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mercoledì 16 agosto 2017

Vanessa Paradis

Quel sorriso imperfetto che ha stregato il pirata

44 anni, 22 Dicembre 1972 (Capricorno), Saint-Maur-des-Fossés (Francia)
occhiello
Vorrei tanto sapere una cosa... Le costerebbe tanto sorridere una volta?
dal film La ragazza sul ponte (1999) Vanessa Paradis è Adele
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Vanessa Paradis

Come rendere la seduzione un business con Il truffacuori.

Inganni del cuore e balli proibiti

martedì 8 febbraio 2011 - Edoardo Becattini cinemanews

Inganni del cuore e balli proibiti In tempi di business agonistico e di crisi economica, è molto probabile che arte della finzione e arte della seduzione tendano a combaciare. Non è un caso, d'altronde, che si faccia un gran parlare in questi giorni di Rubacuori di nome (d'arte) e di fatto, mestieranti dell'adescamento che han reso titoli come Le regole dell'attrazione o Attrazione fatale più adatti alle pagine della cronaca politica che ad un film di finzione. Anche il cinema contemporaneo ha i suoi adulatori di professione e quel che essi vanno raccontandoci da qualche anno è che i nuovi Casanova, Don Giovanni e Valmont sarebbero oggi piccoli imprenditori della fascinazione o affaristi dell'ars amatoria. In Hitch, Will Smith era un “dottor rimorchio”, esperto pianificatore di incontri amorosi per uomini timidi e impacciati. Ne L'uomo perfetto, l'attore disoccupato Riccardo Scamarcio si improvvisava gigolò per mandare a monte un matrimonio. Il Romain Duris de Il truffacuori è un po' l'uno e un po' l'altro: un po' speculatore degli umani sentimenti e un po' frantumatore di coppie a cottimo, un po' businessman spregiudicato e un po' commediante sornione. Come racconta lui stesso in quella sorta di lungo prologo-spot che apre il film: “In una coppia, ci sono tre tipi di donne: quelle felici, quelle infelici ma che tengono alta la testa e quelle infelici ma incapaci di ammetterlo. Queste ultime sono alla base dei miei affari”. Il capitalismo creativo trova nuovi campi d'azione nei rapporti insoddisfacenti grazie a parenti o amici scontenti della relazione.

Colpo grosso
L'approccio dell'impresa Duris & Co. prevede l'allestimento di scenari romantici e la recita di dialoghi trasognanti prelevati dai più noti luoghi comuni del cinematografo. Niente che abbia pretesa di decostruzione, sia ben chiaro, o che non risulti protetto da uno spesso esoscheletro morale. Ma prima di arrivare verso la fine e “scoprire” che non si può fingere o speculare sul vero amore, si gioca amabilmente con i cliché del cinema contemporaneo esibendo paesaggi esotici o lussuosi, simulando sequenze d'azione o di spionaggio, mettendo in scena continui mascheramenti e trasformismi. In un certo senso, Il truffacuori dà la sensazione di una commedia romantica che si finge un heist movie. Pascal Chaumeil gira un film sentimentale come fosse il racconto di una rapina, come se il nuovo colpo della banda di Ocean's Eleven fosse allestire un remake di Dirty Dancing. Il principio è che l'insieme vale più della somma delle parti e che lo spirito di squadra si crea in base a una sinergia di connotati glamour, atteggiamenti affabili e una gaia e disinvolta esuberanza fra diversi caratteri. Anche se gran parte del film si svolge a Monaco, il vero colpo grosso non è la rapina a un casinò di Montecarlo, ma poter vedere Romain Duris e Vanessa Paradis danzare sulle note di “I've had the time of my life” all'interno di un ristorante italiano. Guardare il giovane scrittore in Erasmus de L'appartamento spagnolo e la bambola eterea dal fascinoso diastema de La ragazza sul ponte imitare i passi di Patrick Swayze e Jennifer Grey, è un po' come vedere George Clooney e Brad Pitt reinventare i duetti fra Frank Sinatra e Dean Martin: un gioco di ruolo per mattatori in cui è difficile distinguere quale sia la stella che brilli di luce riflessa, ovvero se trovi più gloria l'imitatore o l'imitato.

Passo a due
Certo, nel caso de Il truffacuori, il ballo sensuale di Dirty Dancing è un riferimento tanto notorio e diretto quanto rischioso, considerando la popolarità del film e di uno quei brani immancabili nella playlist di qualunque festa anni Ottanta. Considerando la pletora di romantici e accaniti sostenitori plurigenerazionali che il film porta con sé da più di vent'anni, ogni riferimento è difficile almeno quanto la celebre presa dell'angelo del finale del film. Ma se ben condotta è la mossa ideale per chiudere il colpo, lo scenario più adatto per allestire l'inganno e muovere il gioco della seduzione con lo spettatore. Il tempo di far ricordare che “non si mette Baby in un angolo”, di far scendere qualche lacrima, di dire “meriti di meglio”, è l'affare è fatto.

   

11 donne a Parigi

* * - - -
(mymonetro: 2,00)
Un film di Audrey Dana. Con Isabelle Adjani, Alice Belaïdi, Laetitia Casta, Audrey Dana, Julie Ferrier.
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Genere Commedia, - Francia 2014. Uscita 03/12/2015.

