Berlin Calling

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Un film di Hannes Stöhr. Con Paul Kalkbrenner, Rita Lengyel, Corinna Harfouch, Araba Walton, Peter Schneider.
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Drammatico, durata 105 min. - Germania 2008. - Officine Ubu uscita venerdì 6 novembre 2009. MYMONETRO Berlin Calling * * 1/2 - - valutazione media: 2,88 su 12 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
2,88/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * - - -
 critican.d.
 pubblico * * 1/2 - -
Ickarus, famoso DJ e compositore di Berlino, si appresta a pubblicare il suo nuovo disco, che dovrebbe consacrarne il definitivo successo. Quando il disco viene rifiutato dalla casa discografica, comincia una discesa nei bassifondi berlinesi.
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primo piano
Un film realizzato a tavolino, senza particolare forza creativa nè possibilità tecniche
Gianmarco Mariotti     * * - - -

Ickarus è un affermato dj berlinese di ritorno da una logorante tournée internazionale. Nonostante continui ad esibirsi ogni sera su palchi locali si impegna, con l'aiuto di Mathilde, la ragazza alla quale è fedele, nel mixing dell'album di prossima uscita, appesantito dal grande hype. La pressione di Alice, la produttrice del disco, e le tentazioni dell'ambiente underground portano Ickarus sulla via della droga, della quale rimane vittima a causa di una parte di Mpa, uno psicoattivo dagli effetti devastanti, contenuta in una pasticca di Ecstasy che ha acquistato dall'amico Pisello. Inizia un percorso autodistruttivo, nel corso del quale perde tutti gli affetti sinceri in cambio di relazioni spurie. È costretto più volte dentro ad un centro di recupero dal quale, grazie alla dottoressa Petra Paul, riuscirà ad uscire vincente con un album nuovo, che si afferma immediatamente come un capolavoro di musica elettronica in tutte le più grandi metropoli europee. Inizia così, con gli affetti riconquistati, la tournée promozionale di Berlin Calling, l'album che il Dj avrebbe dovuto realizzare sin dall'inizio, e che infine ha realizzato.
Berlino chiama i giovani a creare. Li richiama alla presenza consapevole nel mondo, ad abbandonare il ruolo di inani simulacri di una realtà scura, impersonale come l'album di Ickarus nel principio, morta come i suoi compagni nel declino (Pisello e Jenny), assente e allucinata come i residenti del centro recupero. Berlin Calling come London Calling, dunque? Istillare una volontà di risveglio creativo, una rinascita dello spirito vitale, una rivoluzione, come quella punk, narrata dai Clash, ora in veste Elettro e minimal, che riunisca le forze dei cuori e delle menti giovani nella faticosa lotta contro il vuoto.
Sembra esser questo l'imperativo autoimposto di Hannes Stöhr. Il regista vuol parlare di arte, con la parabola di un uomo che, a causa di un periodo di sterilità umana e creativa della sua vita, ed è una vecchia storia, e di un ambiente deteriorante, subisce inerte il proprio declino fino a quando la musica, l'arte, che è un'affermazione forte di presenza, di autodeterminazione, giunge a salvarlo. Dal grattare compulsivamente il fondo della sua vita, dove non ci sono amore né affetti familiari e né soddisfazioni professionali perché Mathilde lo ha lasciato, il padre e il fratello si sono allontanati e Alice lo ha licenziato, Ickarus torna ad alzare la testa, riottenendo tutto ciò che aveva perso e anche di più: un capolavoro.
Il regista, quindi, vuol parlare anche di relazioni fra persone, di amore, di pazzia. Peccato che il film mostri come la conoscenza dei mondi, immensi, che si è cercato di esplorare, sia del tutto insufficiente e pretenziosa. E lo mostra con un impianto tecnico inadeguato, a partire dalla sceneggiatura che è altalenante e lacunosa, specialmente nei punti cardine dell'evoluzione della vicenda, con una fase finale, quella della rinascita, giustificata frettolosamente non da elementi narrativi, ma da presupposti retorici quali: l'arte salva dal vuoto. Queste inconsistenze retoriche incidono nei nervi una sceneggiatura per niente solida, e costringono il film in un regime di austerità emozionale, ovvero: le immagini non vibrano, non emozionano, non c'è ironia, né ci sono guizzi originali che diano l'idea di una storia reale, vissuta e pura. Ugualmente, l'estetica è del tutto impersonale: si parte con un'introduzione sterilmente documentaristica che non dà tempo al dramma di svilupparsi, si prosegue con una fase, del confronto con le droghe e la pazzia, nella quale si tenta di attingere ad altre pellicole come Trainspotting, che è un po' il salvagente del film, perché non si sa, ed è palese, come concretizzare gli obiettivi propostici. È un film realizzato a tavolino, con uno storyboard delle scene da girare in una mano e il taccuino delle cose importanti da esprimere nell'altra. Ma senza forza creativa, né possibilità tecniche.
Anche gli attori danno impressioni altalenanti, anche se non particolarmente negative. A partire da Paul Kalkbrenner, che nella vita è effettivamente un dj affermato, e che, pur non essendo un attore, riesce talvolta a convincere. Non è da disprezzare neppure Corinna Harfouch, nel ruolo della dottoressa Petra Paul, che, suo malgrado, annega in inquadrature soffocanti che sembrano mutuate da un'estetica da soap e in dei dialoghi che non le rendono la vita facile. In fin dei conti la parte meglio riuscita è quella finale, che sembra un appello sincero e accorato allo spettatore dove si riescono a percepire le motivazioni che animano il film e ci si riesce anche ad emozionare, perché il regista riesce finalmente a velare la pellicola della sua sensibilità, che è assai più ingenua e bonaria di quanto richiesto dal resto del film.
Siamo lontani dallo spirito epico di London Calling, dalla claustrofobia alienante di Requiem for a dream o dal reale sporco di Trainspotting; forse la chiamata berlinese non ha quelle qualità di purezza e profondità, ma siamo di fronte ad un appello che può essere importante, al quale, forse, vale la pena rispondere.

