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Il giardino segreto [2] |
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Un film di Agnieszka Holland.
Con Maggie Smith, Kate Maberly, Heydon Prowse, Andrew Knott, John Lynch.
continua»
Titolo originale The Secret Garden.
Drammatico,
Ratings: Kids+13,
durata 101' min.
- USA 1993.
MYMONETRO
Il giardino segreto [2]
valutazione media:
3,80
su
36
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Dopo Un prete da uccidere, Europa Europa e Olivier Olivier, torna la Holland specialista in melodrammi. Ma col peccato del manie...
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È la storia della decenne Mary Lennox che, accolta nel maniero di uno zio misantropo, vi riporta la gioia di vivere e riesce anche a rimettere in piedi il malandato cuginetto: la felicità è lì, a portata di mano, nel magico, inaccessibile giardino. Scritto nel 1910 da Frances Eliza Hodgson Burnett, sceneggiato da Caroline Thompson e prodotto dall'American Zoetrope di Francis Ford Coppola, il film è impeccabile per figurazione, ma non riesce quasi mai a prendere il volo, appesantito dall'eccessivo carico delle sue virtù decorative. Da non perdere la luce dei paesaggi dello Yorkshire e certi primi piani della piccola Maberly. Già filmato nel 1949.AUTORE LETTERARIO: Frances Eliza H. Burnett
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| Mary | |
| "Non morirai, devi essere convinto che tu starai bene e non morirai!" | |
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di Luigi Paini Il Sole-24 Ore
Nascosto dietro un muro di vegetazione inselvatichita c’è un luogo magico: è il giardino segreto. Riesce a scoprirlo la piccola Mary, protagonista del film omonimo che Agnieszka Holland ha tratto fal romanzo per bambini di Frances Hodgson Burnett. Siamo in una cupa dimora signorile dello Yorkshire: Mary vi è appena giunta dall’India, ospite del tenebroso zio, dopo che papà e mamma sono stati uccisi dal terremoto. Che tristezza! Prima la ragazzina, dal carattere assai scontroso, non si sentiva amata dai genitori; ora è addirittura confinata in una stanza del castello, accudita - si fa per dire - da un’arcigna governante (Maggie Smith). » |
di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
«Mi trovo, in sogno, nella casa dove sono nato. Al secondo piano, nell’ingresso che porta alla mia vecchia camera da letto, incontro un bambino biondo che aspetta lì. “Sei Bily?” chiedo. “Sono qualcuno per chiunque mi voglia bene”, risponde.» E questo un ricordo, dei tutto inaspettato, di William Burroughs: stranamente dolce, stranamente lontano dai mostri mutanti, dalle allucinazioni, dalle dure ironie dell’autore di Il pasto nudo (lo si trova, questo ricordo, in Il gatto in noi). Anzi, qualche lettore particolarmente critico potrebbe considerarlo troppo dolce per esser buona prosa. » |
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