Ogni cosa è illuminata

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Un film di Liev Schreiber. Con Elijah Wood, Boris Leskin, Eugene Hutz, Laryssa Lauret, Jonathan Safran Foer.
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Titolo originale Everything Is Illuminated. Avventura, Ratings: Kids+13, durata 106 min. - USA 2005. uscita venerdì 11 novembre 2005. MYMONETRO Ogni cosa è illuminata * * * 1/2 - valutazione media: 3,53 su 81 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,53/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
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 pubblico * * * * -
   
   
Un esordiente nel cinema, Liev Schreiber, mette in schermo un esordiente della letteratura, J.S. Foer, un ebreo americano che racconta a sua volta di uno studente americano deciso a trovare in Ucraina la donna che salvò suo nonno dalla furia nazista.
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Un'opera prima illuminante e illuminata come "ogni cosa" nel titolo, che lavora sui registri del tragico e del comico
Marzia Gandolfi     * * * - -

Un esordiente nel cinema, Liev Schreiber, mette in schermo un esordiente della letteratura, Jonathan Safran Foer, un ebreo americano che racconta a sua volta di uno studente americano deciso a trovare in Ucraina la donna che salvò suo nonno dalla furia nazista. Jonathan Safran Foer è anche il nome del suo personaggio che compiendo un viaggio nella memoria ricostruisce la vita del villaggio di Trachimbord, uno dei numerosissimi shtetl bruciati e dimenticati durante la Seconda Guerra Mondiale. Un luogo che ha smesso per sempre di essere geografico sopravvivendo soltanto nell'anima di coloro che ne hanno pazientemente raccolto e conservato, fino a collezionarle, le tracce. Il viaggio di Jonathan si avvia da una fotografia del nonno ritratto accanto ad Augustine, ad accompagnare la sua ricerca sarà un altro nipote, Alexander Perchov, voce narrante del film, e un altro nonno che scopriremo "sopravvissuto" ed ebreo. Il nonno di Alex, per gli amici, è un brusco uomo di Odessa che ha cancellato la sua "ebraicità" fino a trasformarla in rabbioso antisemitismo. La sua cecità, marcata da scuri occhiali da sole e accompagnata da una cagnetta guida "psicopatica", è finta, simulata quanto la vita che disperatamente ha cercato di (soprav)-vivere lontano da Trachimbord.
Molto prima della fine del viaggio, Joanathan e Alex scopriranno di vivere la stessa vita accreditata proprio dagli oggetti appartenuti ai loro cari.
Un'opera prima illuminante e illuminata come "ogni cosa" nel titolo che lavora sui registri del tragico e del comico, rivelando del primo l'universalità e del secondo il tempo e i modi della cultura, nel caso specifico quella yiddish. Eppure il pubblico in sala, almeno quello cosiddetto specializzato, non ne ha colto l'umorismo. Forse perché, come sosteneva Umberto Eco, per il comico bisogna essere più colti.

Premi e nomination Ogni cosa è illuminata MYmovies
il MORANDINI
Ogni cosa è illuminata recensione dal Dizionario Fumagalli - Cotta
Incassi Ogni cosa è illuminata
Primo Weekend Italia: € 47.000
Incasso Totale* Italia: € 759.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 3 febbraio 2008
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Per me, è un capolavoro!!!

mercoledì 30 aprile 2008 di alotto

Probabilmente "i critici" veri, per intenderci quelli che danno 5 stellette a Via col vento, avranno da ridire, ma persomalmete lo ritengo un film da vedere assolutamente. E' coraggioso, perchè affronta un tema assai delicato ed ampiamente dibattuto, lo fa con delicatezza, parte mostrandoci la realtà drammatica di un paese distrutto da una dittatura recente, usando il viaggio come strumento, non solo come viaggio attraverso un territorio, ma amche come viaggio nel tempo, che va a ritroso dai giorni continua »

* * * * -

Pelicula molto ingegnosa!

lunedì 25 settembre 2006 di Cesko61

Quando esco dal cinema dopo aver visto un film così, in genere, grido al capolavoro. Poi mi riprendo, e mi rendo conto che in questo modo finisco col falsare tutti i criteri di valutazione (se ne esistono) che hanno giudicato i veri capolavori della storia del cinema. Però. E' un film bellissimo. Fuori dai canoni americani (non è più segno di originalità, siamo d'accordo), senza cadere negli stereotipi del film "alternativo" a tutti i costi. E' un film molto drammatico, ma estremamente divertente. E' continua »

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Lacasadellamemoriaognicosaèilluminataèilluminante.

