Bentornato Papà

Film 2021 | Commedia, +13 90 min.

Anno2021
GenereCommedia,
ProduzioneItalia
Durata90 minuti
Al cinema1 sala cinematografica
Regia diDomenico Fortunato
AttoriDonatella Finocchiaro, Domenico Fortunato, Riccardo Mandolini, Giuliana Simeone, Silvia Mazzieri Giulio Beranek, Sara Putignano, Giorgio Colangeli, Dino Abbrescia.
Uscitagiovedì 7 ottobre 2021
DistribuzioneAltre Storie
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,17 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Domenico Fortunato. Un film con Donatella Finocchiaro, Domenico Fortunato, Riccardo Mandolini, Giuliana Simeone, Silvia Mazzieri. Cast completo Genere Commedia, - Italia, 2021, durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 7 ottobre 2021 distribuito da Altre Storie. Oggi tra i film al cinema in 1 sala cinematografica Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,17 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un film che rappresenta in tutta la sua essenza il valore di una famiglia unita contro qualsiasi insormontabile difficoltà. In Italia al Box Office Bentornato Papà ha incassato 3,5 mila euro .

Consigliato no!
2,17/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO NÌ
Un racconto onesto ed empatico della malattia come catalizzatore delle migliori energie famigliari.
Recensione di Paola Casella
giovedì 30 settembre 2021
Recensione di Paola Casella
giovedì 30 settembre 2021

Franco ha appena affrontato un importante colloquio di lavoro a Roma e torna orgogliosamente nella sua casa in Puglia dove lo aspettano la moglie Anna e la figlia Alessandra. Con lui c'è Andrea, il figlio che vive nella Capitale e vuole farsi strada nel mondo della musica, ignorando i consigli del padre che gli augura una carriera più simile alla sua. In Puglia c'è anche il fratello Silvano, rimasto vedovo, che abita nella stessa villetta famigliare. Ma proprio quando gli arriva la conferma di aver superato il colloquio e sta per diventare direttore di un'importante acciaieria, Franco ha un'emorragia cerebrale che lo spedisce d'urgenza al pronto soccorso, e tutta la famiglia si riunisce intorno a lui in attesa di un suo miglioramento.

Domenico Fortunato, regista e protagonista di questa storia nel ruolo centrale di Franco, racconta la malattia come catalizzatore delle migliori energie famigliari.

Il regista entra a testa bassa nel dolore con grande onestà e una evidente empatia che passa attraverso immagini non edulcorate, mostrando la prospettiva distorta di chi si ritrova improvvisamente in ospedale, ma anche quella di chi gli sta intorno ed entra in un tunnel di preoccupazione e di attesa. Gli elementi positivi di Bentornato papà sono la capacità registica di Fortunato nel tradurre in immagini quel periodo di stravolgimento di tutti i parametri e tutte le coordinate spaziotemporali, e la sua abilità di interprete nel calarsi nei panni di un uomo forte, sostegno indiscusso della propria famiglia, reso improvvisamente fragile dalla malattia.

Sono credibili e commoventi anche le interpretazioni di Donatella Finocchiaro nei panni di Anna e soprattutto di Giorgio Colangeli in quelli di Silvano, che teme di perdere il fratello Franco così come ha perduto la propria moglie e sa di dover essere un sostegno forte per la cognata e i suoi figli, in particolare Andrea, ragazzo inquieto e tormentato. Purtroppo l'interpretazione di Riccardo Mandolini nel ruolo di Andrea è uno dei punti deboli del film (imperdonabile il suo forte accento romano, spiegato in sceneggiatura con la lunga permanenza nella Capitale ma davvero irrealistico in un ragazzo nato e cresciuto in Puglia). Molto più efficaci Giulia Simeone nel ruolo di Alessandra e Silvia Mazzieri in quello di Claudia, la figlia del compagno di stanza d'ospedale di Franco, interpretato da Dino Abbrescia.

Gli altri punti deboli sono una sceneggiatura che appare troppe volte rimaneggiata (è scritta a cinque mani) e una difficoltà registica a effettuare le transizioni fra una sequenza e l'altra: quando Fortunato usa un espediente creativo, come il passaggio assistito da muri e pareti, la transizione funziona, ma più spesso è come se non sapesse bene quando una sequenza debba finire. È un problema sia tecnico che narrativo che purtroppo interferisce con la fluidità di una storia, per altri versi scorrevole sulla forza di una sincera partecipazione emotiva. Il commento musicale, che invece sottolinea eccessivamente la componente melodrammatica della vicenda, in qualche modo ne sminuisce la potenza essenziale.

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STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 7 ottobre 2021
Simone Emiliani
Sentieri Selvaggi

C'è il ritorno a casa e l'amore della terra del cinema di Sergio Rubini regista. Tra Roma e la Puglia, ma il sole si vede appena e poi sparisce. Franco sta tornando da Roma assieme al figlio Andrea che torna a casa controvoglia e ha già progettato di ripartire subito. Ad attenderlo ci sono la moglie Anna, la figlia Alessandra e il fratello Silvano.

martedì 5 ottobre 2021
Rocco Moccagatta
Film TV

Quando in un film italiano persino Dino Abbrescia tira le cuoia, è davvero finita. Anzi, vederlo sul tavolo dell'obitorio, circonfuso di luce e con un crocifisso che gli pende sul capo come una spada di Damocle, fa impressione. Anche perché lo si immaginava spalla comica (e per un po' ci prova) in questo melodrammone familiar-ospedaliero sulle piccole grandi cose importanti della vita che vede Franco [...] Vai alla recensione »

giovedì 30 settembre 2021
Laura Bacchiega
Close-up

Franco (Domenico Fortunato), dopo aver sostenuto un colloquio fondamentale per la sua carriera a Roma, torna da sua moglie Anna (Donatella Finocchiaro) e dalla figlia Alessandra (Giuliana Simeone) nella loro casa in Puglia. Suo figlio Andrea (Riccardo Mandolini) è con lui, nonostante abiti a Roma per inseguire il sogno di diventare musicista. Da subito è chiaro che Andrea non abbia alcun piacere a [...] Vai alla recensione »

NEWS
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venerdì 4 settembre 2020
 

Siamo in una bella famiglia del sud, unita da un rapporto profondo, nonostante alcune incomprensioni: Franco, un padre che ha dedicato la vita ai suoi cari e al lavoro. Il figlio Andrea, studente universitario con le proprie ambizioni e inquietudini.

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