Anno | 1996 |
Genere | Drammatico, |
Produzione | Belgio |
Durata | 93 minuti |
Regia di | Luc Dardenne, Jean-Pierre Dardenne |
Attori | Jérémie Renier, Olivier Gourmet, Assita Ouédraogo . |
Uscita | venerdì 21 marzo 1997 |
Distribuzione | Lucky Red |
Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
MYmonetro | 3,03 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 6 novembre 2014
Nel Belgio dei nostri giorni, Igor, un giovane che lavora con il padre in una piccola ditta di costruzioni, assiste a un incidente mortale capitato a ... In Italia al Box Office La promesse ha incassato 119 mila euro .
CONSIGLIATO SÌ
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Provincia di Liegi. Il quindicenne Igor aiuta il padre Roger il quale 'importa' immigrati clandestini che destina poi ai cantieri. Un giorno arrivano dal Burkina Faso Assita e Seydou, moglie e figlio appena nato di Hamidou il quale è caduto in un cantiere ed è deceduto perché Roger si è rifiutato di portarlo in ospedale, temendo gli ispettori dell'immigrazione. Prima di morire l'uomo ha chiesto ad Igor di badare a sua moglie e a suo figlio. Ora il ragazzo vuole mantenere la promessa.
È un film percorso dagli spostamenti di Igor questo primo ingresso nel mondo del cinema di finzione (dopo un importante percorso da documentaristi) dei fratelli Dardenne. Quel suo andare dalla casa al cantiere e da questo all'officina in cui fa il garzone fino al locale con tanto di karaoke in cui sembra poter ritrovare una sintonia con suo padre è indicativo di una ricerca di un baricentro. In assenza di una figura materna e circondato da un universo di solitudini anche Igor è profondamente solo. Finisce così con il trovare in Assita non tanto l'extracomunitaria da assistere in un pamphlet paraumanitario quanto una madre e soprattutto una solitudine a cui tendere la mano. Con un rischio fondamentale: perdere il padre a cui è inevitabile opporsi per mantenere una promessa che al contempo implica fino all'ultimo una omissione. Igor non dice ad Assita che Hamidou è morto perché teme di perderla ma non può rimanere in silenzio per sempre.
In un mondo che sembra ormai anestetizzato nei confronti della sofferenza altrui Igor reagisce e i Dardenne ne seguono la crescita interiore senza lasciarsi mai tentare dal cercare di suscitare nello spettatore una commozione forzata. Il loro è uno stile al contempo partecipe e controllato che viene sostenuto dalle interpretazioni di Olivier Gourmet (destinato a divenire il loro attore feticcio per il quale, magari anche breve, ma c'è sempre un ruolo) e di Jéremie Renier che tornerà ancora con il suo fisico esile e con sua nervosa dinamicità ad abitare il loro cinema. Un cinema che sa come stare dalla parte degli ultimi senza falsi pietismi e senza occultarne le contraddizioni. Un cinema quindi non 'umanitario' ma, fin dall'esordio, semplicemente umano.
Nel Belgio dei nostri giorni, Igor, un giovane che lavora con il padre in una piccola ditta di costruzioni, assiste a un incidente mortale capitato a un immigrato extracomunitario in un cantiere. Il padre di Igor, sfruttatore di mano d'opera clandestina, tenta di mettere a tacere l'accaduto, suscitando però nel figlio un sentimento di ribellione per la disumanità con la quale vengono trattati i lavoratori clandestini.
Liegi. Un giovane ragazzo aiuta il padre nel traffico di immigrati clandestini che lui ospita in baracche fatiscenti. Quando uno di loro cade rovinosamente da un'impalcatura e viene lasciato morire dal padre per evitare grane, il figlio decide di prendersi cura della famiglia del clandestino morto. Nonostante siano passati quasi vent'anni dalla realizzazione di questa pellicola da parte degli [...] Vai alla recensione »
Pellicola dal valore sociale indiscutibile, al netto di una mise en scène non priva di difetti. Le tematiche affrontate abbondano: superficialmente si ragiona sull'immigrazione e suoi scogli, il lavoro minorile, il rapporto tra sfruttatori e sfruttati e tra stranieri ed autoctoni; ad un livello più sotteraneo, nonché di maggior interesse, viene indagata la relazione tra genitori e figli, nello specifico [...] Vai alla recensione »
“La promesse” è un film del 1996 diretto da Jean Pierre e Luc Dardenne. Igor è un giovane ragazzo che lavora come apprendista presso un’officina di macchine. Il ragazzo però trascura e denigra questo lavoro, in quanto la sua principale occupazione è quella di “socio in affari” con il padre Roger.
Piccolo imprenditore edile di Liegi mette sù un redditizio traffico di sfruttamneto dell'immigrazione clandestina dando lavoro e alloggio a disperati senza permesso di soggiorno di diversa nazionalità e grazie all'aiuto del figlio appena adolescente, apprendista meccanico e tuttofare. Quando un lavoratore di origini africane, per sfuggire ad un controllo, cade dall'impalcatura [...] Vai alla recensione »
In una degradata Liegi, Roger, coadiuvato dal figlio Igor, gestisce l'arrivo e l'inserimento di immigrati clandestini. Tutto sembra scorrere come sempre, tra un'illecito e l'altro, finché durante un'ispezione, uno dei loro "curati" cade dall'impalcatura, ferendosi gravamente. Igor vuole chiamare l'ambulanza ma il padre, riflettendo su tutte le conseguenze [...] Vai alla recensione »
In controtendenza rispetto al cinema belga di stampo surreale che attualmente ottiene tanti consensi nei festival internazionali, La promessa dei fratelli Luc e Jean-Pierre Dardenne (una coppia di cineasti con una ventennale esperienza nel documentario) è ambientato realisticamente nella degradata zona industriale fra Liegi e Seraing. Dove l’occhialuto Roger vive sfruttando con cinica spregiudicatezza [...] Vai alla recensione »