Being the Ricardos

Film 2021 | Biografico

Regia di Aaron Sorkin. Un film Da vedere 2021 con Nicole Kidman, Javier Bardem, J.K. Simmons, Alia Shawkat, Clark Gregg. Cast completo Titolo originale: Being the Ricardos. Genere Biografico - USA, 2021, - MYmonetro 3,04 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 7 marzo 2022

Lucille Ball e Desi Arnaz, una delle coppie più famose della Hollywood degli anni Cinquanta. Il film ha ottenuto 3 candidature a Premi Oscar, 3 candidature e vinto un premio ai Golden Globes, 2 candidature a BAFTA, 2 candidature a Satellite Awards, 3 candidature a Critics Choice Award, 2 candidature a SAG Awards, 1 candidatura a Writers Guild Awards, 1 candidatura a Producers Guild,

Consigliato sì!
3,04/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,12
PUBBLICO 3,00
CONSIGLIATO SÌ
Una settimana nella vita di Lucille Ball, corpo singolare che inventa un genere come la Kidman.
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 21 dicembre 2021
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 21 dicembre 2021

Los Angeles, 1952. Lucille Ball, star della sitcom "I Love Lucy", è accusata pubblicamente di essere una comunista. In pieno maccartismo, è la 'strega' da bruciare sull'altare della patria. Ma non è nei suoi sketch che si nasconde la scintilla che rischia di incendiare il mondo occidentale. Attrice hollywoodiana di serie B, partita da niente, ha sposato Desi Arnaz, rifugiato cubano pazzamente innamorato di lei e degli Stati Uniti. Al fianco del suo attore latino, Lucille si impone sul piccolo schermo e impone la coppia biculturale. Non le resta che 'integrare' la sua gravidanza. Non sarà facile e tutto si complica nel corso della produzione e di una settimana lunga una vita. Marito e moglie dovranno fare fronte a una crisi politica (e sentimentale) che rischia di compromettere la loro carriera e il loro matrimonio, fiaccato dai tradimenti dell'uomo.

Scritto e diretto da Aaron Sorkin, Being the Ricardos è soprattutto un "Kidman movie". Un tipo di racconto e un genere di cinema di cui l'attrice diventa autrice con la continuità del corpo e dei gesti, la permanenza di temi ossessivi o di motivi ricorrenti.

La forza dei suoi personaggi è raramente lo slancio, frequentemente la sopportazione. È una donna sola, quasi sempre una casalinga tormentata e abbandonata dal consorte di turno, partito per la guerra (Ritorno a Cold Mountain), perduto nella notte (Eyes Wide Shut) o per sempre (Birth - Io sono Sean). Costretta nello spazio domestico, la casa diventa per lei il teatro di un delirio progressivo (Fur). Le ombre di Virginia Woolf (The Hours) come i 'ritratti' di Henry James (Ritratto di signora), narratori puntuali di relazioni tormentate tra donne e domicili coniugali divenuti intollerabili, sono in agguato anche nel 'gaio' e perturbante film di Sorkin.

La sitcom, inventata negli anni Cinquanta, allevata dalla televisione e arrivata dritta dalla radio, è un genere nato per intrattenere proprio le casalinghe, colmando un tempo sospeso che appartiene solo a loro, quando i mariti sono al lavoro e i bambini a scuola. E la casa, il rapporto della donna con la casa, è un'altra componente dell'opera kidmaniana. Dovevano finire per incontrarsi allora Lucille Ball e Nicole Kidman, che nel 2005 gira Vita da strega, un'altra sitcom emblematica degli anni Cinquanta e Sessanta, un altro personaggio 'costretto' ai domiciliari.

Ma se in Fur o in The Others, la casa è abitata da presenze ostili, l'appartamento di Vita da strega come il set costantemente ripensato di "I Love Lucy" è frequentato da un marito 'desiderabile' e due vicini amabili per cui c'è sempre un posto a tavola, letteralmente. Una logica nemmeno troppo sotterranea lega la Kidman alla prima star femminile puramente televisiva, la cui vita matrimoniale era seguita ogni lunedì sera da milioni di telespettatori.

Venti minuti filmati in studio, davanti a un pubblico vero e diffusi in diretta alla televisione, venti minuti di ménage coniugale sotto il cielo azzurro d'America tra fiori sul tavolo e pasta dentifricia, umorismo e sentimentalismo. Con Lucy, sposa, madre, rappresentante di solide virtù, idolo delle folle (e 'comunista') si identificavano tutte le casalinghe degli anni Cinquanta.

Perché di quella donna, 'chiusa dentro', la Ball aveva fatto improvvisamente un (s)oggetto degno di rappresentazione. Con la complicità di Aaron Sorkin, Nicole Kidman incarna il dritto e il rovescio di quella rappresentazione. Dimora ubiqua nel soggiorno, diventato parte integrante del patrimonio americano, e nelle quinte, 'teatro' vivace del processo creativo. Calunniata, tradita, interrogata, alle prese con ogni tipo di dominazione, Lucille trasforma il suo piccolo spazio scenico e domestico in un autentico campo di battaglia. Unica chance spendibile sono quei 60 milioni di americani inchiodati davanti al televisore per vedere lei. Lucille Ball era l'asso nella manica della CBS.

