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Tomboy |
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Un film di Céline Sciamma.
Con Zoé Héran, Malonn Lévana, Jeanne Disson, Sophie Cattani, Mathieu Demy.
continua»
Drammatico,
durata 84 min.
- Francia 2011.
- Teodora Film
uscita venerdì 7 ottobre 2011.
MYMONETRO
Tomboy
valutazione media:
3,28
su
32
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Facendosi credere un maschietto, e attirando così le attenzioni di Lisa, la piccola Laure andrà alla scoperta della propria sessualità.
![]() Il microcosmo dei bambini visto con tenerezza e acume, senza facili semplificazioni |
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Giancarlo Zappoli
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Laure, dieci anni, insieme ai genitori e alla sorella Jeanne si trasferisce durante le vacanze estive. La mamma è incinta del terzo figlio (un maschio) e il padre è impegnato al lavoro. La bambina approfitta della distrazione degli adulti per prendere una decisione: nel nuovo ambiente si farà credere un maschio. E' come Michael che farà le prime amicizie e, in particolare, attirerà l'attenzione di Lisa che finirà con l'innamorarsi del nuovo arrivato con il quale scambierà qualche bacio e momenti mano nella mano. Fino a quando potrà durare questa situazione? Céline Sciamma torna ad affrontare, dopo Water Lilies, le tematiche della scoperta della sessualità spostando però l'attenzione dalla fase adolescenziale a quella preadolescenziale. Trova in Zoé Héran l'interprete adatta per rappresentare, con la giusta dose di innocenza mista a un bisogno di esplorare, il cammino estivo di Laure. Sciamma osserva il microcosmo dei bambini con tenerezza e acume ma senza facili semplificazioni. Maschi e femmine in formazione non sono quegli esseri asessuati che gli adulti vorrebbero che fossero. Natura e società impongono le loro leggi e, in particolare la società, i loro modelli con cui confrontarsi e scontrarsi. Perché spesso sono più legati a stereotipi che a veri bisogni. Così Laure mentre decide di trasgredire facendosi passare per maschio finisce inconsciamente per aderire a quelle che ritiene debbano essere necessariamente le caratteristiche dell'altro sesso. Céline Sciamma, nel descrivere Laure, va oltre quella che avrebbe potuto costituire la gabbia episodica di un racconto di travestimento infantile e lascia lo spettatore con domande più ampie intorno alla definizione della sessualità propria di ogni individuo. In definitiva spetta a noi decidere se quell'estate sarà solo una parentesi nella vita della bambina oppure se ne segnerà il futuro. |
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Esile e sensibile
martedì 11 ottobre 2011
di brian77
Piccolo film sensibile, ma dal respiro limitato. Capisco i premi "di categoria" per la tematica affrontata, perché il film ha una sua misura riuscita. Capisco che riconoscimenti veri per il cinema (e non per il modo in cui ha affrontato un tema) non ne abbia avuti, perché cinematograficamente non è niente di memorabile. Non capisco le sbandate dei tronfi soloni della critica italiana da quotidiani e settimanali, o meglio le capisco continua » |
La leggerezza dell' infanzia.
