| Anno | 2023 |
| Genere | Documentario, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 128 minuti |
| Regia di | Mario Martone |
| Attori | Massimo Troisi . |
| Uscita | giovedì 23 febbraio 2023 |
| Tag | Da vedere 2023 |
| Distribuzione | Medusa, Vision Distribution |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 4,00 su 30 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 21 febbraio 2023
In occasione del 70° anniversario della nascita dell'indimenticabile Massimo Troisi, docufilm che ne racconta il mito e la genialità tramite materiali inediti. Il film ha ottenuto 2 candidature e vinto un premio ai David di Donatello, In Italia al Box Office Laggiù qualcuno mi ama ha incassato 507 mila euro .
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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Mario Martone torna ad incontrare, dopo averlo fatto nella vita, Massimo Troisi riproponendolo a chi 'c'era' quando entrava progressivamente nelle case (con la televisione) e nel cuore (con il cinema) degli italiani di qualsiasi latitudine e anche a chi è venuto dopo. Lo fa attraverso un percorso nella sua carriera di attore e di regista ma anche in quella di uomo con il suo carattere schivo ma estremamente sensibile. Ne ricostruisce il lavoro e le passioni tramite le testimonianze di chi, come Anna Pavignano, lo ha amato e ne ha condiviso il percorso di scrittura e di molti altri che ne hanno apprezzato la genialità e l'arte.
A settanta anni dalla nascita Troisi viene ricordato in un'opera che coglie tutte i molteplici aspetti del suo essere uomo ed artista.
Ci sono tre elementi che vanno presi in considerazione quando si pensa a questo film che raccoglie sequenze di spettacoli televisivi, di interviste di Massimo, di testimonianze di vario tipo tutte finalizzate a ri-scoprire una figura fondamentale del mondo dello spettacolo italiano e non solo (chi ha avuto modo di vedere i suoi film doppiati in altre lingue ha davvero vissuto esperienze uniche). I tre elementi sono: il regista e le due parti in cui si può dividere il titolo. Il regista: Mario Martone. Era necessario per questo omaggio un regista 'serio' come Martone che non si è mai lasciato andare alla comicità e quando vi si è avvicinato (con Qui rido io) il suo obiettivo era scavare in profondità in una persona divenuta personaggio come Scarpetta. Qui la sua è un'indagine sulla persona di cui ha ammirato e ammira (basta vedere come gli brillano gli occhi quando ne parla) le qualità. Siano esse artistiche od umane. Poi non va dimenticato che la sua opera prima è Morte di un matematico napoletano e la prima notte di quiete è stata al centro di più di una riflessione di Massimo, consapevole sin dalla giovane età della propria non leggera cardiopatia. Poi c'è il titolo. Con quel 'laggiù' che non vuole solo essere un banale capovolgimento di un titolo di film famoso. Quel laggiù è un avverbio di luogo che per molti si identificava con Napoli e che invece Massimo voleva allargare a una condizione di disagio esistenziale che poteva prendere le mosse da Napoli (anzi da San Giorgio a Cremano come teneva a puntualizzare) per allargarsi a un'intera generazione ed andare oltre. Bene fa Martone quando indugia sui volti di giovani che assistono all'aperto alla proiezione di un film di Troisi cogliendone la sorridente partecipazione emotiva. Infine quel 'mi ama' che sta al centro di tutto il percorso di scrittura, che poi significa di vita, del Troisi regista ed attore. La complessità del sentimento amoroso che porta sugli schermi può far ridere grazie ad un sagace processo di attesa e di accumulo ma poi ha un rilascio lento di profonda malinconia che spinge chi guarda ad osservarsi nell'intimo.
Questo grazie all'incontro (su più piani) con Anna Pavignano che qui fa da preziosa testimone nonché fornitrice di documenti totalmente inediti e molto interessanti. Martone, sin dalle prime battute, lo paragona a Truffaut mostrando le prove dell'affinità che sussisteva tra i due e che emerge dalle loro opere. Sul versante del sentimento avrebbe potuto paragonarlo ad un altro grande francese, poeta come il Neruda de Il postino l'ultimo film fortemente, si potrebbe dire strenuamente, voluto da un Massimo provato dalla malattia: Jacques Prevert. Perché in ogni film di Troisi è sempre presente "questo amore così fragile".
Sono appena uscito da una sala dove proiettavano Laggiù qualcuno mi ama, ultimo lavoro di Martone dedicato a Massimo Troisi a 70 anni dalla sua nascita. Il titolo parafrasa la celebre opera di Robert Wise e il "laggiù" è un chiaro riferimento alle origini dell’artista. Il nuovo lavoro di Martone è una sorta di docufilm, materiale assai viscido [...] Vai alla recensione »
Mario Martone uno e due. Ha debuttato la scorsa settimana al Teatro Strehler di Milano con la sua vitale e modernizzatissima versione del Romeo e Giulietta shakespeariano, forte di una compagnia di giovani di contagioso entusiasmo, sorretti, nel vero senso della parola, da uno splendido, gigantesco "albero della vita" progettato e costruito da Margherita Palli, unica, onnipresente, multifunzionale [...] Vai alla recensione »