| Anno | 2021 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 89 minuti |
| Regia di | Laura Bispuri |
| Attori | Dominique Sanda, Alba Rohrwacher, Maya Sansa, Carlo Cerciello, Fabrizio Ferracane Leonardo Lidi, Tihana Lazovic, Yle Vianello, Ludovica Alvazzi Del Frate, Carolina Michelangeli, Maddalena Crippa. |
| Uscita | giovedì 16 giugno 2022 |
| Distribuzione | Nexo Digital |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,54 su 16 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento sabato 11 giugno 2022
Il film ritrae la famiglia di Nena, riunita per festeggiarne il compleanno nella sua casa in riva al mare. In Italia al Box Office Il paradiso del pavone ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 14 mila euro e 10,6 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Umberto e Nena sono sposati da decenni ma la loro coppia è sempre stata in realtà un triangolo. Nel giorno del compleanno di Nena la famiglia, che comprende due figli, i loro compagni e la nipotina Alma, si riunisce nella casa di famiglia al mare. Sarà una giornata di rivelazioni che riguarderanno tutti e coinvolgeranno anche una ragazza dell'est, ora legata al genero di Nena, e le dinamiche relazionali distorte e consolidate nel tempo si ripeteranno anche in quella giornata invernale di festa. L'ospite più insolito è Paco, il pavone che Alma porta ovunque con sé, ulteriore presenza incongruente in mezzo alle già numerose disfunzionalità famigliari.
Il paradiso del pavone, terzo lungometraggio diretto da Laura Bispuri e da lei scritto insieme a Silvana Tamma, soffre della stessa disfunzionalità che rappresenta. Nessuno dei personaggi appare reale o aperto all'identificazione del pubblico, e le dinamiche famigliari narrate risultano stranianti e poco credibili.
È come se la mancanza di un equilibrio in quella enclave problematica si estendesse anche al film che la descrive, rendendo davvero difficile per lo spettatore entrare in empatia (anche negativa) con le personalità ritratte, e riconoscerne l'umanità.
Non si tratta della respingenza intenzionale di un "gruppo di famiglia in un interno", perché i caratteri non sono concepiti di per sé come sgradevoli, e la recitazione degli attori, ognuno individualmente assai dotato e capace di suscitare immedesimazione negli spettatori, asseconda questa distonia. Il che sorprende perché nei suoi due film precedenti, Vergine giurata e Figlia mia, Bispuri aveva saputo essere estremamente convincente e realistica nel delineare personaggi che, anche nella loro eventuale osticità, non ci risultavano mai alieni, non erano mai del tutto estranei alla nostra percezione ed esperienza personale e umana.
È un peccato, perché l'abilità registica di Bispuri è evidente nei passaggi dai primissimi piani ai quadri d'insieme all'accozzaglia, quella sì volutamente disarmonica, fra i corpi famigliari, e perché la regista è circondata da professionalità d'eccezione come i montatori Carlotta Cristiani e Jacopo Quadri o l'ottima costumista Antonella Cannarozzi. Persino la fotografia esperta di Vladan Radovic, fedele sodale della regista, non riesce a dare l'apporto necessario ad una storia che resta fuori fuoco, pur nella sua crudele (e anche questa intenzionale) nitidezza formale.
Un ritratto attento e delicato di una famiglia allargata, attori eccezionali, ottima fotografia. Commovente e profondo
Purtroppo mentre "Come prima" dimostra la volontà di smarcarsi dalla prassi del cinema d'autore all'italiana, stanno invadendo il mercato una marea di film che sembrano decisi a farlo ulteriormente sprofondare. Metti il caso di "Il paradiso del pavone", terzo lungometraggio della romana Bispuri già autrice degli ostici "Vergine giurata" e "Figlia mia": disintegrando la liturgia di un pranzo di famiglia [...] Vai alla recensione »