| Titolo originale | Le prince oublié |
| Titolo internazionale | The Lost Prince |
| Anno | 2020 |
| Genere | Avventura, Commedia, Family, |
| Produzione | Francia |
| Regia di | Michel Hazanavicius |
| Attori | Omar Sy, François Damiens, Bérénice Bejo, Théo Hellermann, Oudesh Rughooputh Henri Giey, Sarah Gaye, Keyla Fala, Néotis Ronzon, Philippe Vieux, Philippe Uchan, Lionel Laget, Philippe Hérisson, Asia Amans, Mustapha Abourachid, Warren Zavatta, William Gay (II), Olivier Merle, Clément Naslin, Mirela Payret, Bruni Makaya, Enak Dogit, Kjel Bennett, Martin Voisine, Elsa Bouchain, Éric Caruso, Elsa Hartmann, Romain Hartmann, Bénédicte Mbemba, Nathalie Levy-Lang, Lionel Abelanski, Laurent Bateau, Serge Hazanavicius, Eye Haidara, Eric Judor, Ali Damiche, Cyrus Khodaveisi. |
| Uscita | mercoledì 1 luglio 2020 |
| Distribuzione | 01 Distribution |
| MYmonetro | 2,41 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 19 giugno 2020
Un padre vive per sua figlia Sofia. Quando la bambina inizia a crescere il padre deve trovare il mondo per rimanere il suo eroe. In Italia al Box Office Il principe dimenticato ha incassato 4,9 mila euro .
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giovedì 19 marzo 2026 ore 14,10 su SKYCINEMAFAMILY
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CONSIGLIATO NÌ
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Di giorno Djibi è il modesto guardiano di un parcheggio, di notte è l'eroe senza paura di un altrove incantato. Vedovo e padre di Sofia, inventa per lei castelli, fate e draghi. Ogni sera rispolvera il mantello e diventa il suo principe. Ma il tempo passa e Sofia preferisce sognare di Max, il suo biondissimo compagno di scuola. Crescere per lei è l'avventura più grande, per Djibi una violazione alle regole. A svegliarlo ci penserà Clotilde, una vicina di casa un po' matta, un po' fata.
Quando i figli crescono capita di venire detronizzati e cacciati dal loro regno immaginario, bisogna farci i conti e impegnarsi a rendere l'abbandono meno traumatico per noi, più agevole per loro. È di questo che 'favoleggia' Michel Hazanavicius che sembra aver costruito la sua carriera sul dialogo incessante con opere preesistenti.
Che siano omaggi (The Artist, Il mio Godard) o parodie (OSS 117), i film del regista francese riproducono immagini già viste con risultati qualche volta brillanti (The Artist), qualche altra esilaranti (OSS 117), talora disastrosi (The Search). Con Il principe dimenticato siamo dalle parti di Inside Out, avventura 'interiore' della Pixar sulla costruzione dell'identità. Ma se la favola cognitiva di Pete Docter abitava nella testa di un'adolescente di cui personificava le emozioni, quella di Hazanavicius funziona secondo lo stesso principio ma si svolge nella testa di un adulto, allestita come uno studio hollywoodiano dove la notte si girano feuilleton. Una sala di controllo dove a comandare è una sola emozione: la gioia di essere padre e principe di un regno da coltivare a occhi chiusi.
Quel mondo diventa l'occasione per l'autore di creazioni ludiche che riveleranno presto sotto l'allure del divertimento uno spirito in ambasce. Un set dell'anima dove tutto crolla e i ricordi si disintegrano. Le emozioni d'altronde sono permeabili, così la gioia allaccia la tristezza e il panico perdendosi nelle regioni dello spirito più oscure e insondabili. Ma come per Riley (Inside Out), anche per Djibi attraversare una fase depressiva, meglio, dimostrare di essere capaci di deprimersi, di piangere e di far fronte alla perdita, conduce alla crescita.
Djibi è un uomo e un padre bloccato in un lutto da cui lo riemerge 'la donna della porta accanto' (Bérénice Bejo). Attraverso Clotilde, la realtà esteriore raggiunge la realtà interiore provocando l'inevitabile che il protagonista ha provato a evitare.
