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Funeral Party |
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Un film di Frank Oz.
Con Matthew MacFadyen, Rupert Graves, Peter Dinklage, Daisy Donovan, Alan Tudyk.
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Titolo originale Death At a Funeral.
Commedia,
durata 90 min.
- Germania, Gran Bretagna, USA 2007.
- Mikado
uscita venerdì 21 settembre 2007.
MYMONETRO
Funeral Party
valutazione media:
3,14
su
120
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Al funerale del padre di Daniel accade di tutto, con situazioni comiche che si susseguono una dopo l'altra.
![]() Un inarrestabile succedersi di eventi conditi dall'humor very british alla farsa più sfrenata |
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Giancarlo Zappoli
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Gran Bretagna. Daniel attende l'arrivo della salma del padre nella villa di campagna in cui ancora vive (benché sposato) con la madre. Purtroppo il feretro è sbagliato e gli uomini delle pompe funebri debbono tornare indietro. È solo l'inizio di una serie di situazioni comiche che vanno dall'humor very british alla farsa più sfrenata.
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Un party poco funeral e molto funny.
sabato 19 febbraio 2011
di Poldino
Il voto può sembrare eccessivo, ma di commedie così divertenti (anche se con un linguaggio a volte un pò colorito), non se ne vedevano da tempo. Per tutti i novanta minuti del film è difficile trattenere le risate, ci si lascia facilmente trascinare da battute e trovate che si susseguono ininterrottamente dall'inizio alla fine. Gli attori, anche se poco conosciuti, sono tutti molti bravi e la felice regia di Frank Oz li asseconda senza commettere errori. Francamente non riesco a capire come abbia continua » |
Che delusione!
mercoledì 29 agosto 2007
di asteria
Ieri sera avrei fatto meglio a restare a casa. Il film non era per niente umoristico, anzi, terribilmente scontato. Durante tutto il film pensi: adesso hanno presentato i personaggi, quand'è che inizia la storia? Ma il film finisce senza trasmettere niente. Anche il discorso finale del figlio che dovrebbe essere il momento più emozionante, è surreale e non aderente ad una realtà di vergogna pur nell'affetto, ed è l'ennesimo insuccesso del film, che si conclude in modo buonistico, non trasmettendo continua » |
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Insipido
sabato 25 agosto 2007
di Mario Scafidi
Film d'attori e humor nero. Funeral Party si presenta come una pellicola all'insegna della trasgressione e dell'anarchia, ma soltanto nei primissimi minuti della messa in scena. Più si va avanti e più la pellicola di Frank Oz si adagia sul cliché della commedia inglese tipica, senza slanci particolari, senza innovazioni, senza coraggio. Una sorta di Quattro Matrimoni e un Funerale in chiave politicamente (quasi) scorretta, ma senza l'audacia ed il sarcasmo che si sarebbero ben prestati al servizio continua » |
L'umorismo british non abita qui
martedì 9 ottobre 2007
di Antonello Villani
Ci si può sbellicare dalle risa ad un funerale? Una vera impresa quella di rendere allegro il giorno più triste per alcuni familiari accorsi al capezzale di un vecchio padre di famiglia, eppure “Funeral Party” non sembra preoccuparsi di sovvertire le regole di ogni buon cristiano. Così Frank Oz, doppiatore e creatore dei Mappets, non si perde d’animo e realizza un film very british che oscilla tra farsa e tragedia, trascinando il pubblico in una serie di equivoci e malintesi tipici della commedia. continua » |
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| Troy (il farmacista) | |
| In realtà non è Valium, è un acido! | |
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| Howard (Andy Nyman) | |
| Salve Reverendo, come sta Dio oggi?... Dio è simpatico, vero? | |
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| zio alfie | |
| Tutto è così fottutamente verde! | |
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Altre frasi celebri del film Funeral Party
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DVD | Funeral PartyUscita in DVD
Disponibile on line da martedì 12 febbraio 2008
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INTERVISTE | Chi non ha piccoli segreti nascosti? Frank Oz presenta il film all'Aspen Comedy Festival e svela i suoi!Occhio agli scheletri... nell'armadio!
venerdì 21 settembre 2007 - Claudia Resta
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di Antonello Catacchio Il Manifesto
Non è morto dal ridere il cadaverico protagonista di Funeral Party, ma il balletto di equivoci, malintesi e rivelazioni che scatenano le sue esequie fanno ridere da morire. Perché Frank Oz non ha diretto una commedia ma una farsa, tratta da una sceneggiatura del giovane Dean Craig, che ora verrà ampiamente corteggiato dal cinema. E si ride da subito, sin dai titoli di testa in cui un'animazione muove una bara lungo le strade di una cittadina. Ancora risate alla prima scena, quando i becchini hanno finalmente deposto il loro carico nel soggiorno della magione, chiedono se sia il caso di aprire la copertura per mostrare il volto del caro estinto e si scopre che si tratta del cadavere sbagliato. » |
«Funeral party» con delirio
di Antonello Catacchio Il Manifesto
C'è modo e modo di ridere durante le esequie del caro estinto. Quello scelto da Frank Oz per Funeral Party è decisamente esagerato, al punto che dalla commedia arriva a sconfinare ripetutamente nella farsa. Era proprio quello che voleva, dopo aver letto la sceneggiatura del giovane Dean Craig, un balletto degli equivoci dinanzi a una bara. Divertente sin dai titoli di testa realizzati in animazione. E subito dopo si comincia a ridere perché la cassa che arriva nel soggiorno del protagonista è quella sbagliata. » |
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Umorismo nero con malizia
di Gian Luigi Rondi Il Tempo
Per me Frank Oz, nonostante i tanti film a Hollywood e il suo successo abbastanza recente con In & Out, resta il regista scanzonato e amabile de la piccola bottega degli orrori in cui era riuscito a vestire di nero, con spunti grotteschi, un filone del cinema fantastico. Oggi ha attraversato l'oceano, si è trasferito in Inghilterra, patria dell'umorismo nero, e si è messo con tutto l'impegno a portare sugli schermi una sceneggiatura di un inglese quasi esordiente, Dean Craig, attraversata dal principio alla fine da una irresistibile comicità quasi macabra. » |
Morir dal ridere al «Funeral party»
di Dario Zonta L'Unità
Nell'arco di una settima escono in sala due film inglesi (venerdì prossimo In questo rnondo libero di Ken Loach, oggi Funeral Party di Frank Oz) agli antipodi per generi e intenzioni, ma entrambi devoti a una tradizione britannica che si è saputa dividere tra il cinema d'impegno e di denuncia e la commedia d'attori. A Loach la denuncia, va da sé, a Frank Oz (regista di In&Out) la commedia, ma quella più spinta verso il nero, fino ai limiti della farsa. Si inizierà dunque a ridere, e molto, questo week end con Funeral Party, e si finirà a piangere, e a riflettere, il prossimo con In questo mondo libero. » |
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