La promesse

Un film di Luc Dardenne, Jean-Pierre Dardenne. Con Jérémie Renier, Olivier Gourmet, Assita Ouédraogo Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 93 min. - Belgio 1996. MYMONETRO La promesse * * * - - valutazione media: 3,08 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,08/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * 1/2 - -
 critican.d.
 pubblico * * * - -
Nel Belgio dei nostri giorni, Igor, un giovane che lavora con il padre in una piccola ditta di costruzioni, assiste a un incidente mortale capitato a ...
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L'esordio al cinema di finzione dei Dardenne: un film non 'umanitario' ma semplicemente umano
Giancarlo Zappoli     * * * 1/2 -

Provincia di Liegi. Il quindicenne Igor aiuta il padre Roger il quale 'importa' immigrati clandestini che destina poi ai cantieri. Un giorno arrivano dal Burkina Faso Assita e Seydou, moglie e figlio appena nato di Hamidou il quale è caduto in un cantiere ed è deceduto perché Roger si è rifiutato di portarlo in ospedale, temendo gli ispettori dell'immigrazione. Prima di morire l'uomo ha chiesto ad Igor di badare a sua moglie e a suo figlio. Ora il ragazzo vuole mantenere la promessa.
È un film percorso dagli spostamenti di Igor questo primo ingresso nel mondo del cinema di finzione (dopo un importante percorso da documentaristi) dei fratelli Dardenne. Quel suo andare dalla casa al cantiere e da questo all'officina in cui fa il garzone fino al locale con tanto di karaoke in cui sembra poter ritrovare una sintonia con suo padre è indicativo di una ricerca di un baricentro. In assenza di una figura materna e circondato da un universo di solitudini anche Igor è profondamente solo. Finisce così con il trovare in Assita non tanto l'extracomunitaria da assistere in un pamphlet paraumanitario quanto una madre e soprattutto una solitudine a cui tendere la mano. Con un rischio fondamentale: perdere il padre a cui è inevitabile opporsi per mantenere una promessa che al contempo implica fino all'ultimo una omissione. Igor non dice ad Assita che Hamidou è morto perché teme di perderla ma non può rimanere in silenzio per sempre.
In un mondo che sembra ormai anestetizzato nei confronti della sofferenza altrui Igor reagisce e i Dardenne ne seguono la crescita interiore senza lasciarsi mai tentare dal cercare di suscitare nello spettatore una commozione forzata. Il loro è uno stile al contempo partecipe e controllato che viene sostenuto dalle interpretazioni di Olivier Gourmet (destinato a divenire il loro attore feticcio per il quale, magari anche breve, ma c'è sempre un ruolo) e di Jéremie Renier che tornerà ancora con il suo fisico esile e con sua nervosa dinamicità ad abitare il loro cinema. Un cinema che sa come stare dalla parte degli ultimi senza falsi pietismi e senza occultarne le contraddizioni. Un cinema quindi non 'umanitario' ma, fin dall'esordio, semplicemente umano.

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Premi e nomination La promesse MYmovies
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La disperazione dell'immigrazione clandestina

lunedì 3 novembre 2014 di Filippo Catani

Liegi. Un giovane ragazzo aiuta il padre nel traffico di immigrati clandestini che lui ospita in baracche fatiscenti. Quando uno di loro cade rovinosamente da un'impalcatura e viene lasciato morire dal padre per evitare grane, il figlio decide di prendersi cura della famiglia del clandestino morto. Nonostante siano passati quasi vent'anni dalla realizzazione di questa pellicola da parte degli impegnati fratelli Dardenne, il tema che viene esplorato è ancora di drammatica attualità. continua »

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La remota promessa di una desolante modernità

lunedì 8 luglio 2013 di gianleo67

Piccolo imprenditore edile di Liegi mette sù un redditizio traffico di sfruttamneto dell'immigrazione clandestina dando lavoro e alloggio a disperati senza permesso di soggiorno di diversa nazionalità e grazie all'aiuto del figlio appena adolescente, apprendista meccanico e tuttofare. Quando un lavoratore di origini africane, per sfuggire ad un controllo, cade dall'impalcatura su cui stava lavorando, sceglie di non soccorrerlo e di occultarne successivamente il cadavere, continua »

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Il dramma dell'immigrazione clandestina

venerdì 24 gennaio 2014 di Luca Scial�

In una degradata Liegi, Roger, coadiuvato dal figlio Igor, gestisce l'arrivo e l'inserimento di immigrati clandestini. Tutto sembra scorrere come sempre, tra un'illecito e l'altro, finché durante un'ispezione, uno dei loro "curati" cade dall'impalcatura, ferendosi gravamente. Igor vuole chiamare l'ambulanza ma il padre, riflettendo su tutte le conseguenze che ciò avrebbe comportato, decide di seppellirlo semi-morto. La moglie lo attende, credendo continua »

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Un barlume di umanità esiste ancora

mercoledì 23 dicembre 2015 di andrejuve

“La promesse” è un film del 1996 diretto da Jean Pierre e Luc Dardenne. Igor è un giovane ragazzo che lavora come apprendista presso un’officina di macchine. Il ragazzo però trascura e denigra questo lavoro, in quanto la sua principale occupazione è quella di “socio in affari” con il padre  Roger. Quest’ultimo gestisce un’organizzazione illecita grazie alla quale riesce ad introdurre clandestinamente in Belgio i migranti continua »

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di Alessandra Levantesi La Stampa

In controtendenza rispetto al cinema belga di stampo surreale che attualmente ottiene tanti consensi nei festival internazionali, La promessa dei fratelli Luc e Jean-Pierre Dardenne (una coppia di cineasti con una ventennale esperienza nel documentario) è ambientato realisticamente nella degradata zona industriale fra Liegi e Seraing. Dove l’occhialuto Roger vive sfruttando con cinica spregiudicatezza il traffico e il lavoro nero degli emigranti clandestini, per lo più africani e profughi dell’ex Jugoslavia. »

di Marco Lodoli Diario

Di certe opere non riusciamo neppure a domandarci dove si nasconda la forza, dov’è il motore che fa girare tutto cosi bene, le guardiamo, le leggiamo e il tempo scorre veloce nell’emozione, come ragazzini con la bocca semiaperta seguiamo quelle vicende e neanche ci accorgiamo che accadono dentro a un film o a un libro: ci sembra che avvengano davanti a noi per la prima volta, proprio in quel preciso momento. L’azione inizia, avanza, si complica, si risolve, ed è impossibile sospettare che in origine ci siano state, se si tratta di un film, mille riunioni di sceneggiatura, infinite discussioni per arrivare a scegliere una soluzione piuttosto di un’altra, che attorno a quelle immagini possa esserci stato un set, direttori della fotografia, costumisti, truccatori, cavi, carrelli, gru, obiettivi, paghe e litigi: tutto ci appare cosi naturale che il lavoro per incanto svanisce e ciò che resta è solo un momento perfettamente depositato nella nostra vita. »

La promesse | Indice

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