Amor

Film 2023 | Documentario 101 min.

Anno2023
GenereDocumentario
ProduzioneItalia, Lituania
Durata101 minuti
Regia diVirginia Eleuteri Serpieri
TagDa vedere 2023
MYmonetro 3,50 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Virginia Eleuteri Serpieri. Un film Da vedere 2023 Genere Documentario - Italia, Lituania, 2023, durata 101 minuti. - MYmonetro 3,50 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 28 agosto 2023

Una sera d'estate di molti anni fa Roma è deserta: una donna, Teresa, raggiunge il Tevere e si lascia andare alla sua corrente. Gli abissi la inghiottono e la figlia Virginia attraversa la città per salvarla. In Italia al Box Office Amor ha incassato 81 .

Consigliato sì!
3,50/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,50
PUBBLICO
CONSIGLIATO SÌ
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Cinema
Trailer
L'assenza materna sublimata dall'immaginazione di una Roma acquatica e di un pianeta della cura. Un esordio sorprendente.
Recensione di Raffaella Giancristofaro
domenica 10 settembre 2023
Recensione di Raffaella Giancristofaro
domenica 10 settembre 2023

"Chiudete gli occhi e pensate a Roma. Cosa vedete? Un monumento? Una strada? Una piazza? Ci sono le persone? Io quando penso a Roma vedo mia madre". Sono tra le prime parole della voce fuori campo che accompagna lo spettatore attraverso Amor. A parlare in prima persona è la regista, Virginia Eleuteri Serpieri, classe 1974, romana, diplomata in tecnica del suono al Centro Sperimentale di Cinematografia. Era una sera di luglio del 1998 quando sua madre Teresa uscì di casa per l'ultima volta. Il suo corpo venne poco dopo ritrovato nel Tevere. Venticinque anni dopo, la regista torna ai motivi di quell'atto e al loro rapporto. Per raccontarli in linguaggio cinematografico, non percorre la strada già battuta del video diario cronologico, ma reinventa un (doppio) mondo a partire dalla metafora della relazione, identica e speculare, rivelata progressivamente, tra il fiume e la città.

In un incedere a strappi, e lungo un arco temporale molto esteso, il film si fa quindi discesa vertiginosa tra le acque del Tevere, i suoi miti fondativi, i cittadini che lo hanno frequentato e ancora lo abitano, le architetture di palazzi che sono navi, i precedenti storici di alluvioni, le vie d'acqua d'ingresso alla città. E ovviamente, il catalogo sterminato, quasi debordante, di monumenti, sculture, fontane, reperti artistici che la capitale generosamente offre agli occhi di tutti.

Amor dà forma cinematografica alla mancanza di un oggetto d'amore perso precocemente, e fa dialogare tra loro materiali dalle provenienze più varie: archivi familiari, filmati istituzionali, fotografie, incisioni, riproduzioni di dipinti, cartoline, e soprattutto sequenze girate oggi in pellicola Super8mm, ad aggiungere un livello estetico e temporale all'altro.

Roma si rovescia infatti in Amor, un immaginario pianeta della cura, dove l'acqua è allegoria del nutrimento umano, del calore che è mancato, della carenza di attenzione su cui l'autrice si interroga. Amor è fantasioso ribaltamento di una capitale convenzionalmente descritta come cinica, insensibile. L'acqua intanto pervade ogni tempo e ogni ambiente, anche in suggestive sequenze da installazione videoartistica, composte di dissolvenze e sovrimpressioni tra i paesaggi di volti umani (in particolare quello di Odetta Tunyla, che interpreta Teresa) e fondali che contengono mondi, ricordi, detriti.

Nel riscrivere e superare un'esperienza familiare di disagio psichico, il film richiama Un'ora sola ti vorrei di Alina Marazzi, probabile punto di riferimento, insieme all'Ofelia shakespeariana e ai frammenti privati di Annie Ernaux - I miei anni Super8; ingaggia lo spettatore ad attivare memorie, dando forma, al tempo stesso, ad una contro-storia inedita della città, dal punto di vista di chi è insieme appassionata d'arte, orgogliosa flâneuse, instancabile raccoglitrice di immagini.

Alla raffinatezza dell'apparato iconografico e alla varietà delle tecniche messe in campo, compresi effetti speciali di sequenze notturne in auto, interpretate dalla regista stessa, si affianca una parallela cura maniacale del suono: come nella percezione distorta dell'immersione subacquea, un rombo cupo sovrasta il film e gli dona un carattere metafisico, onirico: il sound design e il mix sono a cura di Vito Martinelli, le musiche originali di Martyna Bialobžeskis. Perfino un'antica canzone di Ettore Petrolini (Tango romano) riemerge dalle memorie, a trafiggere il cuore, prima che nel finale una fotografia stampata risponda alle domande poste in apertura.

Coproduzione italo lituana tra la Stefilm di Edoardo Fracchia, Elena Filippini e Stefano Tealdi, la Era Film di Rasa Miškinyte e Rai Cinema, selezionato Fuori Concorso a Venezia 80, Amor è stato Premio Solinas documentario nel 2019. Un debutto (dopo diversi corti) eterogeneo e sorprendente nel lungometraggio, curatissimo per selezione delle fonti e riuso dei materiali filmici e iconografici pre esistenti e ricchezza della struttura narrativa: una rivelazione.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 26 settembre 2023
Fabrizio Croce
Close-up

Raramente la pratica dell' utilizzo del materiale d'archivio, attraversata nel lungo e nel largo delle sue potenzialità espressive (documento, ricordo, testimonianza, immaginario ) si è trasformata in un processo vivo e vibrante come in Amor di Virginia Eleuteri Serpieri: un'immersione verticale negli spazi e nei tempi di una storia che segue l'orizzonte spostato e spossato di un viaggio al termine [...] Vai alla recensione »

giovedì 7 settembre 2023
Davide Maria Zazzini
La Rivista del Cinematografo

Elaborazione del tutto. Raffinata riflessione teorica sul senso delle immagini. Indagine antropologica di Roma e dei Romani. Si muove su tre livelli interconnessi, interdipendenti Amor, titolo palindromo, si capisce per Roma, "il pianeta della cura". Un doc che è un confessionale aperto, senza remore, verso l'Urbe e il materno. Un amor-odio in bilico tra l'ammirazione per la caotica monumentalità [...] Vai alla recensione »

giovedì 7 settembre 2023
Chiara Zuccari
Sentieri Selvaggi

Una sera d'estate di venticinque anni fa, Teresa attraversa una Roma deserta fino a raggiungere le sponde del Tevere e si abbandona alle sue acque. Oggi, sua figlia Virginia tenta di riportare a galla dagli abissi del fiume e della memoria l'immagine di sua madre e dare un senso a quell'assenza, riempire un vuoto lungo una vita. Per farlo, squarcia il tempo dei ricordi e della Storia, e lo ricuce insieme [...] Vai alla recensione »

NEWS
MOSTRA DI VENEZIA
domenica 10 settembre 2023
 

Il film di Virginia Eleuteri Serpieri è stato presentato Fuori Concorso a Venezia 80. Vai all'articolo »

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