| Anno | 2026 |
| Genere | Commedia |
| Produzione | Italia |
| Regia di | Carlo Verdone |
| Attori | Carlo Verdone, Vittoria Puccini, Lino Guanciale, Karla Sofía Gascón, Beatrice Arnera Euridice Axen, Sonia Barbadoro, Camilla Bianchini, Duccio Camerini, Elisa Di Eusanio, Guglielmo Favilla, Jacopo Garfagnoli, Irene Girotti, Pia Lanciotti, Matilde Piana, Lilith Primavera, Romano Reggiani, Lucia Rossi, Arianna Serrao, Luca Seta, Cinzia Susino. |
| MYmonetro | 2,37 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 3 aprile 2026
Una love coach aiuta sei persone diverse a navigare le proprie insicurezze e difficoltà sentimentali, guidandole verso una maggiore consapevolezza emotiva.
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CONSIGLIATO NÌ
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Ortensia è una guru che tiene un workshop molto gettonato sulla seduzione. Quello che dovrebbe diventare il suo ultimo gruppo di studenti è composto da Clemente, musicista in pensione che ha messo da pate la speranza di trovare l'anima gemella; Bruno, professore di Storia che vive ancora con la madre e pensa di essere invisibile per le donne; Giuliana, infermiera che vorrebbe riconquistare il proprio marito distratto; Gaia, libraia lesbica logorroica e convinta di portare sfortuna; Emanuele, un bel ragazzo silenzioso che appunta tutto su un misterioso quadernino; e Adele, una content creator specializzata nel raccontare "i malesseri", ovvero gli uomini deludenti che incontra, e che si è iscritta al workshop con il preciso scopo di "sputtanare" la guru della seduzione. Questa compagine male assortita cercherà di risolvere i propri problemi e, forse, diventerà una piccola comunità solidale.
A sei anni di distanza da Si vive una volta sola, investito in pieno dal lockdown dovuto al Covid, e dopo le quattro stagioni della sitcom Vita da Carlo, con Scuola di seduzione Carlo Verdone torna alla regia di un lungometraggio, benché in uscita solo sulla piattaforma Paramount+, e riprende il format del suo Ma che colpa abbiamo noi del 2003, che metteva insieme un gruppo di pazienti affetti da varie difficoltà psicologiche.
Qui il disagio comune è quello sentimentale e i legami che si creano fra i componenti del gruppo costituiscono la dinamica principale del racconto.
Il cast corale fa del suo meglio per rendere avvincenti le problematiche individuali così come le loro relazioni interpersonali. Purtroppo però Verdone, insieme ai suoi sceneggiatori di fiducia Pasquale Plastino e Luca Mastrogiovanni (già parte del team di scrittura di Vita da Carlo), sembra mancare di ispirazione e rispolverare un vecchio copione che ripete cliché già visti, non solo nel cinema di uno degli attori-registi più amati del nostro Paese. Il suo Clemente è una reiterazione del "personaggio Verdone", ovvero il brav'uomo borghese di buon senso e di immancabile prudenza, e anche gli altri personaggi in scena sono formulaici e molto già visti. Inoltre il ritmo di commedia appare sfiatato e manca di quelle punte (malin)comiche che hanno distinto la carriera di Verdone, ritaglliandogli uno spazio personale di tutto rispetto nel panorama cinematografico italiano.
All'interno del cast si distinguono Euridice Axen nei panni della tenera Gaia, Elisa Di Eusanio in quelli della vicina di casa dominatrix, e la coppia Lino Guanciale-Vittoria Puccini nei ruoli garbati di Bruno e Giuliana, mentre Carla Sofia Garcon fa del suo meglio per esprimersi in un italiano comprensibile e aggiungere pathos al personaggio di Ortensia, cui tocca un monologo che attinge all'esperienza personale dell'attrice. Anche i siparieti fra Verdone e Guanciale lasciano intravvedere le possibilità future di un duo comico inedito.
Ma nell'insieme Scuola di seduzione appare una commedia sentimentale stanca e sfilacciata, con sottotrame, come quella che riguarda Clemente e l'influencer Adele, che forse avrebbero dovuto costituire la linea narrativa principale. Anche le domande che rappresentano i passaggi della terapia prescritta dalla guru della seduzione avrebbero meritato ciascuna un maggiore sviluppo narrativo e un tentativo di risposta (drammaturgica) più efficace e coinvolgente: "Chi sei?", "Che cosa vuoi?", "Fino a dove ti spingeresti?", "Sei bravo a perdere?", fino al domandone finale: "Che cos'è l'amore?".
Commedia drammatica, o dramma travestito da commedia, fate vobis, come spessissimo avviene nel cinema malinconico di Carlo Verdone, che questa volta ci offre la psicanalisi di gruppo, come già era accaduto in Ma che colpa abbiamo noi (id.; 2003) e quale arma in difesa di questi tempi moderni. Ma se in quel caso erano le idiosincrasie personali, i dubbi che attanagliavano ciascun paziente, [...] Vai alla recensione »
Dopo la parentesi seriale (sempre per Paramount+) di Vita da Carlo, in cui era interprete di un'ipotetica versione di se stesso (come insegna il Larry David di Curb Your Enthusiasm e come poi han fatto in molti anche in Italia, da Fabio Volo a Maccio Capatonda), Verdone torna al cinema, pardon, al "film per lo streaming", come era successo suo malgrado, per vicissitudini legate alla pandemia, anche [...] Vai alla recensione »
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