La Première Étoile - La Prima Stella

Film 2009 | Commedia Film per tutti 90 min.

Titolo originaleLa Première Étoile
Anno2009
GenereCommedia
ProduzioneFrancia
Durata90 minuti
Regia diLucien Jean-Baptiste
AttoriFirmine Richard, Lucien Jean-Baptiste, Anne Consigny, Jimmy Woha-Woha, Ludovic François Loreyna Colombo, Bernadette Lafont, Michel Jonasz, Gilles Benizio, Astrid Berges-Frisbey, Jacques Frantz, Edouard Montoute, Cyril Couton, Marie Parouty.
Uscitavenerdì 26 marzo 2010
DistribuzioneNomad Film
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: Film per tutti
MYmonetro 2,35 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Lucien Jean-Baptiste. Un film con Firmine Richard, Lucien Jean-Baptiste, Anne Consigny, Jimmy Woha-Woha, Ludovic François. Cast completo Titolo originale: La Première Étoile. Genere Commedia - Francia, 2009, durata 90 minuti. Uscita cinema venerdì 26 marzo 2010 distribuito da Nomad Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: Film per tutti - MYmonetro 2,35 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Lo sport è un grande fattore di integrazione culturale e nelle sue pratiche di intrattenimento si possono inscrivere veri progetti politici e sociali. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Cesar. In Italia al Box Office La Première Étoile - La Prima Stella ha incassato 5 mila euro .

La Première Étoile - La Prima Stella è disponibile a Noleggio e in Digital Download su TROVASTREAMING Compralo subito

Consigliato nì!
2,35/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,20
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO NÌ
Una commedia per famiglie che fa slalom fra varie forme di integrazione culturale.
Recensione di Edoardo Becattini
venerdì 12 marzo 2010
Recensione di Edoardo Becattini
venerdì 12 marzo 2010

Jean-Gabriel è un padre di famiglia irresponsabile con una scarsa propensione al lavoro e il vizio delle scommesse ippiche. Da tempo esasperata dalle sue bugie e dall'atteggiamento sconsiderato, la moglie Suzy raggiunge i limiti della sopportazione quando Jean-Gabriel promette ai tre figli una vacanza in montagna pur sapendo che non potrà mai permettersela. Invece, per mantenere la promessa e riconquistare la fiducia di Suzy, Jean-Gabriel si organizza per raccogliere le attrezzature necessarie e mettere assieme il denaro sufficiente per portare i suoi ragazzi e la vecchia madre a sciare sulle Alpi.
Ostaggio della sua denominazione, la settimana bianca è da sempre dominio esclusivo dei bianchi, e in modo particolare, considerato il costo medio di una vacanza sulla neve, dei bianchi di un buon stato sociale. Tuttavia, come in questa stessa stagione ci insegna l'impresa di Nelson Mandela raccontata da Invictus, lo sport è un grande fattore di integrazione culturale e nelle sue pratiche di intrattenimento si possono inscrivere veri progetti politici e sociali. Senza l'epica di Eastwood e attraverso un tipo di innocuo umorismo sconosciuto al grande Clint, La première étoile si lancia nella "pista rosa" della commedia per famiglie, tentando di compiere uno slalom gigante fra culture diverse.
La famiglia Elisabeth nasce pertanto dall'amore di un uomo nero (il regista e protagonista Lucien Jean-Baptiste) e di una donna bianca (Anne Consigny) e, durante il proprio percorso dalla bassa periferia di Créteil all'altezza delle Alpi, trova ad ogni curva una forma di meticciato culturale ben riuscito (il primogenito si innamora di una ragazza del IX arrondissement parigino, la figlia canta con successo una canzone di Jean Ferrat, il figlio più piccolo trova un nonno adottivo nel vicino di casa), fino a un edificante traguardo in cui i bianchi razzisti si convertono facendo ammenda e gli antillani più anziani cantano vecchi inni a De Gaulle. Il presupposto dell'esordio alla regia di Jean-Baptiste si basa su una dialettica semplice quanto curiosa (Settimana bianca/Pelle nera), sulla quale però costruisce un'etica dell'integrazione assai elementare. La sua resta visibilmente una regia "attoriale", guidata più dalle buone capacità dei suoi caratteristi (Firmine Richard su tutti) che da un progetto compositivo o da un messaggio sociale profondo.
Gli inevitabili conflitti e dissidi che sottendono ad ogni problematico processo di integrazione si stemperano così in un umorismo docile e leggero, e sotto il tiepido calore della dicitura "per famiglie" anche i buoni presupposti tematici dell'assunto si sciolgono come neve al sole.

