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Pietro |
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Un film di Daniele Gaglianone.
Con Pietro Casella, Francesco Lattarulo, Fabrizio Nicastro, Giuseppe Mattia, Diego Canteri.
continua»
Drammatico,
durata 80 min.
- Italia 2010.
- Lucky Red
uscita venerdì 20 agosto 2010.
MYMONETRO
Pietro
valutazione media:
3,00
su
14
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Pietro è un film indipendente girato in 12 giorni e costato appena 120 mila euro
![]() Un coraggioso Daniele Gaglianone firma un interessante film di denuncia sociale |
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Giancarlo Zappoli
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Pietro vive in un quartiere periferico di Torino. Abita con il fratello tossicodipendente Francesco nell'appartamento fatiscente lasciato loro in eredità dai genitori. Pietro si guadagna da vivere distribuendo volantini e il suo leggero ritardo mentale lo mette al centro dell'irrisione degli amici del fratello per i quali si esibisce in imitazioni surreali. Un giorno Pietro conosce una ragazza che è stata assunta per fare il suo stesso lavoro e qualcosa nella sua vita sembrerebbe cambiare.
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premi nomination |
Nastri d'Argento 0 2 |
Un grande film
domenica 22 agosto 2010
di Alin0
Come dice Zappoli, il regista non potrebbe essere più duro e coraggioso di così nel descrivere la drammatica vicenda di Pietro. La vita del protagonista è stretta tra le sue difficoltà personali, con un lieve handicap e un ambiente sociale miserabile, gretto e claustrofobico, nel quale non può sfuggire alle sfottiture ed alla invadenza del fratello e degli amici di lui, ad un datore di lavoro crudele, ad una vita grigia, ripetitiva e solitaria. La sua continua » |
Pietro, il riccio
giovedì 2 settembre 2010
di giovannispada
Secondo il Buddismo, il dolore è inseparabile dall'esistenza, ma era il VI secolo a.c. e i persiani dominavano l'India. Ora nel 21 secolo d.c. un regista torinese gira questo lungometraggio. Un lavoro eccessivo dove nessuno sfugge al proprio destino di dolore. Parallelamente una giovane autrice di cortometraggi, Mona Achache, dirige IL RICCIO, un ricerca del senso della vita e della dignità davanti alla morte. Grandi temi, giovani registi, due scuole agli antipodi !! continua » |
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| NikiNiki | |
| Pietro per venire qua ho rinunciato ad una ficcata sicura...una ficcata LAIDA!!! | |
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Un duro noir sociale firmato Gaglianone
di Boris Sollazzo Liberazione
Dodici giorni, poco più di 100.000 euro di budget (il film è praticamente autoprodotto dalla troupe), due mesi di prove e l'ingiustizia di un solo piccolo premio, della giuria giovane, a Locarno. Pietro non ha avuto, e probabilmente non ha tuttora, vita facile, come già il suo regista Daniele Gaglianone a cui non è bastato il talento per entrare nel giro che conta. «Troppo radicale», gli hanno sempre detto, o meglio rinfacciato, e così dopo l'ottimo I nostri anni e il buono, ma discontinuo, Nemmeno il destino, non gli è stato concesso, a lungo, di ricominciare da tre. » |
Quel mondo vuoto volgare e spento intorno a «Pietro»
di Antonello Catacchio Il Manifesto
Non c'è bisogno di tirare in ballo la politica, di mostrare l'invadenza televisiva, di costruire storie mirabolanti per raccontare il nostro paese. Basta avere sensibilità nel cuore e nello sguardo. Nasce così la storia e il film, Pietro. L'undici luglio 1982 a Madrid l'Italia vinceva i mondiali di calcio. Scatenando fantastici festeggiamenti in patria. A farne involontariamente le spese la famiglia Casetta, imbottigliata nella ricerca di un ospedale dove far nascere Pietro. Che finalmente nasce, ma in ritardo, un ritardo che lo segna per tutta la vita. » |
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I dolori di "Pietro", le ferite dell'Italia
di Fabio Ferzetti Il Messaggero
Ci sono film che urlano disperatamente la loro diversità ma acquistano il loro senso solo visti nel quadro generale. È il caso di Pietro, terza regia di Gaglianone dopo I nostri anni e Nemmeno il destino, così orgogliosamente radicale che rischia di suonare programmatico e dimostrativo più che vero e sconvolgente. Emarginato e lievemente ritardato, Pietro è un giovane torinese che sgobba per mantenere il fratello tossicomane e subisce le angherie di lui e del suo gruppo di orridi amici, dei quali si guadagna la compiacenza facendo il buffone (l'attore, sensazionale, si chiama Pietro Casella, membro con Francesco Lattarulo e Fabrizio Nicastro, il fratello e il pusher nel film, del gruppo di cabaret Senso d'oppio). » |
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