lunedì 10 ottobre 2011
di MarcoSayid
Tomboy è un film diverso da tutti gli altri. La protagonista Laure, che sembra essere voler appartenere da sempre più al mondo maschile che a quello femminile, trasferitasi in una nuova casa ha quasi per caso la possibilità di "diventare" almeno agli occhi degli altri un maschio. Tutto nasce dall'incontro con Lisa, una sua coetanea che abita vicino a lei che la scambia per un maschio, Laure coglie l'occasione senza pensarci troppo e dice di chiamarsi Michael. Si continua » |
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Il bullo
sabato 8 ottobre 2011
di molenga
laure cambia spesso città e, di conseguenza, è costretta a farsi nuovi amici: quando giunge nell'ennesimo luogo di lavoro del padre, incontrati i ragazzini della sua età, si finge un maschio; gioca a calcio, picchia duro: nell'inganno coinvolge anche la sorellina jean che, senza troppe storie, le regge il gioco. Ma fare il maschietto non è solo una questione di pallone e sberle: una bambina del gruppetto, lisa, s'invaghisce di laure\michael, e gli equivoci continua » |
Essere e dover essere
giovedì 13 ottobre 2011
di pepito1948
Tomboy, in italiano “maschiaccio” (anzi “maschiaccia”), è riferito alla protagonista Laure, una quasi-adolescente di 10 anni che, in vacanza con i genitori, decide di (o forse si lascia trasportare a) interagire con il nuovo contesto di coetanei assumendo un atteggiamento “anticonvenzionale”: infatti, approfittando del suo aspetto ancora immaturo e bivalente, si presenta come Michael e sostiene la parte del maschietto, forse inizialmente per gioco, forse continua » |
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| Laure | |
| "Laure, io mi chiamo Laure!" | |
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DVD | TomboyUscita in DVD
Disponibile on line da martedì 21 febbraio 2012
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INTERVISTE | Presentato a Roma il nuovo film della regista Céline Sciamma.Una strategia produttiva diversa è possibile
mercoledì 28 settembre 2011 - Marianna Cappi
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La bella storia di Laura una bambina in cerca di identità sessuale
di Roberto Nepoti La Repubblica
Dimostrazione esemplare che "piccolo film" non vuol dire sempre "film piccolo". Céline Sciamma ha realizzato Tomboy (come dire "ragazzo mancato") con un minimo di mezzi: una telecamera Canon 5D, troupe ridotta all¿osso, venti giorni di lavorazione, cinquanta scene in due-tre ambienti. Eppure il suo piccolo film, una parabola intelligente e affettuosa sui labili confini dell'identità sessuale, riesce ad appassionarti come si trattasse di un "suspenser". Trasferita con la famiglia – mamma in attesa, una sorella più piccola, papà – Laura, col fisico ancora asessuato dei suoi dieci anni, decide di farsi passare per maschio presso i coetanei del vicinato. » |
Che mistero l'infanzia col sapore di Nouvelle Vague
di Alessandra Levantesi La Stampa
Non conosciamo il suo film d’esordio Naissance des Pieuvres, ma quest’opera seconda, Tomboy, fa di Céline Sciamma una naturale erede del cinema fenomenologico della Nouvelle-Vague, con i personaggi colti nel loro manifestarsi, raccontati attraverso il loro agire. Come la decenne Laure (l’indovinata Zoè Héran): la quale, da poco trasferitasi e in cerca di nuovi amici, asseconda l’errore della coetanea Lisa che, causa i capelli corti e i bermuda scalcinati, l’ha scambiata per un maschietto. La famiglia si presenta unita, il rapporto con il papa e la mamma incinta è affettuoso, con la vezzosa sorellina c’è complicità. » |
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La grazia dello sguardo infantile
di Valerio Caprara Il Mattino
La meravigliosa, ambigua tenerezza dello sguardo infantile restituita con una veridicità da brividi: anche se il tema conta su mitici precedenti (Truffaut in testa), «Tomboy» resterà un titolo irrinunciabile. Diretto dalla trentatreenne Céline Sciamma, affronta i disagi di un’identità sessuale ancora incerta con una grazia che prescinde da disamine psicologiche e forzature fisiologiche: la storia si svolge nel corso delle vacanze estive, quando il processo pre-adolescenziale della conoscenza del corpo e dell’incontro/scontro con i coetanei si sviluppa più liberamente e audacemente. » |
Un maschiaccio dal cuore tenero
di Fabio Ferzetti Il Messaggero
Sarà un caso, sarà solo un’impressione, ma il cinema di oggi registra una crescita esponenziale di talenti femminili. È una sensazione, non un dato statistico. Però film come il notevole «Tomboy» (cioè Maschiaccio), della 33enne francese Céline Sciamma, 250.000 spettatori in Francia, fanno pensare che dopo un secolo di strapotere maschile la settima arte abbia individuato un vasto terreno inesplorato. E che registe molto diverse come Sylvie Verheyde («Stella»), Lucrecia Martel («La cienaga»), Alice Rohrwacher («Corpo celeste») o Susanne Bier («In un mondo migliore»), per fare solo pochi esempi, siano le più indicate a dissodarlo. » |
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Uscita nelle sale
venerdì 7 ottobre 2011 Distribuzione Il film è oggi distribuito in 1 sala cinematografica: |