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Film da vedere

domenica 17 ottobre 2010 di sandro010

Il film è un capolavoro dal punto di vista musicale se si è in grado di apprezzare un tipo di sound non accessibile a tutti.I paragoni con trainspotting,requiem for a dream etc.. sono tutti forzatamente riportati dai soli critici incapaci di vedere il film per la semplicità e l'essenzialità che lo contraddistinguono.Lo dimostra il fatto che in Germania,a distanza di 14 mesi dall'uscita,il film è ancora nelle sale.Le musiche emozionano e lasciano il segno,le immagini e le spoglie esperienze notturne continua »

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Un tiepido tentativo

martedì 16 febbraio 2010 di dogen

Il film narra caduta e risalita di un dj berlinese. Fortemente motivato alla pubblicazione del suo album, si ritrova invischiato in una dipendenza dalle innumerevoli droghe diffuse nella capitale tedesca, si comporta da bambino viziato spaccando uffici e trascurando relazioni. Dopo aver fatto colazione nudo in un albergo chiccoso, giocando con il cibo come i bimbi col das, viene ricoverato in una struttura per la riabilitazione. Qui cui toccherà il fondo, e risalirà con compita displina, continua »

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Un capolavoro mancato

martedì 11 gennaio 2011 di daddaman

Da amante della musica e del cinema ho trovato questo progetto davvero molto interessante, un film che aveva l'opportunità di spingersi su nuove frontiere del cinema, aveva perchè, ahimè, a mio modestissimo parere il film sembra solo una bozza di un capolavoro rimasta infine incompiuta... La protagonista, la musica, esce vincitrice indiscussa di questo film, avvolge tutte le scene e permea il film molto più di una colonna sonora, perchè vuole incarnare la vita underground berlinese. Bisogna però continua »

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Molta carne al fuoco, pochi risultati

venerdì 6 settembre 2013 di FcknRckstar

Ickarus è un DJ abbastanza conosciuto nell'ambito della minimal, reduce da un tour mondiale, torna finalmente a Berlino, dove dovrebbe, spinto dalle pressioni della sua produttrice, produrre il suo nuovo album. Mathilde, la sua ragazza, gli è sempre vicino, ma purtroppo, le pressioni, e l'insoddisfazione di Ickarus, lo portano sempre più giù, in una discesa verso la tossicodipendenza. Arriverà il momento, di entrare, controvoglia, in una clinica di disintossicazione, dove la dottoressa Petra Paul, continua »