La Kidman lo ricorda a un parterre di uomini con una replica perfetta come la sua composizione, una metamorfosi inquietante in cui l'attrice è totalmente un'altra (un'altra voce, un altro procedere...) e totalmente se stessa (con quell'aura iconica assoluta). Le multiple protesi, che la fanno assomigliare all'idolo sorridente della televisione americana, si fondono con gli interventi estetici che negli anni hanno ricamato il suo (nuovo) volto, progressivamente più irreale, producendo una creatura singolare, all'incrocio tra quella che era, quella che è diventata e quella da cui si è travestita. La sua maniera di esagerare la performance già esagerata di Lucille Ball diventa l'impressionante punctum visivo della messinscena, oscurando qualsiasi altra forza in campo.

Non c'è misura scenica che possa sopraffare o anche solo ridurre di scala la sua centralità. Per questa ragione forse Sorkin assolda Javier Bardem, corpo massivo in grado di sostenere la forza d'urto di un'attrice che sembra prolungare il mito secolare della 'stregoneria' come rimedio della casalinga per correggere i difetti degli uomini. Ma diversamente dalla Samantha cinematografica di Nora Ephron, che non assume mai la propria vita e preferisce somigliare a una qualsiasi sposa modello, Lucille combatte le sue battaglie e quelle del suo compagno, lotta perché Lucy pensi forte e pensi meglio, esorta una giovane sceneggiatrice a pensarla più forte e a pensarla meglio, affronta produttori e avvocati per fare rimare lavoro e gravidanza, prefigura gli episodi a venire e il suo avvenire tra il bucato e la battuta sempre pronta.

Dentro una struttura squisitamente sorkiniana, propizia ai dialoghi e ai monologhi, Being the Ricardos pesca un'altra donna in un mondo di uomini. Come Molly Bloom (Molly's Game), Lucille Ball non è definita dai passaggi obbligati (matrimonio, maternità...), la sua dimensione personale passa per il conflitto, col marito, col suo produttore esecutivo, con lo Stato americano e con chiunque voglia spegnere il sorriso della girl next door che ha 'appoggiato' un candidato comunista, ha votato per Eisenhower e ha fatto sognare Hoover con milioni di scapoli che avrebbero tanto voluto incontrarla e sposarla.

Una donna un passo avanti sui tempi e sul suo personaggio, femme au foyer che 'ricolloca' ogni cosa non per capriccio ma per conservare il controllo sulla sua vita. Alla sua terza prova dopo Molly's Game e Il processo ai Chicago 7, Sorkin realizza un film senza sorprese, che naviga un mare calmo, conferma la verve dei suoi script e propone interviste ai (finti) membri del team creativo di "I love Lucy", totalmente eterogenee rispetto l'economia dell'opera. Se non altro lo sguardo della Kidman, rinchiuso volontariamente dietro al trucco/chirurgia estetica, ha di nuovo un luogo di residenza, un teatro di posa, una casa da abitare o infestare, un'estensione dell'inconscio e di tutte le forze telluriche del mondo.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 30 marzo 2022
Luca Scialo

Lucille Ball e Desi Arnaz sono una coppia molto amata dalla Tv, per i loro sketch innovativi. Un nuovo modo di proporre sit-com esilaranti, dove la loro comicità è pulita e basata soprattutto sulle espressioni. Oltre ad essere per la prima volta multi-culturale, dato che Arnaz ha origini cubane.Tuttavia, il loro successo sarà messo a dura prova dalle accuse di essere comunista rivolte alla prima (siamo [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 1 marzo 2022
Luca Pacilio
Rumore

Una settimana nella lavorazione dello show TV Io E Lucy (I Love Lucy): giorni decisivi in cui Lucille Ball e Desi Arnaz, marito e moglie, affrontano problemi personali (lui la tradisce?) e professionali (Ball accusata di essere filocomunista - siamo negli anni del maccartismo), difficoltà che minacciano carriere e matrimonio. Ma il discorso politico e sociologico su potere e dinamiche di coppia, ruolo [...] Vai alla recensione »

NEWS
PRIME VIDEO
martedì 21 dicembre 2021
Marzia Gandolfi

Una settimana nella vita di Lucille Ball. Disponibile su Prime Video. Vai all'articolo »

TRAILER
giovedì 11 novembre 2021
 

Regia di Aaron Sorkin. Un film con Nicole Kidman, Javier Bardem, J.K. Simmons, Alia Shawkat, Clark Gregg. Guarda il trailer »

TRAILER
mercoledì 20 ottobre 2021
 

Regia di Aaron Sorkin. Un film con Nicole Kidman, Javier Bardem, J.K. Simmons, Alia Shawkat, Clark Gregg. Guarda il trailer »

NEWS
giovedì 1 aprile 2021
 

Cinque giorni nella vita privata e pubblica di Lucille Ball e Desi Arnaz, moglie e marito fondatori della società di produzione Desilu Productions e protagonisti della famosa sitcom Lucy ed io, grande successo della Cbs, vincitrice di cinque Emmy Awards. [...]

winner
miglior attrice in un film dram.co
Golden Globes
2022
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