L'Incorreggibile

Film 2021 | Documentario, 93 min.

Anno2021
GenereDocumentario,
ProduzioneItalia
Durata93 minuti
Regia diManuel Coser
AttoriAlberto Maron .
Uscitavenerdì 15 ottobre 2021
DistribuzioneOpenDDB
MYmonetro Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Regia di Manuel Coser. Un film con Alberto Maron. Genere Documentario, - Italia, 2021, durata 93 minuti. Uscita cinema venerdì 15 ottobre 2021 distribuito da OpenDDB. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

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Un'intera esistenza consumata tra le mura della detenzione, dal 1970 ad oggi: il mondo del protagonista Alberto Maron è tutto ed unicamente carcerario.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Una vita sospesa narrata senza nascondere la fragilità e la complessità del racconto.
Recensione di Roberto Manassero
venerdì 15 ottobre 2021
Recensione di Roberto Manassero
venerdì 15 ottobre 2021

Dopo più di tre decenni di carcere, dopo anni di rapine in banca, reclusioni in isolamento, rivolte ed evasioni tentate, fallite, riuscite, il sessantenne Alberto Maron sta per scontare gli ultimi mesi da detenuto. L'incertezza di ciò che lo aspetta lo spaventa, la libertà non è più una cosa a cui è abituato, ma la relazione con il regista e il film che sta girando rappresentano per lui, dopo anni, la prima opportunità di esprimere sé stesso liberamente, senza nascondere colpe o rimpianti. Una volta fuori, però, come farà Alberto a costruirsi una vita da uomo libero? Resisterà alla tentazione del passato che lo chiama?

La difficoltà di raccontare la condizione di un uomo che ha speso buona parte della sua vita in prigione dà vita a un ritratto frammentato e contrastato, resoconto della natura conflittuale del protagonista e forse anche dei timori del regista.

Ci sono film in cui l'incontro fra un regista e il suo soggetto non crea la vicinanza e l'intimità forse sperate. A volte la distanza e la conflittualità possono creare una tensione sottile, difficile da gestire, quasi pericolosa nella sua forza, capace però di dare qualcosa alle immagini. È questo che si prova vedendo L'incorreggibile di Manuel Coser, dove la vicenda del carcerato Alberto Maron, in procinto di essere liberato dopo decenni di prigionia, sembra quasi lottare con le forme del racconto cinematografico.

In un bianco e nero privo di profondità, con una scansione monocorde delle immagini che rende l'idea di un tempo sospeso, di un'attesa protratta, il film accosta frammenti di finzione a momenti di pura osservazione, confessioni in voce off del protagonista e situazioni di vita quotidiana. È come se la natura composita del racconto testimoniasse la complessità del ritratto e le eventuali divergenze fra regista e interprete, entrambi decisi a trovare comunque un terreno d'intesa in una zona incerta tra libertà e narrazione, espressione libera e messinscena.

Alberto Maron ha tutto per essere il personaggio di un film di genere, magari di un poliziottesco che viene da lontano: un ex criminale che racconta con orgoglio i vecchi tentativi d'evasione eppure spaventato dal ritorno alla libertà. Manuel Coser lo inquadra in immagini strette e lo costringe in altri spazi chiusi rispetto alla prigione; da un lato cerca la costruzione di sequenze da film noir (ad esempio l'inizio), dall'altro, soprattutto negli spazi della prigione, insegue il punto di vista morale del cinema del reale. Lo stesso uso delle musiche, incalzante e coinvolgente, contrasta con il racconto che il protagonista fa di sé, o meglio ancora del suo personaggio.

Maron resiste a ogni tentativo di essere ingabbiato in una forma. Il suo portamento fiero, la sua voce decisa si oppongono alla costruzione visiva studiata al dettaglio del regista. E la personalità comunque spaventosa dell'individuo "socialmente pericoloso" (così com'è stato definito dalle autorità carcerarie) emerge nelle pieghe delle immagini, nei silenzi fra un dialogo e l'altro, nelle posture.

L'efficacia di L'incorreggibile sta nella sua palese, esibita fragilità. Il film è la storia di una vita sospesa che teme di ricominciare; il ritratto di un uomo forte e orgoglio che si sporge sull'ignoto. Nei giorni in cui in sala esce un altro film sulla condizione carceraria, Ariaferma, è ancora più significativo considerare come anche questo film, più piccolo e meno ambizioso del capolavoro di Di Costanzo, racconti soprattutto l'incontro fra due uomini: il regista e il protagonista, l'uomo libero e quello liberato, che nell'ambiente senza identità del carcere si spogliano a fatica delle rispettive maschere e non rinunciano comunque ad abbandonare la certezza dei rispettivi ruoli. Uno dietro la macchina da presa, a costruire la propria visione del mondo, e l'altro di fronte, a sfuggire per l'ennesima volta alla possibilità di essere ingabbiato, anzi inquadrato.

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RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 19 ottobre 2021
Caterina Bogno
Film TV

Cosa significa ritrovarsi liberi dopo 50 anni di galera? Come ritagliarsi un posto nel mondo se da quel mondo per quasi tutta la vita si è stati tagliati fuori, se "reclusione" rima inevitabilmente con "esclusione"? Scontata la sua pena - per cosa non è dato né serve saperlo nel dettaglio -, Alberto Maron esce di prigione. Da questo stacco, da questo cambio di statuto nasce un documentario che è la [...] Vai alla recensione »

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