Musa nella vita e nella fiction, Bérénice Bejo riavvia la macchina dei sogni in cui sembrano da tempo bloccati Omar Sy e Michel Hazanavicius dopo aver conosciuto, ciascuno nella sua aerea di competenza, un successo fuori norma. Davanti alla crisi artistica provano a risvegliare insieme un immaginario perduto e a cercare un altro incantesimo. Sempre vincente nel pastiche e nella reinterpretazione del tempo passato, il regista sceglie l'ordinarietà del quotidiano e perde un giro. Dentro un universo fantastico più sgargiante che magico, il suo inno alla paternità manca di sottigliezza e finisce presto nell'oblio coi suoi dimenticati.
Se Hazanavicius fatica a raccordare il doppio filo narrativo, uccidendo la fantasia a colpi di digitale, Omar Sy supera il passaggio tra realtà e fantasia con una performance che alterna fluidamente il registro naturalista con quello favolistico. I bambini lo adoreranno perché Omar Sy sa sempre come conservare il suo posto nella storia.
Djibi, papà single, ogni sera inventa una storia per far addormentare sua figlia di otto anni, una bambina vivace e intelligente di nome Sofia. Una notte, mentre sta dormendo, la bimba sogna le storie che le racconta il padre e si vede nei panni di una principessa accompagnata proprio da Djibi, che le appare nelle vesti di un principe. Qualche anno più tardi, Sofia è ormai cresciuta e le fiabe della buona notte non le interessano più, anzi: i rapporti con suo padre si sono raffreddati e i due si sono allontanati dalla complicità che avevano un tempo. Come farà Djibi a riuscire a ritagliarsi un ruolo da eroe anche nella "nuova" vita della figlia nonostante lei stia crescendo e stia diventando lei stessa la protagonista assoluta delle loro storie?
Le riprese de Il principe dimenticato sono durate ben undici settimane, si sono svolte tra Parigi, Suresnes e gli studios di Bry-sur-Marne e sono terminate a ottobre del 2018, come ha fatto sapere Omar Sy via Instagram con un post che celebrava la fine dei lavori dopo oltre due mesi.
Il regista Hazanavicius è noto soprattutto per aver diretto il film evento del 2011 The Artist, premiato con l'Oscar al Miglior Film e alla Miglior Regia nel 2012, all'epoca diventato subito celebre per essere muto e girato in bianco e nero. Prima de Il principe dimenticato, il regista ha firmato anche The Search e Il mio Godard, ultima opera prima di quest'ultima produzione datata 2017. Stavolta Hazanavicius si misura con una commedia più leggera e colorata, venata di sfumature fantastiche, dopo aver affrontato negli ultimi dieci anni dei generi molto più seri come il dramma, il film di guerra e la biografia.
Il cast vede nel ruolo di Djibi l'onnipresente Omar Sy, l'attore francese del momento senza se e senza ma: in patria gode di un credito pressoché infinito ma anche negli USA si sono accorti di lui e gli hanno ritagliato un ruolo piuttosto rilevante anche nel franchise di Jurassic World. Al suo fianco troviamo il comico belga François Damiens e l'attrice franco-argentina Bérénice Bejo, già vista proprio in The Artist e moglie del regista del film.
Il principe dimenticato toglie lo stupore e la seduzione dell’immaginazione dagli occhi di Omar Sy. Hazanavicius guarda da una parte i film Pixar, in particolar modo a Inside Out nel modo in cui ha preso forma l’inconscio infantile. Ma nel suo caso, resta sempre su una superficie estremamente monotona che lui spaccia per montagne russe.
Non riesce ad avere la mano leggera neanche in una fiaba il cinema di Hazanavicius. Dopo aver depredato il muto (The Artist) e Godard (Il mio Godard) anche con Il principe dimenticato il set diventa, in maniera sempre esplicita, un enorme giocattolo: lo schermo che si chiude a iris come nei silent movies che poi diventa una scatola delle illusioni; la notte che diventa il momento del sonno quindi dell'immag [...] Vai alla recensione »