Gigolò per caso

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,96)
Un film di John Turturro. Con John Turturro, Woody Allen, Sharon Stone, Sofía Vergara, Vanessa Paradis.
continua»

Genere Commedia, - USA 2013. Uscita 17/04/2014.

Un mostro a Parigi

* * * - -
(mymonetro: 3,39)
Un film di Bibo Bergeron. Con Mathieu Chedid, Vanessa Paradis, Gad Elmaleh, François Cluzet, Ludivine Sagnier, Julie Ferrier.
continua»

Genere Animazione, - Francia 2011. Uscita 22/11/2012.

Il truffacuori

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,91)
Un film di Pascal Chaumeil. Con Romain Duris, Vanessa Paradis, Julie Ferrier, François Damiens, Helena Noguerra.
continua»

Genere Commedia, - Francia, Principato di Monaco 2010. Uscita 11/02/2011.

La ragazza sul ponte

* * * - -
(mymonetro: 3,46)
Un film di Patrice Leconte. Con Vanessa Paradis, Daniel Auteuil, Luc Palun, Frederic Pfluger, Demetre Georgalas, Molly Picon
Genere Commedia, - Francia 1999.
Filmografia di Vanessa Paradis »

giovedì 13 luglio 2017 - La 70esima edizione incrementa l'innovazione. A rappresentare l'Italia, tra gli altri, Marco Tullio Giordana, Francesca Comencini, Marco Bellocchio.

70 Locarno Festival, la sperimentazione continua

Emanuele Sacchi cinemanews

70 Locarno Festival, la sperimentazione continua "Chi può permettersi oggi di fare il critico?". Una domanda provocatoria, nello stile a cui il carismatico presidente del Festival del Film Locarno, Marco Solari, ci ha ormai abituato. "Locarno non può certo diventare un festival senza giovani...". Una preoccupazione condivisa e condivisibile: l'animo audace e intraprendente che caratterizza la kermesse elvetica deve rimanere immutato e dimostrarsi più forte di ogni crisi. E a giudicare dal programma e dalle iniziative collaterali presentate, questa 70.ma edizione ha tutta l'aria di confermare, anzi di incrementare le caratteristiche di innovazione e sperimentazione.
Un cambiamento tangibile: tre sale sono infatti nuove e una di queste, il Gran Rex, è il risultato della ristrutturazione dell'antico Ex Rex, luogo-simbolo che ha ospitato le indimenticabili retrospettive locarnesi. Ulteriore innovazione quella dei Locarno Talks, incontri su argomenti trasversali, ai limiti dell'off topic, ma stimolanti e di interesse extra-cinematografico. Il tema di questo primo lotto di incontri sarà la casa, nelle sue molteplici declinazioni: a sviscerarlo saranno ospiti di provenienza eterogenea, come il magistrato svizzero Carla Del Ponte, l'architetto del Burkina Faso Diébédo Francis Kéré, o la strana coppia formata dalla musicista ultra-trasgressiva Peaches e da un astrofisico.
Il programma pesca tra i nomi più stimolanti del cinema sperimentale e del documentario, tra autori dallo stile personale e nomi nuovi, ancora ignoti ai non addetti ai lavori. Italia e Francia sono grandi protagoniste. A rappresentarci Marco Tullio Giordana e Francesca Comencini nella selezione di Piazza Grande, mentre in Concorso ci sarà Gli asteroidi di Germano Maccioni. Giovanni Columbu - autore del bellissimo e poco noto Su Re - arricchisce la sezione Signs of Life con il suo Surbiles e Marco Bellocchio porta un cortometraggio inedito sulla sua Bobbio. La Francia, dal canto suo, vanta ospiti come Mathieu Amalric, Mathieu Kassovitz, Vanessa Paradis e Isabelle Huppert.
Oggetto della retrospettiva sarà Jacques Tourneur, con la possibilità di godere su grande schermo delle emozioni immortali di Ho camminato con uno zombi o di un noir magnetico come Le catene della colpa. Il noir si insinua anche in Concorso, con l'atteso Gemini, in una L.A. ellroyana, che vede nel cast la star nascente Zoe Kravitz. Ben quattro i film statunitensi in concorso: tra questi Lucky, con Harry Dean Stanton e David Lynch, per una volta in veste di attore. Difficilmente l'autore di Twin Peaks sarà a Locarno, mentre sulla presenza di Stanton scherza il direttore artistico Carlo Chatrian: "Per averlo da noi bisogna trovare un aereo che gli permetta di fumare".
Una delle sorprese più preziose di questa edizione è il ritrovamento di un film postumo, considerato perduto, di Raúl Ruiz. Un'opera iniziata nel 1990, restaurata e completata oggi dalla compagna Victoria Sarmiento: un racconto sul Cile devastato dalla dittatura di Pinochet, in forma di telenovela. Coraggiosa la decisione di inserire il film in Concorso e invitare la giuria presieduta da Olivier Assayas a considerarlo alla stregua degli altri titoli. Infine un omaggio a Jean-Marie Straub e al suo cinema intransigente, ostico, oggi riscoperto dalle nuove generazioni come precursore del digitale, e progetti curiosi che riguardano Iggy Pop e Zinedine Zidane. Ma, come al solito, le autentiche scoperte avverranno in sala, mettendosi continuamente alla prova con le selezioni del settantenne Festival locarnese.

   

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