Standing Army

Un film di Thomas Fazi, Enrico Parenti. Documentario, durata 75 min. - Italia 2010. MYMONETRO Standing Army * * * - - valutazione media: 3,00 su 1 recensione.
Consigliato sì!
3,00/5
MYMONETRO©
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
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primo piano
Come le basi militari americane stanno conquistando il mondo
Nicoletta Dose     * * * - -

Ci sono, si vedono e si fanno sentire. Ma il motivo per cui sono così tante al mondo si perde nell’omertà di un silenzio disciplinato. Sono le basi militari americane; più di 700 insediamenti per i quali il governo Obama ha stanziato oltre 680 miliardi di dollari, una cifra enorme che, spesa in altro modo, farebbe fronte alla crisi economica mondiale dell’età che viviamo. Ma come suggerisce il prezioso documentario di Thomas Fazi e Enrico Parenti, il controllo del traffico con l’estero si poggia proprio sull’installazione strategica, in continua espansione, delle basi statunitensi su territori dove il petrolio detta le regole di mercato. Mentre gli oleodotti si allungano e i civili protestano.
Dopo tre anni di ricerche sul campo, i due registi ci presentano uno scenario preoccupante che ha radici nella seconda guerra mondiale e ramificazioni nel complesso economico-militare statunitense odierno. Documentano tre casi emblematici dell’abuso di potere che ha permesso l’instaurarsi di un’egemonia assolutista, totalmente estranea alla pace o all’anti-belligeranza. La popolazione indigena dell’isola di Diego Garcia nell’Oceano Indiano, deportata alle Mauritius per lasciare spazio alla costruzione di una delle più importanti basi militari della Marina statunitense, conduce una massacrante battaglia legale per riavere le proprie terre. La piccola Okinawa convive con i 25.000 americani di Camp Hansen, addestrati a combattere e a dare sfogo alla propria aggressività (con la conseguenza di numerosi casi di stupri e risse violente), e convinti sostenitori della cultura del ‘fast food’, imposta in luoghi di tradizione gastronomica molto diversa. Esperienza meno gravosa ma ugualmente allarmante è quella di Vicenza, dove si sono avviati i lavori per la riqualifica dell’aeroporto “Tommaso dal Molin” come campo militare americano. Una scelta ampliamente contestata dagli abitanti della città veneta ma messa ugualmente in atto grazie all’appoggio politico nazionale. I manifestanti, più che determinati sostenitori della pace, di cui sembrano comprenderne l’utopia, si mostrano contrari alla guerra. Esprimono la rabbia contro un militarismo indiscriminato e snaturato della componente umana. Non usano mai la violenza e uno di loro lo dice chiaro: “Siamo la resistenza. Non siamo terroristi”. Sono vittime di un sistema potentissimo che, nell’attesa dell’arrivo dei barbari (o di un nuovo motivo per iniziare una guerra), inganna non solo gli indigeni, ma anche gli stessi soldati pronti alla carriera militare. La campagna pubblicitaria per invogliare i giovani a partire per il campo a Diego Garcia sembra uno spot per villaggi vacanze. Ma a cosa vanno incontro questi diciottenni immaturi, spesso solamente abbagliati da un futuro di guadagni assicurati?
Grandi intellettuali e attivisti pacifisti (tra i quali spiccano Noam Chomsky, Gore Vidal, Chalmers Johnson) cercano la risposta a questa domanda. Come il documentario suggerisce, grazie ad uno stile sobrio e convincente (il montaggio è di Desideria Rayner, pluripremiata in passato per L’orchestra di Piazza Vittorio e Improvvisamente l'inverno scorso), la guerra non è mai la soluzione. E se il concetto ci sembra banale e troppo idealista, dobbiamo cominciare a preoccuparci perché vuol dire che abbiamo smesso di resistere.

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TELEVISIONE | Il documentario di Thomas Fazi ed Enrico Parenti stasera su FX alle 21,55.

La denuncia di una realtà oscura

martedì 28 settembre 2010 - Nicoletta Dose

Standing Army: la denuncia di una realtà oscura Barack Obama, il presidente degli Stati Uniti, è un democratico. Nobel per la pace e simbolo della nuova America rinascente dopo l'amministrazione Bush. Tali premesse sembrerebbero garantire una svolta nel campo militare americano ma la realtà è un'altra. E il documentario Standing Army lo dice chiaramente. Più di settecento basi militari sparse in tutto il mondo, in zone strategiche e fertili per un incremento economico che riempia le tasche degli imprenditori americani, rappresentano le fondamenta della contraddizione più grande dell'amministrazione Obama.

   

Standing Army | Indice

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