Sei d'accordo con Edoardo Becattini?
La premiere etoile: una famiglia di colore va in settimana bianca e abbatte il razzismo di bianchi e neri.
Valentina Neri

Interessante il modo in cui vengono illustrati e affrontati gli stereotipi sul razzismo da ogni angolazione: c’è la signora xenofoba che affitta lo chalet sulle piste, i ragazzi bianchi e di buona famiglia che sfottono il figlio maggiore di Jean Gabriel con versi da animali, simili a quelli ricevuti sul campo di calcio da alcuni giocatori di calcio, e infine ci sono i conflitti tra i diversi membri della comunità nera in Francia, in particolar modo tra gli Africani, conservatori e legati alle loro origini e gli Antillani, più occidentalizzati e integrati. Campione di incassi in Francia dove ha ottenuto la nomination per la Miglior opera prima al César 2010, l’Oscar d’oltralpe, La premiere etoile prende spunto da un ricordo d’infanzia del regista, nonché attore principale del film Lucien Jean-Baptiste: nonostante fossero emigrati da poco in Francia dalle Antille, sua madre volle portare lui e i suoi 5 fratelli a sciare con una macchina presa in prestito e un paio di sci che si prestavano a turno. Solo per non farli sentire ancora più diversi dagli altri ragazzi.

I percorsi didattici
» Jean Gabriel è originario delle Antille. Che cosa sai di questo paese, della sua storia e del motivo per cui in molti sono dovuti emigrare altrove? Fai qualche ricerca Per chè Jean Gabriel non riesce a tenersi un lavoro secondo te?
» Sei mai stato sulla neve? Come mai tutti i personaggi del film pensano che sia un viaggio troppo costoso? Sapresti fare una lista delle attrezzature necessarie?
» Secondo te Jean Gabriel e sua moglie passano le giornate nello stesso modo? Riflettici e trova differenze e somiglianze
» Come mai Jean Gabriel pensa di portare la famiglia sulla neve malgrado abbia appena perso il lavoro?
» Arrivati sulle piste le cose non vanno benissimo a causa di una serie di imprevisti e della mancanza di soldi. Perché la moglie e la mamma di Jean Gabriel si rifiutano di dargli una mano?
» In montagna i protagonisti incontrano razzisti e gente piena di pregiudizi nei confronti delle persone di colore: secondo te da dove nascono queste idee per chè qualcuno si sente in diritto di offendere chi ha il colore della pelle diverso dal suo?
» Fai una ricerca sulle origini del razzismo e sui fenomeni storici che ha causato, come ad esempio la schiavitù

Sei d'accordo con Valentina Neri?
LA PREMIÈRE ÉTOILE - LA PRIMA STELLA
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 19 aprile 2010
100spindle

Fresco a tratti delicato e ben costruito. Un film per la famiglia che tra un sorriso e qualche momento di sentimentalismo, fornisce anche alcuni elementi di riflessione sul razzismo reale o autoindotto e l'integrazione razziale vera o presunta. Molto belli e ben interpretati i personaggi dei proprietari della baita presa in affitto. Persone vere che mettono in luce le contraddizioni e le affinità [...] Vai alla recensione »

FOCUS
INCONTRI
giovedì 11 marzo 2010
Edoardo Becattini

Uno slalom fra classi sociali La “prima stella” è il riconoscimento conferito ai piccoli apprendisti dello sci, quello che in generale ricevono i bambini alla fine della loro prima settimana bianca. Nelle idee dell'attore e regista Lucien Jean-Baptiste, diviene metafora di un confine fra classi sociali, fra chi può permettersi le vacanze in montagna e l'onere di tutto ciò che esse includono (attrezzature sportive, baite, skipass, ecc.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Nero su bianco: lo mette il regista,francese d'origine antillana, Lucien Jean-Bapistecon La prernière étoile, che porta dei poveri cristi di seconda generazione a sciare, anzi, rotolare su "altolocati" pendii. Grazie a un papà fannullone (il regista stesso), che si rimangiasse quest'ennesima promessa si ritroverebbe senza moglie (Anne Consigny): e settimana bianca sia.

