,82 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Il film, ambientato nella Parigi degli Anni venti, è liberamente ispirato alla vita di Florence Foster Jenkins. Il film ha ottenuto 12 candidature e vinto 5 Cesar. Al Box Office Usa Marguerite ha incassato nelle prime 10 settimane di programmazione 496 mila dollari e 21,7 mila dollari nel primo weekend.

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Consigliato sì!
2,82/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,63
PUBBLICO 2,83
CONSIGLIATO SÌ
Marguerite perde troppo presto l'urgenza di una storia e di una riflessione, sospendendo lo sviluppo per limitarsi alla collezione di 'fotografie'.
Recensione di Marzia Gandolfi
venerdì 4 settembre 2015
Recensione di Marzia Gandolfi
venerdì 4 settembre 2015

Marguerite, baronessa francese e melomane, ha sposato per amore Georges Dumont, aristocratico che ha venduto il titolo e scordato la nobiltà. Diviso tra motori e amanti, Georges sopporta Marguerite e si nega al suo amore. Un amore cieco e ostinato che sublima nel canto e davanti a un pubblico di aristocratici ipocriti, che raccolgono fondi per gli orfani di guerra e ridono della sua ‘discordanza’. Perché Marguerite non ha voce, non ha attitudine, non ha umiltà, non ha limiti, soltanto illusioni alimentate dal fedele maggiordomo, dall’entourage domestico e da un marito troppo vigliacco per disilluderla e tanto crudele da illuderla. Al riparo dalla Parigi degli anni Venti, che ribolle di eccitazione e cultura, Marguerite consuma le sue giornate in un ‘castello’ bucolico, sorda alla verità. A espugnare il suo ritiro ‘artistico’ penseranno Lucien Beaumont, giornalista e scrittore promettente, e Kyrill von Priest, poeta dadaista e anarchico. Nella baronessa ‘stonata’ i due giovani individuano una voce di ‘rottura’ da traslocare nei café parigini per demolire il sistema dell’arte e per sovvertire le aspettative del pubblico borghese. Fuori dalle sue stanze traboccanti di costumi, spartiti e desideri infranti, Marguerite trova sfrontatezza e coraggio. Salirà in palcoscenico e canterà questa volta per un pubblico vero. Un salto senza rete che si schianterà contro un acuto.
Ha il nome dell’eroina di Alexandre Dumas, la baronessa francese di Xavier Giannoli, incarnazione di una passione senza ‘voce’. Della ‘signora delle camelie’, Marguerite condivide il destino tragico, quello grottesco lo ricava invece da Florence Foster Jenkins, ‘soprano’ americano senza colori che nell’America degli anni Trenta mise a dura prova il suo pubblico. Impossibile applicare con le chanteuses la ‘sospensione dell’incredulità’ perché l’incongruenza della loro voce, la loro totale mancanza di intonazione rendono la fruizione di un’aria o di un lied insostenibile e insieme esilarante. Traslocata nella Parigi cosmopolita, mondana e liberale degli anni Venti, Marguerite non potrà mai compensare la mancanza di capacità o attitudini di base, eppure questo non sembra fermarla. La percezione della propria efficacia, sostenuta e accresciuta da consorti e amici, fa di Marguerite una creatura insieme tragica e patetica. Con Marguerite e dopo Superstar, Xavier Giannoli torna a parlare di ‘falso successo’ senza dare risposte ma sollevando al contrario questioni. La menzogna (la nostra e quella degli altri) ci uccide? Ci tiene in vita? Ci rende folli? In linea col ‘tempo’ eletto e alla maniera di Marcel Duchamp, il regista francese ‘preleva’ un (s)oggetto comune dal suo contesto e lo inserisce in uno spazio artistico cambiandone il segno. Ma Giannoli, meno interessato alla valenza provocatoria del gesto, solleva oggi come allora alcune domande fondamentali riguardo ai meccanismi che stanno alla base di un evento estetico o di uno show (teatrale o televisivo che sia). Il punto di vista assunto è ancora una volta quello di un personaggio ingenuo e naïf, di cui l’autore, come uno dei suoi anarchici artisti, intende la natura ‘irriverente’. Precipitata in costumi aristocratici nel fervore dell’avanguardia francese, Marguerite è ammirata e accolta come una rivoluzionaria da un giovane dadaista che intuisce in lei lo scandalo, il momento di pura negazione, l’annientamento gridato di un’aura poetica dentro i teatri e i music hall parigini, palcoscenici delle più imprevedibili e radicali provocazioni artistiche del Novecento. Eroina perturbante e onirica, prima che ridicola e mesta, la Marguerite di Catherine Frot è la magnifica incarnazione di uno spirito (suo malgrado) ribelle e iconoclasta, una sorta di creazione dadaista lanciata contro le convenzioni morali e culturali della società borghese (matrimonio compreso). Marguerite è il sogno di un mondo migliore, una ‘voce di rottura’ che vince ogni inibizione e risveglia il desiderio e l’immaginazione. Ma qualche volta il risveglio può essere fatale se alla demolizione del vecchio sistema non subentra una nuova normativa estetica o peggio non ci abiti la vocazione, lo stile e l’autentica sensibilità che gli corrisponde. A corrispondere la persuasione esaltata e irriducibile di Marguerite è soltanto la menzogna, la crudeltà, l’opportunismo e la pietà. Interpretato ‘liricamente’ da Catherine Frot, declinata in melodramma, Marguerite perde troppo presto l’urgenza di una storia e di una riflessione, sospendendo lo sviluppo per limitarsi alla collezione di ‘fotografie’. Un film scordato che tuttavia rispolvera il maggiordomo zelante di Billy Wilder (Viale del tramonto) e la grazia e l’implacabilità classista di Max Ophüls.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 19 settembre 2015
goldy