Mathilde (Rita Lengyel)
"Non ho la pretesa che mio figlio creda in Dio, nè gli ho mai imposto niente, ma in qualcosa deve pur credere, deve avere qualche obiettivo!"
"Signore, io penso che suo figlio abbia una fede, lui crede nella musica..."
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Mathilde
Lui non è un paziente come gli altri... lui è un artista!
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dj ickarus (paul kalkbrenner)
"lei di musica non capisce un cazzo , quindi nn giudichi".
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DVD | Berlin Calling

Uscita in DVD

Disponibile on line da giovedì 22 maggio 2014

Cover Dvd Berlin Calling A partire da giovedì 22 maggio 2014 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Berlin Calling di Hannes Stöhr con Paul Kalkbrenner, Rita Lengyel, Corinna Harfouch, Araba Walton. Distribuito da Rai Cinema - 01 Distribution. Su internet Berlin Calling (DVD) è acquistabile direttamente on-line su IBS.

Prezzo: 7,99 €
Aquista on line il dvd del film Berlin Calling

SOUNDTRACK | Berlin Calling

La colonna sonora del film

Disponibile on line da giovedì 11 dicembre 2008

Cover CD Berlin Calling A partire da giovedì 11 dicembre 2008 è disponibile on line e in tutti i negozi la colonna sonora del film Berlin Calling del regista. Hannes Stöhr Distribuita da B-Pitch Control, il cd è composto da musiche di genere Dance e DJ.

di Federico Pontiggia Il Fatto Quotidiano

Berlin Calling di Hannes Stöhr Dal festivaI di Locarno alla sala, Berlin Calling del tedesco Hannes Stöhr, con protagonista il celebre dj Paul Kalkbrenner nelle cuffie del discjockey lckarus: una grande passione per la techno, una grande dipendenza dalle droghe. Un binomio, quello di musica e sostanze, in verità poco stupefacente per il cinema, che da Jim Morrison a Kurt Cobain, passando per Ian Curtis e Johnny Cash, ha messo sempre in campo genio (sul palco) e sregolatezza (nella vita). Ma Stöhr, anche sceneggiatore, fa più di qualcosa per rinverdirlo, puntando sul minimalismo: molto belle e poco ingombranti le musiche (tutte, eccetto una, di Kalkbrenner); ottima l'interpretazione del protagonista, in affascinante bilico tra finzione e realtà; ambiguo l'epilogo dopo il rehab, tra rinascita personale e ritorno alla routine. »

Odissea nella droga di un dj tedesco

di Francesco Alò Il Messaggero

Dj Ickarus (Paul Kalkbrenner) compie il suo viaggio verso il sole da solo. Con indosso i ray-ban a goccia e le magliette di calcio di Brasile, Francia, Argentina e pure Milan, questo musicista elettronico palliduccio è pronto per la creazione dell'album capolavoro (Berlin Calling). Ma sia vita privata che creazione artistica verranno messe a dura prova dalla tossicodipendenza. Chissà che non lo aiuti un centro di riabilitazione dove rivivrà in prima persona Qualcuno volò sul nido del cuculo. Ancora un tedesco frastornato dalla Germania del dopo Muro per Hannes Stöhr (era suo l'interessante Berlin is in Germany (2001). »

di Boris Sollazzo Liberazione

Non così il pretenziosissimo Berlin Calling, come già suggerisce il titolo, "rubato" ai Clash. È la storia di Dj Ickarus, boss della musica elettronica, schizofrenico e tossicodipendente. Anche qui gli stereotipi fioccano, ma senza ironia e leggerezza, forse perché la storia è ispirata al protagonista, Paul Kalkbrenner. Hannes Stoher di sesso ne mette molto, anche grazie alla statuaria Araba Walton, di droga anche di più, tanta che impallidirebbe persino la concittadina Christiane F. e il suo famoso zoo di Berlino (immortalati nel famoso film del 1981). »

Berlin Calling | Indice

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