Si può raccontare un quartiere, una città e un difficile momento storico partendo dal tennis da tavolo?
Sì, se nei giardini di piazza Vittorio Emanuele II, cuore del quartiere più multietnico di Roma, appaiono due tavoli da ping-pong in muratura. Perché allora, complice la pandemia, accade un fatto insolito: intorno a quei tavoli si forma una comunità di pongisti, la più varia che si possa immaginare, per età, provenienza, colore della pelle, lingua, religione. Un gruppo di diverse decine di persone che si sono appassionate al gioco e hanno stretto tra loro un legame profondo.
Attraverso le loro voci, le loro storie, compiamo un piccolo viaggio nella contemporaneità e nel malessere quotidiano.