| Titolo internazionale | Godzilla vs. Kong |
| Anno | 2021 |
| Genere | Azione, Drammatico, Fantascienza, |
| Produzione | USA |
| Durata | 113 minuti |
| Regia di | Adam Wingard |
| Attori | Alexander Skarsgård, Millie Bobby Brown, Eiza González, Jessica Henwick Danai Gurira, Rebecca Hall, Kyle Chandler, Ziyi Zhang, Julian Dennison, Demián Bichir, Lance Reddick, Brian Tyree Henry, Shun Oguri, Hakeem Kae-Kazim, Ronny Chieng, Chris Chalk, Brad McMurray, Priscilla Doueihy, Kaylee Hottle, John Pirruccello, Conlan Casal, Benjamin Rigby, Nick Turello, Daniel Nelson (II), Kei Kudo (II), Brad Buckley, John Walton, Daniel Tuiara, David Castillo (II), Kofi Yiadom, Jim Palmer. |
| Tag | Da vedere 2021 |
| Distribuzione | Warner Bros Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,98 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 8 aprile 2021
Argomenti: MonsterVerse
Due delle più grandi icone nella storia del cinema si mettono uno contro l'altro - il terrificante Godzilla e il possente Kong - mentre il genere umano assiste in bilico. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Satellite Awards, In Italia al Box Office Godzilla vs Kong ha incassato 150 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Godzilla, cinque anni dopo aver sconfitto King Ghidorah, sembra essere impazzito: attacca in vari punti del mondo le sedi della Apex Cybernetics. King Kong invece è enormemente cresciuto rispetto a quando l'abbiamo visto l'ultima volta, negli anni 70, ma è comunque finito in cattività: è infatti imprigionato sotto una mastodontica cupola a Skull Island, dove l'unica a saperlo placare sembra essere una ragazzina sordomuta, unica superstite della tribù di indigeni dell'isola. Per fermare Godzilla il boss della Apex convince uno scienziato che ha sviluppato la teoria della Terra Cava a guidare una spedizione nelle più remote profondità del sottosuolo, con una tecnologia avanguardistica e insieme a King Kong. Godzilla però continua i suoi attacchi e lo scontro con il giga-gorilla sembra inevitabile...
Un netto passo avanti rispetto al fallimentare Godzilla II - King of Monsters, dovuto soprattutto alla regia di Adam Wingard, giocosa, inventiva e solare, che cerca prima di tutto di divertire con questa titanica baracconata.
Spazzata via la seriosità del capitolo precedente e i suoi colori desaturati da film DC Comics di Zack Snyder, Godzilla vs. Kong abbraccia le luci al neon di Hong Kong, come già aveva fatto Guillermo del Toro in Pacific Rim. Inoltre il grande scontro finale è preceduto da altri due inventivi "set-piece": il primo in mare tra navi, portaerei e jet, il secondo nella discesa fino alla Terra Cava, una giungla primordiale popolata di insidiosa megafauna. Se il film era fin lì fantascientifico, nella Terra Cava si guarda invece al fantasy, dove King Kong è una sorta di Conan il barbaro, che apre una grande caverna e trova un trono e un'arma "magica". Ma la minaccia che dovrà affrontare è più insidiosa persino del potente Godzilla, si tratta infatti del più spaventoso tra tutti gli avversari del Re dei mostri giapponese: una creazione umana del tutto fuori controllo.
Finché ci sono i mostri in scena va tutto bene, ma il punto di vista umano, che era al centro dell'ottimo Godzilla di Gareth Edwards, è ormai ridotto a una risibile cornice, travolto da un fantasy sempre più spinto che potrebbe fare del tutto a meno dei minuscoli uomini. Sia il fronte dei villain (con Demián Bichir), sia il team di scienziati - con Alexander Skarsgård, Rebecca Hall, la bambina sordomuta e l'arrogante e ambiziosa dirigente interpretata da Eiza González - sia i ragazzi ribelli guidati da un complottista autore di podcast - con Brian Tyree Henry e il ritorno di Millie Bobby Brown dal film precedente - riescono solo ad allungare malamente e complicare spesso inutilmente un intreccio già involuto. Anche attori di livello sono impotenti di fronte a dialoghi tanto risaputi e imbarazzanti inoltre, ovviamente, qualsiasi eroica azione intraprendano non può tenere testa alla spettacolarità di uno scontro tra bestie alte come un grattacielo.
Ancora più che nei Transformers di Michael Bay, le parti con gli umani sembrano uscite da un cartoon per ragazzini, ma probabilmente nemmeno loro hanno davvero bisogno di questo ancoraggio per godersi un film di scontri tra megamostri. Di certo per gli adulti hanno l'effetto di un promemoria su quanto si stia perdendo il proprio tempo, in attesa che riprendano le ultra-mazzate.
Nelle scazzottate tra pesi ubermassimi, Wingard tira fuori del suo meglio e ci riporta alla violenza sopra le righe dei suoi film migliori, You're Next e The Guest, facendoci dimenticare l'appannamento di cui è stato vittima negli ultimi anni con il pessimo Blair Witch e il flop di Death Note - Il quaderno della morte per Netflix - visto da molti, sembra, ma sicuramente odiato da tutti.
Godzilla vs. Kong è un film pensato per schermi enormi ed è un peccato che in Italia invece non esca in sala, ma ci si può consolare: visto il successo di certo la saga dei mostri non finirà qui, anche se manca una scena post-titoli di coda per lasciarci intuire le prossime mosse del gargantuesco franchise.