Alberto Castellano
Il Mattino

Il franco-antillano Jean-Gabriel nella vita s'arrangia come può e il massimo sforzo lavorativo lo esprime soggiornando in sala corse. Un giorno scommette con la moglie, giustamente esasperata dalla sua fannullaggine, che riuscirà a portare tutta l'allegra famigliola in vacanza sulla neve: al di là del problema non trascurabile del budget che manca, ci sarebbe anche una certa, naturale incompatibilità [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Neri sulla neve, nel primo film di Lucien Jean-Baptiste regista e protagonista. Si raccontano le vacanze in montagna di una famiglia antillana; l'impegno del padre di tre figli che vive di espedienti giocando sui cavalli, di riuscire nonostante molte disavventure a organizzare il riposo sulla neve. Purtroppo non ha un soldo; e questo rende le cose molto complicate: ma la moglie lo abbandonerà se non [...] Vai alla recensione »

Maurizio Porro
Il Corriere della Sera

Successo parigino con messaggino progressista nella bottiglia e famiglia franco-antillana che senza soldi va in settimana bianca con pargoli, suocera. Curioso, sulle Alpi non si porta il nero della pelle. Succede di tutto, di più, troppo; il padre imbranato sembra De Funes, in un film dove Lucien Jean-Baptiste autore attore, sfortunato più di Paperino, svende scampoli antirazzisti abbracciando nell' [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

La premiere etoile Regia di Lucien Jean-Baptiste Con L. Jean-Baptiste, Firmine Richard Jean-Gabriel, disoccupato francoantillano con moglie e tre rampolli, è un tipo che parla troppo. Un giorno, il suo vizio lo porta a promettere incautamente alla figlia di portare tutta la famiglia in montagna per una vacanza sugli sci. Solo che l' uomo non ne ha i mezzi economici; e la moglie minaccia di lasciarlo. [...] Vai alla recensione »

Dario Zonta
L'Unità

Non sappiamo se il cinema francese ha fatto molte trasferte in «settimana bianca» quante ne ha fatte la commedia italiana. Da noi, infatti, la settimana bianca ha un posto molto preciso nell'immaginario cinematografico, grazie soprattutto a una raffica micidiale di film vacanzieri messi a punto dai fratelli Vanzina. Era il 1983quando Carlo Vanzina (nello stesso anno fece Sapore di mare, con stessa [...] Vai alla recensione »

Roberta Ronconi
Liberazione

Una famiglia di negri sugli sci? Fanno solo ridere! I primi a dirlo e a farlo (ridere, anzi, sganasciarsi) sono proprio loro, i compaesani caraibici di Jean Gabriel che come lui vivono da decenni in Francia - sposati e con figli di seconda generazione - ma a cui non è mai passato per la mente di andare a fare la settimana bianca sulle Alpi. Primo: perché già il nome ("bianca") fa orrore ai più radicali; [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Sorpresa: una commedia autobiografica sull'integrazione razziale senza pesantezze ma lieve, divertente, ottimista, piena di gag antiche e infallibili sevite con occhio affettuoso ma irriverente, come càpita solo restando in famiglia. Prima idea: un gruppo di neri sulla neve, padre, figli e nonna, tutti a bordo di un'assurda Mercedes gialla presa in prestito con la forza dall'amico dandy di banlieue, [...] Vai alla recensione »

Silvana Silvestri
Il Manifesto

Gioca su più fronti questo campione di incassi in Francia distribuito dalla neonata Nomad: si impegna sul tema dell'integrazione, gioca un po' sull'effetto nostalgia che da Amélie sembra essere molto apprezzato dal pubblico che rivede tempi migliori rispetto a quelli che stiamo vivendo. Ma la sua specialità è di essere un film autenticamente antillano e non ce ne sono tanti: ricordiamo Christian Lara [...] Vai alla recensione »

Maurizio Cabona
Il Giornale

Dopo il successo in patria di Giù al nord, il cinema francese applica lo stesso schema – puntare sull'attrito geografico e sociale per far ridere – a La prèmiere étoile di Lucien Jean-Baptiste, che aggiunge alla ricetta l'attrito razziale. Una famiglia con bambini di immigrati antillani di città, guidata da un padre velleitario (Jean-Baptiste), va in vacanza alle pendici del Monte Bianco.

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