La classe operaia va all'inferno documenta la vita dei familiari e dei colleghi degli operai morti nel rogo della Thyssen, le mille difficoltà materiali che acompagnano e seguono le tragedie personali, la solitudine e l'isolamento una volta che i riflettori dei media si sono spenti, la speranza di ottenere giustizia a lavoro e il senso d'impotenza che spesso l'accompagna. Due capitoli allargano il discorso ad una tragedia dimenticata, l'esplosione del Molino Cordero, e ad una tragedia inimmaginabile, i ragazzi rumeni ridotti in schiavitù nei sotterranei di Torino.
La classe operaia va all'inferno propone un punto di vista autentico (e inedito) sull'economia reale del paese, entrando nel cuore delle famiglie operaie che ne rappresentano un fulcro oggi sconosciuto, e mostrandone le condizioni di vita e di lavoro ormai divenute impossibili. La mitica classe operaie degli Anni '50 - '70 non c'è più; al suo posto, decine e centinaia di migliaia di donne e di uomini vivono senza identità turni di lavoro massacranti, in condizioni di sicurezza inesistenti, con salari che non bastano a raggiungere la terza settimana del mese.