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Niente da nascondere |
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Un film di Michael Haneke.
Con Juliette Binoche, Daniel Auteuil, Annie Girardot, Maurice Bénichou, Bernard Le Coq.
continua»
Titolo originale Caché.
Drammatico,
durata 117 min.
- Francia, Germania, Austria, Italia 2005.
uscita venerdì 14 ottobre 2005.
MYMONETRO
Niente da nascondere
valutazione media:
3,39
su
54
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Presentato a Cannes 2005 l'ultimo film di Haneke è un thriller ambiguo e appassionante sul tema della verità, della colpa e del voyeurismo.
![]() Un thriller appassionante sul tema della verità e del voyeurismo |
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Francesca Felletti
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Tutto inizia dall'immagine di una strada, una mattina qualunque. L'inquadratura è fissa: qualche persona cammina, passa una bicicletta, un uomo esce di casa. Stop, rewind e inizia il mistero. L'immagine è quella di un videoregistratore: una coppia (Daniel Auteil e Juliette Binoche) trova sulla porta, come in Strade perdute di Lynch, misteriose cassette che ne ritraggono la vita privata. Poi arrivano inquietanti disegni, telefonate, strani avvertimenti e il segreto nascosto (caché) inizia ad emergere: l'infanzia del protagonista è tragicamente legata a quella di un algerino figlio dei domestici di casa. Ma il mistero resta tale, anzi si tramanda fra le nuove generazioni: i figli dei due uomini si incontrano mentre la macchina da presa, non vista (cachè), continua a riprendere.
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premi nomination |
Festival di Cannes 1 0 |
David di Donatello 0 1 |
Capolavoro
sabato 29 ottobre 2005
di paolo apa
L’opera di Michael Haneke è un manuale di: Sociologia della cornice. Ogni “frame” un particolare da guardare ed osservare attentamente, bisogna essere svegli per gustare questo capolavoro. A nessuno è permesso vivere senza sensi di colpa e tutti sono chiamati al recupero dell’umanità perduta. Nell’ultimo lavoro di Abraham B. Yehoshua “Il responsabile delle risorse umane” Einaudi, si legge: “Anche le piccole colpe possono avere un potere terribile” continua » |
L'universo morboso della colpa
domenica 16 ottobre 2005
di darko
CACHE’, che significa “nascosto”, anche se il titolo che è stato poi dato alla versione italiana è NIENTE DA NASCONDERE (ossia una battuta che recita verso la fine Auteuil), è un’aspra metafora cinematografica in chiave introspettiva riguardante la negazione di responsabilità dei francesi nei confronti del trattamento dittatoriale degli algerini nel loro passato coloniale e quello attuale degli immigrati. Il tutto magistralmente ed elegantemente camuffato da film per metà noir e per metà thriller continua » |
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I cadaveri nell'armadio dell'occidente
martedì 25 ottobre 2005
di alessandro pesce
In una scena del film l'intellettuale George , già stressato e nervoso a causa di alcune videocassette, telefonate e macabre cartoline che gli pervengono, attraversa molto avventatamente la strada e quasi viene investito da un ragazzo nero che con troppa esuberanza pedala sulla sua bici. George lo aggredisce in maniera esagerata, dando la colpa soltanto al ragazzo anzichè al suo stato psichico. Sembra una scena avulsa dal contesto ma racchiude il senso del film: la borghesia è malata, i suoi incubi continua » |
Il film più enigmatico dell'anno
venerdì 10 febbraio 2006
di alberto86
Penso che alquanto meritevole d'attenzione sia questo film dell'austriaco Michael Haneke,già regista del controverso"La pianista" e vincitore,con questa pellicola,del premio per la miglior regia all'ultimo festival di Cannes.Questo film,il cui titolo originale"Cachè"ritengo sia davvero azzeccato(al contrario di quello italiano),è un'opera anomala,criptica,sconcertante e forse anche irritante.Ad Haneke non interessa il thriller,che rimane soltanto un puro pretesto,ma la sua è piuttosto una riflessione continua » |
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| Suicidio di Majid - Dialogo tra Georges (Daniel Auteuil) e Majid (Maurice Bénichou) | |
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Allora, che cosa vuoi? Siediti... Non ho voglia di sedermi, che cosa vuoi? Volevo dirti ancora che non c'entro niente con le cassette E allora, tutto qui? Ti ho chiesto di venire perché... volevo che fossi presente... |
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DVD | Niente da nascondereUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 12 aprile 2006
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di Natalia Aspesi D di Repubblica
Nell’appartamento di un noto personaggio televisivo, lampade firmate, divani bianchi, pareti completamente foderate di libri, arriva un giorno una videocassetta: riproduce per un paio d’ore, a camera fissa, la facciata della sua casa, con l’andirivieni di auto e persone. Perché quell’oggetto anonimo, apparentemente innocuo, accompagnato dal disegno infantile di un bambino sanguinante, mette subito in allarme Georges Laurent (Daniel Auteuil)? Incomincia così Caché, tradotto in Niente da nascondere, il nuovo, come sempre crudele film dell'austriaco Michael Haneke, 61 anni, autore tra l’altro dello sconvolgente La pianista con un’esemplare Isabelle Huppert. » |
di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
C’è qualcosa di nascosto, nella vita di Georges Laurent (Daniel ‘Auteuil), qualcosa come un antico rimorso rifiutato e messo a tacere. Ma c’è qualcosa di nascosto anche nelle immagini di Niente da nascondere (Caché, Francia, Germania, Austria e Italia, 2005, 117’). Lo si sospetta fin dalla prima inquadratura, un lungo piano sequenza sull’esterno dell’abitazione dei Laurent. Il suo punto di vista, immobile, si direbbe quello di un occhio oggettivo, posto al di fuori della vicenda. La sensazione è confermata dal contrasto con la colonna sonora che, senza dubbio, “nasce” all’interno della casa. » |
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di Roberto Nepoti La Repubblica
Premiato a Cannes per la miglior regia, Niente da nascondere è contemporaneamente un thriller e una riflessione sul potere dell’immagine. Non a caso il protagonista, Georges, conduce un programma in tv. Un giorno cominciano ad arrivargli misteriose cassette: qualcuno spia la sua vita e gliela manda in video, circondata da un crescente alone di minaccia. Conducendo un’indagine in proprio, l’uomo scopre che l’anonimo persecutore è a conoscenza di un episodio poco edificante della sua infanzia, da lui stesso rimosso. » |
di Fabio Ferzetti Il Messaggero
L’Occidente opulento e i suoi sensi di colpa. La memoria individuale e collettiva come cantiere sempre aperto. Il passato come creazione incessante, perché per nazioni e individui è facile eliminare o abbellire episodi remoti. Ma quel che è stato è stato, e prima o poi la Storia, o la coscienza, ci presenta il conto. Con modi allarmanti da teatro della minaccia, la partitura serrata di Caché, “Nascosto”, dell’austriaco Michael Haneke, scava in due direzioni. Da un lato i recessi più torbidi della memoria. » |
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