| Anno | 2021 |
| Genere | Drammatico, |
| Durata | 120 minuti |
| Regia di | Silvio Soldini |
| Attori | Kasia Smutniak, Francesco Colella, Caterina Forza, Paolo Mazzarelli, Martina De Santis Antonio Zavatteri, Anna Ferzetti, Arianna Scommegna, Giuseppe Cederna. |
| Uscita | giovedì 11 novembre 2021 |
| Distribuzione | Vision Distribution |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,79 su 15 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 8 novembre 2021
Kasia Smutniak interpreta un'avvocatessa di successo coinvolta nella morte di un giovane migrante. Il film ha ottenuto 1 candidatura ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office 3/19 ha incassato 168 mila euro .
Passaggio in TV
il film è stato trasmesso mercoledì 25 marzo 2026 ore 15,10 su SKYCINEMADRAMA
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CONSIGLIATO SÌ
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Camilla Corti è un'avvocatessa d'affari divorziata che vive con una figlia ventenne, Adele, di cui non sa quasi niente. Ha una relazione con un uomo sposato con cui non ha intenzione di impegnarsi, e lavora senza sosta, anche se il suo collega maschilista continua ad attribuirsi i suoi meriti. Dopo un'ennesima prevaricazione da parte dell'uomo Camilla viene investita da due ragazzi in motorino, uno dei quali resta a terra, mentre il guidatore si dà alla fuga. Da quel momento l'ossessione di Camilla sarà trovare quel guidatore e restituire la sua identità al passeggero, un immigrato clandestino privo di documenti.
Silvio Soldini torna a raccontare Milano come una città algida e remota (le inquadrature dei tetti non scendono mai a livello della vita comune) e indifferente a chi la abita, gli squali come gli "abusivi".
Al centro della storia c'è una donna sulla quarantina che non pensa di meritare nulla di ciò che ottiene con la sua ferrea disciplina da soldato e che ha dimenticato come ci si relaziona agli altri essere umani, in particolare quelli cui vuole bene.
Il tema più profondo però è quello della responsabilità verso il prossimo, anche quando non c'è obbligo o perseguibilità penale, e per estensione verso la società e l'ambiente. Un tema molto attuale, in un'epoca in cui è più facile scusarsi che farsi carico delle conseguenze delle proprie azioni.
Lo sviluppo della trama però è farraginoso e richiede ripetute sospensioni di incredulità, non solo riguardo al personaggio di Camilla e ai suoi altalenanti impegni di lavoro, ma anche riguardo al modo in cui un privato cittadino può entrare e uscire dalle camere mortuarie e farsi carico di un cadavere che gli (o le) è estraneo. Ciò nonostante la confezione è gradevole, le musiche (di Gian Luigi Carlone) accompagnano adeguatamente le sequenze, i dialoghi sono ben scritti (da Soldini con la consueta sodale Doriana Leondeff e da Davide Lantieri), e la recitazione è appropriata, anche se la storia prende realmente vita solo quando entra in scena Francesco Colella nei panni del direttore dell'obitorio, Bruno: lo spessore umano di Colella e la sua naturalezza di attore sono un gradito cambio di passo rispetto al resto della messinscena.
Se il racconto avesse avuto lo stesso nitore della sequenza in cui il collega di Camilla si appropria di un'idea della donna e si esibisce in un classico sfoggio di manspalining, 3/19 (che identifica con il numero di accesso all'obitorio e l'anno, qui convenientemente pre-Covid, dei cadaveri non identificati) sarebbe più riuscito e più attinente alla contemporaneità. Invece Soldini e il suo team di sceneggiatura aggiungono svolte e traumi del passato ridondanti distogliendo l'attenzione dal tema centrale, quello sì davvero necessario.
“3/19” (2021) è l’undicesimo lungometraggio del regista milanese Silvio Soldini. Un film sulle distanze, le relazioni, la vita distaccata, il bene dimenticato e la città spenta. Senza rumori e frastuoni, con uffici e riunioni in escalation, voci ferme e metalliche, L’ultimo film di Soldini appare diviso, strutturato, schematizzato e non sempre le parti [...] Vai alla recensione »
Una sera di pioggia Camilla, avvocato di successo, è investita da uno scooter: il passeggero del motorino, un immigrato clandestino, muore. I sensi di colpa di Camilla - non sa se ha attraversato col rosso - e i suoi traumi pregressi - la morte della sorella, che non ha fatto abbastanza per impedire - la portano a una crisi personale e professionale, forse a una rinascita spirituale.