Tra i loggionisti milanesi la storia di MARGUERITE 'è nota da almeno un ventennio e il suo CD è posseduto da molti. Senza informazioni precise sulla sua vita, nell'immaginario, si pensava a una donna sciocca, viziata, eccentrica.  Il film smentisce tutto questo e rappresenta una donna, buona, generosa, pronta ad aiutare i talenti emergenti.

venerdì 4 settembre 2015
Peer Gynt

Gustosa commedia francese, strutturata a capitoli come un romanzo, che narra la storia della baronessa Marguerite Dumont che, negli anni Venti del secolo scorso, sogna di essere un soprano di coloratura, mentre in realtà è stonata in modo irrecuperabile. Eppure lei non lo sa e nessuno glielo dice. Nemmeno il marito, nobile squattrinato che le ha venduto il titolo in cambio di una vita [...] Vai alla recensione »

venerdì 4 settembre 2015
ROBERT EROICA

Concorso - Venezia 72 MARGUERITE. Bella sorpresa con un melodramma d'altri tempi che contiene dosi di maledettismo come in un Von Sternberg con Marlene. Storia vera su una contessa che crede di essere una grande cantante ma in realtà' e' stonata come una campana. Solo che e' circondata di ipocriti e approfittatori e nessuno le dice la verità'.

giovedì 15 ottobre 2015
mattiabertaina

“Al diavolo il bello“. Anni venti, Parigi. Sono gli anni del dadaismo, del surrealismo, movimenti che rompono con la tradizione e criticano la reiterazione dei classici. Nel bel mezzo del fermento culturale lo spettatore viene catapultato entro le mura della magione di una facoltosa baronessa francese, Marguerite Dumont, nobildonna con velleità artistiche, ambizioni [...] Vai alla recensione »

martedì 22 settembre 2015
Flyanto

Presentato quest'anno fuori concorso alla 72esima Mostra del Cinema a Venezia, "Marguerite" racconta un fatto realmente accaduto nell'America degli anni '30 (ma che viene trasportato nella Parigi degli anni '20) e concernente una ricca e nobile donna, estremamente appassionata di canto, la quale, pur essendo alquanto stonata, si adoperò in ogni modo al fine di imporsi sulla scena dello spettacolo come [...] Vai alla recensione »

sabato 26 settembre 2015
vanessa zarastro

Un film leggerino abbastanza gradevole a parte le troppe sgradevolissime esecuzioni canore di lei, forse un po’ esagerate. Ambientato nella Parigi postbellica degli anni Venti trasmette il la voglia di vivere e il desiderio di libertà tipico di quegli anni. La ricca baronessa Marguerite Dumont un po’ agée, è una stonatissima melomane che vive l’illusione di essere [...] Vai alla recensione »

lunedì 19 ottobre 2015
carlo02

Buon film francese con una notevolissima protagonista . A mio parere ci sono 15 minuti di troppo e troppi finali.

Frasi
Il denaro non é importante, l'importante é averlo!
Marguerite Dumont (Catherine Frot)
dal film Marguerite - a cura di Patty
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Emiliano Morreale
L'Espresso

Francia anni Venti. Una soprano dilettante. stonatissima ma miliardaria, costringe una schiera di devoti a subire le sue esecuzioni. Diventa una specie di inconsapevole idolo trash della bohème, e infine punta al concerto della vita. Storia appassionante, con vari ottimi attori, rovinata in parte da uno stile accademico e insistito (alla quarta esecuzione stonata, se ne ha abbastanza).

Cristina Piccino
Il Manifesto

Marguerite è una ricca signora che adora l'opera. Nel suo castello ogni settimana organizza serate di belcanto di cui è protagonista assoluta, applaudita con calore mentre fa a pezzi Mozart. Già perché Marguerite è stonata a tal punto che non l'avevano voluta nemmeno nel coro della scuola da ragazzina, e però nessuno osa dirglielo: per opportunismo e denaro (il marito dispensa soldi a tutti) i suoi [...] Vai alla recensione »

Luca Pellegrini
Avvenire

L'impervia coloratura della prima aria della Regina della Notte del Flauto magico mozartiano per lei, Marguerite, ai suoi orecchi, è una meravigliosa, superba sfida vocale, che crede di aver vinto per l'applauso degli amici. Ma per chi l'ascolta veramente, invece, quella è soltanto una raffica impietosa di note stonate, ululati che mortificano il genio di Salisburgo e le ragioni dell'arte musicale. [...] Vai alla recensione »

Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Credersi soprano, scoprirsi trombone. Povera Marguerite, in cui riecheggia l'ereditiera Florence Foster Jenkins (va di moda, al biopic sta lavorando Stephen Frears con Meryl Streep): ipocrisia, crudeltà, meschinità, quanto ci turlupiniamo e ci facciamo turlupinare dagli altri? Siamo negli Anni 20, le note stonate di Marguerite (Catherine Frot, super) sono l'elefante che nessuno vuole vedere in un negozio [...] Vai alla recensione »

NEWS
NEWS
giovedì 20 agosto 2015
 

Online l'emozionante trailer italiano di Marguerite di Xavier Giannoli, in Concorso alla 72. Mostra del Cinema di Venezia e nei cinema a partire dal prossimo 17 settembre, distribuito da Movies Inspired.

winner
miglior attrice
Cesar
2016
winner
miglior scenogr.
Cesar
2016
winner
migliori costumi
Cesar
2016
winner
miglior suono
Cesar
2016
winner
miglior suono
Cesar
2016
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