In un mondo dove i titani del passato si sono risvegliati e reclamano il loro posto non c'è niente di più sconvolgente e decisivo della sfida tra Godzilla vs. Kong. Il film in arrivo nelle sale nel 2020 è il completamento della lunga strada avviata da quello che è chiamato il MonsterVerse che ha riportato al cinema i film di mostri.
Quando il problema sono le dimensioni. Nel primo scontro cinematografico tra King Kong e Godzilla si dovette ricorrere a un espediente per rendere i due mostri della stessa categoria di peso: in fondo il lucertolone radioattivo raggiunge la ragguardevole taglia di 50 metri circa. Allora pensarono bene di far mangiare al gorillone delle misteriose bacche che ne aiutarono lo sviluppo. Questa volta c'è da tenere conto che il film Kong: Skull Island si svolge nel 1973 e che da allora King Kong è continuato a crescere.
Godzilla vs. Kong rappresenta il quarto capitolo se si guarda nel suo complesso allo sviluppo del MonsterVerse cominciato nel 2014 con il non felicissimo ma premiato dal botteghino, Godzilla. Quel film diretto da Gareth Edwards aveva come non piccolo difetto che mostrava poco e male il suo mostro principale, appunto il gigantesco dinosauro-drago rinato in un mondo atomico. Ma a questo errore fu ben presto posto rimedio con i successivi film Godzilla: King of the Monsters del 2019 e Kong: Skull Island del 2017 ma ambientato negli anni Settanta. Nella nuova avventura, diretta da Adam Wingard, il cast umano prevede ancora una volta la presenza di Kyle Chandler e soprattutto di Millie Bobby Brown, la star di Stranger Thingsngs, già nel film del 2019, insieme a Alexander Skarsgard, Rebecca Hall, Shun Oguri e Demian Bichir.
Avevamo lasciato Godzilla trionfatore, grazie anche al soccorso provvidenziale di Mothra, sulla tricefale Ghidorah completamente incenerita in Godzilla: King of the Monsters. Quindi gli altri titani, a partire da Rodan, si erano inchinati riconoscendone il ruolo di Re dei mostri. Ora mentre l'organizzazione scientifica Monarch specializzata in criptobiologia continua ad indagare sull'origine dei mostri, c'è un'altra società segreta nell'ombra che vuole sfruttare il potere di queste creature, mentre appare chiaro che sulla Terra non c'è posto per due titani e lo scontro con King Kong appare inevitabile.
Godzilla è in realtà un kaiju, un mostro misterioso, di origine preistorica ma forgiato dalle radiazioni nucleari e risvegliato dal potere dell'atomo. Il mostro per eccellenza giapponese figlio della terribile ferita di Hiroshima e Nagasaki fa la sua comparsa nel 1954 con il film diretto da Ishiro Honda. Ma è diventato "il re dei mostri" grazie all'edizione americana di questo film che venne rimontato con l'aggiunta di alcune scene realizzate appositamente per rendere l'opera più adatta al pubblico americano grazie all'aggiunta del personaggio del cronista narratore interpretato da Raymond Burr.
In realtà lo scontro tra King Kong e Godzilla non è una novità assoluta, anzi. Già nel 1962 venne realizzato un film dal titolo Il trionfo di King Kong che rappresenta il terzo capitolo della saga cinematografica di Godzilla e vede alla regia sempre Ishiro Honda. La contrapposizione originale vede da un lato il mostro generato dalla scienza e dall'altro il rappresentante delle forze della natura. Ma a ben vedere c'è tutta una sottile lettura più politica dove Godzilla è il mostro giapponese contrapposto a King Kong che ha una matrice americana: una rivalità mai sopita dopo la Seconda Guerra Mondiale e che questo film non risolve.
E in fondo che King Kong sia percepito come mostro a stelle strisce non deve stupire. Il personaggio nasce nel 1933 con un omonimo e a suo modo storico film per la regia di Merian C. Cooper ed Ernest B. Schoedsack. Celebre per la scena in cima all'Empire State Building, King Kong nasce da un'idea dello stesso Cooper e per la sceneggiatura ebbe anche un contributo da parte del celebre scrittore Edgar Wallace che però morì durante la lavorazione senza che il suo reale apporto fosse chiarito. E come Godzilla è ben radicato nella mitologia cinematografica giapponese così King Kong è parte del cinema americano con i suoi numerosi sequel e remake: celebri sia la versione del 1976 per gli effetti speciali del mago Carlo Rambaldi e per la presenza di Jeff Bridges e Jessica Lange nel 1976, sia la versione nel 2005 fornita da Peter Jackson che adopera la tecnica del motion capture per realizzare il mostro facendolo interpretare da Andy Serkis che per lui era stato un mirabile Gollum (nella trilogia dedicata a Il signore degli Anelli).
Al terzo capitolo su Godzilla e quarto della "MonsterVerse" la regia cambia nuovamente passando da Dougherty(che resta comunque tra i gli autori del soggetto)al non proprio eccezzionale Wingard che spinge se possibile ancor di più sull'estetica da popcorn-movie spettacolare ipertrofico stile Michael Bay a discapito di tutto il resto:inutile contare inverosimiglianze e forzature [...] Vai alla recensione »
C'è qualcosa di indissolubilmente romantico in due mostri alti 30 metri che se le suonano, tra le rovine di una metropoli in fiamme. Un fascino ancestrale che ci riporta indietro, a quando eravamo ragazzini e scarabocchiavamo ai margini dei libri di scuola, durante l'ora di matematica. In quelle fantasie, lo schema narrativo era semplice: c'era un buono, c'era un cattivo, e c'era una lotta all'ultimo [...] Vai alla recensione »