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Un tranquillo week-end di paura |
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Un film di John Boorman.
Con Jon Voight, Ned Beatty, Burt Reynolds, Ronny Cox, Bill McKinney.
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Titolo originale Deliverance.
Drammatico,
durata 109' min.
- USA 1972.
MYMONETRO
Un tranquillo week-end di paura
valutazione media:
3,35
su
24
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Quattro cittadini, patiti dell'ecologia, decidono di passare una vacanza pionieristica scendendo in canoa un fiume selvaggio nel sud degli Stati Uniti.
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Quattro amici di Atlanta (Georgia) decidono di passare un weekend discendendo in canoa il fiume Chattooga che attraversa la valle della Cahula, prima che il paesaggio sia sconvolto dalla costruzione di una diga. La gita si trasforma in un incubo di violenza e di morte. Tratto da un romanzo di James Dickey che l'ha sceneggiato e che compare nel film nella piccola parte di uno sceriffo, il film svolge i temi del confronto tra natura e civiltà, tra mondo urbano e mondo rurale e della necessità della violenza individuale a contatto con la natura selvaggia. Quello dei quattro cittadini è un viaggio negli inferi dell'inconscio, del pre-storico, del mito in un contesto di dolore e di morte. Tra le diverse scene memorabili da citare almeno il duetto di banjo e chitarra all'inizio. Ottima fotografia di V. Zsigmond.AUTORE LETTERARIO: James Dickey
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premi nomination |
Premio Oscar 0 3 |
Golden Globes 0 5 |
Boorman ha rischiato di....affogare
martedì 1 aprile 2008
di Flegiàs TN
Come dice Michel Ciment (« Positif », 143, 1972), «allo stesso modo che in Point Blank, Hell in the Pacific, o in Leo the Last, Deliverance mostra il periplo di un individuo che si perde cercandosi, e finisce per ritrovarsi, modificato, ma chiuso nella medesima solitudine». Anche qui Boorman ha scelto di misurarsi con un genere: Deliverance è sostanzialmente un western, al quale si intreccia uno dei temi-chiave del cinema americano (ma anche di tutta la cultura occidentale), ossia quello del viaggio. La continua » |
Bello davvero!
martedì 17 ottobre 2006
di Riccardo
Un gruppo di amici decide di discendere in canoa un fiume in una zona impervia dei monti Appalachi, che di li a poco verrà sommersa da un lago artificiale. I quattro sono in cerca di emozioni e di qualcosa di veramente diverso dalla loro vita quotidiana di città, pensano di poter affrontare la natura selvaggia e di non aver problemi con gli abitanti del luogo, non sospettano minimamente i rischi che possono incontrare o forse credono che queste cose capitino solo nei film o si leggano sui giornali, continua » |
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La violenza corre nel fiume e nel sangue dell'uomo
martedì 21 aprile 2009
di andrea 47
premessa....intanto il film è tratto da uno scrittore che ha aiutato a fare la sceneggiatura con Boorman (inizio film è scritto).....e quindi il film segue molto bene in immagini il libro....conseguenza= film eccezionale nelle scene fotografiche e nella prima parte descrizione dei 4 protagonisti di varia estrazione sociale e caratteri diversi, venuti dalla città x farsi un tranquillo weekend nella natura che ,sarà poi distrutta dalla civiltà dell'uomo x esigenze economiche e di necessità(purtroppo).....la continua » |
Ritorno alla natura
martedì 7 settembre 2010
di michele95
In questo film tetro, e anche cattivo volendo, Boorman dà un'altra prospettiva al ritorno alla natura, mitizzato, negli anni sessanta e settanta come possibilità per ritrovare la felicità, ma anche dal cinema americano. Quattro borghesi, diversi tra loro, che decidendo di conoscere il selvaggio ne vengono aggrediti ferocemente. Ma questo film sembra anche dimostrare come sia debole la linea di confine tra "civile" e non. Dopo lo stupro tre di loro decidono di rifiutare la civiltà, rappresentata continua » |
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| I due Hillbilly a John Vaughan e Ned Betty | |
| "Vogliamo solo che arrampichiate le vostre carcasse nel bosco!" | |
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SOUNDTRACK | Un tranquillo week-end di pauraLa colonna sonora del film
Disponibile on line da lunedì 11 gennaio 1988
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di Walter Veltroni
La violenza è il convitato di pietra della nostra esistenza quotidiana. Si nasconde persino nella natura verde e accogliente. Appare, improvvisa, anche quando si lascia la città’ per andare a trascorrere un tranquillo weekend sui monti Appalachiani. L’uomo è più cattivo e violento della natura. Ma la natura non è rifugio solido alla umana brutalità. Quattro amici si infilano in un viaggio dell’orrore. Risalgono con la canoa un fiume destinato a morire. Ma il loro diventa un viaggio verso l’orrore. » |
di Alberto Moravia
Quattro giovanotti di città, Eddie, Bobby, Lewis e Drew decidono di tornare, per un weekend, alla vita primitiva dei pionieri, discendendo in canoa il fiume Chattooga, ai confini della Georgia e della Carolina del Sud. Per essere più intonati alla loro idea della primitività, i quattro non portano armi, soltanto archi e frecce, come gli indiani che ancora due secoli or sono popolavano quel territorio. Ma giunti in macchina alla sperduta località da cui inizieranno il viaggio, i quattro cominciano ad accorgersi che la regione così bella e, apparentemente, così intatta, in realtà è decrepita. » |
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di Claude Beylie
Per disintossicarsi dei miasmi urbani, quattro americani di città organizzano una discesa in canoa del fiume Catooga, nella Georgia del Nord. I luoghi sono selvaggi, come la popolazione. La discesa si trasforma in un incubo: uno dei giovani, Bonny, viene violentato da un monta-nano; un altro, Lewis, si rompe una gamba; un terzo, Drew, annega nelle rapide. Dopo essersi piegati, volenti o nolenti, alla duna legge della foresta, i tre sopravvissuti tornano verso la civiltà, ma il ricordo della loro avventura non li abbandonerà così presto. » |
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