lunedì 18 giugno 2007 di angioletta

Faccio teatro o meglio preparo azioni teatrali. lavoro lasciando libere le emozioni, tentando di ascoltare ciò che accade dentro e attorno a me. E'il mio modo per sentirmi viva il mio modo di esistere. Così, partendo dalla mia esperienza in Kosovo nel 1998(ritrovamento di fosse comuni e quant'altro) ho montato uno spettacolo per bambini dal titolo "Il paese che non c'è più". questo "recipiente presentato ad un pubblico " vuol essere il significato della GIORNATA della MEMORIA spiegata ai bambini. continua »

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Tanto di cappello....

lunedì 28 luglio 2008 di filippaccio

Il film è veramente illuminato, passa attraverso una leggerezza che sfiora la comicità e poi cede il passo alla riflessione, alla profondità! Si capisce che viene da un libro e che probabilmente c'era margine per descrivere ancora piu' a fondo i personaggi, ma alla fine forse il prodotto non sarebbe stato quello che è! Bella la fotografia e la regia minuziosa e accurata! C'e' tanta umanità in questa pellicola e non stanca, ma appaga! Complimenti! continua »

Eugene Hutz
Ho riflesso molte volte sulla nostra rigida ricerca.
Mi ha dimostrato che ogni cosa è illuminata dalla luce del passato.
E' sempre al nostro lato, all'interno, che guarda fuori. Come dici tu, alla rovescia.
Jonfen, in questo modo, io sarò sempre al lato della tua vita.
E tu sarai sempre al lato della mia.
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Alex
Ogni cosa è illuminata dalla luce del passato.
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Jonfen (Elijah Wood)
Mia nonna diceva che prima della guerra l'Ucraina era quasi peggio di Berlino. Gli ebrei non erano molto popolari in Ucraina. L'invasione dei nazisti lei la considerò un miglioramento...
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di Lietta Tornabuoni La Stampa

Magnifica sorpresa, il primo film diretto dall’ attore Liev Schreiber, americano trentottenne (il titolo completo sarebbe Ogni cosa è illuminata dalla luce del passato) è divertente, commovente, unico: ricco di umorismo, di tragedia, di complicità, tratto dal racconto di Jonathan Safran Foer. Un giovane ebreo americano (è Elijah Wood del Signore degli anelli), collezionista di ricordi della propria famiglia, va in Ucraina per cercarne; nel viaggio è accompagnato dalla agenzia Heritage Tours, rappresentata da nonno e nipote sgangherati e da un’automobile scalcinata; non trova il villaggio ebreo che cercava, ma una vecchia signora che conserva memorie di tutto il paese, 1800 persone sterminate dai nazisti durante la seconda guerra mondiale. »

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Jonathan è un giovane di età indefinibile che veste sempre di scuro e nasconde ogni emozione dietro un immenso paio di occhiali. Una nota di tristezza stampata nel fisico e in volto, tutto in lui sembra dire che non vive, non sta vivendo. Si prepara a una vita futura, forse. O forse cerca tracce di una vita passata, come indica la sua stravagante collezione di oggetti comuni meticolosamente riposti in bustine trasparenti ed etichettati con data e luogo. Più che un collezionista Jonathan insomma è un archeologo di tipo speciale. »

di Antonio Angeli Il Tempo

Che fortuna questo Elijah Wood che infila uno dietro l’altro film importanti, come questo Ogni cosa è illuminata, nel quale galleggia senza fare troppi sforzi perché la storia è talmente interessante che sarebbe stato francamente difficile rovinarla. Il film è tratto dall’omonimo famoso romanzo dell’allora venticinquenne (era il 2002) Jonathan Safran Foer che per il suo scritto ha ricevuto onore e premi. Oggi Foer ha ventotto anni e si gode il successo del suo secondo libro. Ha dato il suo assenso a questo film suggellandolo con un brevissimo cameo. »

di Fabrizio Liberti Film Tv

Tradurre un successo letterario in un film è operazione ardua e da affrontare con le cautele del caso, ancor più quando ci si trova dinanzi a testi “fortunati” ma dallo stile molto personale e dalla scrittura talvolta ardita. Il romanzo del giovane scrittore americano Jonathan Safran Foer da questo punto di vista è emblematico e il suo racconto è di quelli che si amano o si respingono, senza compromessi, e molti aspiranti lettori sono stati allontanati dopo poche pagine. Il primo pregio di Liev Schreiber, attore di buona fama alla sua prima esperienza di regia, è proprio quello di tradurre senza tradire il senso profondo e le migliori immagini del libro, in un ordito scorrevole che pare un diario di viaggio alla Chatwin, attraente, affascinante e che mescola con sapienza sorriso e commozione. »

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