Good Boy

Film 2025 | Horror, Drammatico, V.M. 14 110 min.

Titolo originaleHeel
Anno2025
GenereHorror, Drammatico,
ProduzionePolonia, Gran Bretagna
Durata110 minuti
Al cinema40 sale cinematografiche
Regia diJan Komasa
AttoriStephen Graham, Andrea Riseborough, Anson Boon, Callum Booth-Ford, Austin Haynes Kit Rakusen, Savannah Steyn, Monika Frajczyk.
Uscitavenerdì 6 marzo 2026
TagDa vedere 2025
DistribuzioneFilmclub Distribuzione
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14
MYmonetro 3,04 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Jan Komasa. Un film Da vedere 2025 con Stephen Graham, Andrea Riseborough, Anson Boon, Callum Booth-Ford, Austin Haynes. Cast completo Titolo originale: Heel. Genere Horror, Drammatico, - Polonia, Gran Bretagna, 2025, durata 110 minuti. Uscita cinema venerdì 6 marzo 2026 distribuito da Filmclub Distribuzione. Oggi tra i film al cinema in 40 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 - MYmonetro 3,04 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 4 marzo 2026

Dopo una notte di eccessi, Tommy, 19 anni, si ritrova prigioniero di una famiglia che vuole "rieducarlo": presto vittima e carnefice si confondono. Il film è stato premiato a Roma Film Festival, Good Boy è 27° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 2.242,00 e registrato 2.754 presenze.

Consigliato sì!
3,04/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,07
PUBBLICO
CONSIGLIATO SÌ
Un film che riflette in toni metaforici sul confine tra libertà e coercizione, comunità e isolamento.
Recensione di Roberto Manassero
venerdì 19 settembre 2025
Recensione di Roberto Manassero
venerdì 19 settembre 2025

Tommy, diciannovenne sregolato di Londra, passa con gli amici una notte folle, tra droghe, locali, sesso e violenza estemporanea. Tornando a casa esausto e soddisfatto, viene inspiegabilmente sequestrato. L'autore dell'azione è un uomo apparentemente mite, un padre di famiglia che vive in campagna con la moglie e il figlio adolescente e da poco ha assunto un'immigrata irregolare come donna di servizio. La sua intenzione, condivisa dal resto della famiglia, è quella di incatenare Tommy nello scantinato e costringerlo a diventare un "bravo ragazzo". Inizialmente sconvolto, poco alla volta Tommy dovrà scegliere tra la fuga e la redenzione.

Tra Kubrick, Haneke e Lanthimos, il polacco Komasa gira una coproduzione internazionale che riflette in toni chiaramente metaforici sul confine labile tra libertà e coercizione, comunità e isolamento.

Il destino della "vittima colpevole" Tommy - figura riconducibile ad Alex di Arancia meccanica, ugualmente dedita al piacere e alla violenza - è quello di subire un lavaggio del cervello con nuova cura Ludovica. Incatenato in uno scantinato, Tommy osserva le sue gesta violente e gratuite orgogliosamente caricate in rete e alla lunga reagisce con un disgusto che non è visivo - come invece succedeva al personaggio creato da Anthony Burgess e Kubrick - ma morale. Tommy arriva a comprendere l'immoralità delle sue azioni, o quantomeno a coglierne le conseguenze, perché si riconosce in un'analoga condizione di coercizione e impotenza. L'interesse di Komasa e degli sceneggiatori Bartek Bartosik e Naqqash Khalid non è dunque per l'esplorazione del piacere della visione (cosa che fa di Arancia meccanica un film perennemente attuale), ma per la distanza che separa il gesto violento dal suo rifiuto; e prima ancora per la differenza tra libertà e interesse.

In altre parole: nel caso si redimesse dai suoi peccati, Tommy lo farebbe per reale comprensione o semplicemente per liberarsi dalle catene? L'aspetto centrale del film diventa il rapporto fra il prigioniero e i suoi carcerieri, i quali vivono isolati in una grande villa immersa nella brughiera inglese e dai toni chiaramente simbolici (come una zona franca in cui il patto sociale è saltato) e impongono un'idea di felicità fondata su buone maniere e rispetto, responsabilità e punizione, a un ragazzo malvagio ma privato della libertà.

Sotto gli occhi di un'ulteriore figura esterna (una ragazza macedone chiamata dai carcerieri di Tommy a fare da ideale spettatrice del loro spettacolo di rieducazione), il prigioniero guadagna spazio e affetto, comprende ragioni e interessi degli altri, ma nonostante ciò rimane incatenato. Il rimando evidente diventa allora il cinema di Lanthimos (Doogtooth, Il sacrificio del servo sacro) e prima ancora di Haneke (Benny's Video, Funny Games), come del resto facevano già pensare altri film di Komasa come The Hater o Corpus Christi, in cui la riflessione sul rapporto fra identità individuale e collettiva, fra la libertà del singolo e le imposizioni di una società, assumeva toni grotteschi e paradossali.

Ciò che però manca al regista polacco per raggiungere i suoi modelli è un'idea di messinscena altrettanto forte. Le composizioni geometriche dei registi citati (per non parlare della messinscena di Kubrick, sempre sospesa fra ragione e caos) esprimono la rigidità mentale del pensiero assolutista, mentre in Good Boy la messinscena rimanda a lavori come Saltuburn di Emerald Fennell, in cui il contrasto tra l'eleganza inglese e la violenza dei gesti è espresso dai colori, dai toni ironici e tragici di una fiaba morale. A tale effetto contribuiscono anche gli interpreti, in particolare Stephen Graham e Andrea Riseborough (rispettivamente il padre e la madre della famiglia di moralista sequestratori), la cui mitezza e anonimità nasconde l'orrore delle buone intenzioni.

Good Boy non è un film piatto, né tantomeno scontato: l'idea della struttura in ferro che permette a Tommy di muoversi per casa incatenato è ad esempio notevole. Eppure la sua evidenza metaforica ne fa un film prigioniero di un'idea troppo forte. Un film a tesi, incapace di dare allo spettatore la libertà di considerarlo qualcosa di diverso da ciò che è. Al suo interno, insomma, siamo tutti prigionieri.

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RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 5 marzo 2026
Fabrizio Croce
Close-up

Partendo dall'ottica deformante in chiave paradossale e grottesca della realtà secondo una poetica vicina alla "Nouvelle Vague" polacca, Jan Komasa realizza con Good boy il suo primo film anglofono con il supporto di una co-produzione d'autore: Jerzy Skolimowski, a proposito di cattivi maestri, e Jeremy Thomas, figura chiave per il crocevia delle culture cinematografiche europee.

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GUARDA L'INIZIO
mercoledì 4 marzo 2026
 

Un'opera che riflette sul confine labile tra libertà e coercizione, comunità e isolamento. Con Stephen Graham. Dal 6 marzo al cinema. Guarda l'inizio »

NEWS
lunedì 2 marzo 2026
 

Dopo una notte di eccessi, Tommy, 19 anni, si ritrova prigioniero di una famiglia che vuole "rieducarlo": presto vittima e carnefice si confondono. Vai all'articolo »

TRAILER
giovedì 12 febbraio 2026
 

Regia di Jan Komasa. Un film con Stephen Graham, Andrea Riseborough, Anson Boon, Callum Booth-Ford, Austin Haynes. Da venerdì 6 marzo al cinema. Guarda il trailer »

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