Raffaello alle Scuderie del Quirinale

Film 2020 | Documentario, +13 90 min.

Anno2020
GenereDocumentario,
ProduzioneGran Bretagna
Durata90 minuti
Regia diPhil Grabsky
Uscitalunedì 13 settembre 2021
DistribuzioneAdler Entertainment
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Regia di Phil Grabsky. Un film Genere Documentario, - Gran Bretagna, 2020, durata 90 minuti. Uscita cinema lunedì 13 settembre 2021 distribuito da Adler Entertainment. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

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Il documentario racconta la prestigiosa retrospettiva dedicata al genio rinascimentale nelle sale delle Scuderie del Quirinale di Roma. In Italia al Box Office Raffaello alle Scuderie del Quirinale ha incassato 28,1 mila euro .

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Un talento prezioso la cui vita viene raccontata attraverso l'esposizione delle sue opere.
Recensione di Rossella Farinotti
giovedì 9 settembre 2021
Recensione di Rossella Farinotti
giovedì 9 settembre 2021

Se le arti e la pittura in Michelangelo provenivano da un dono divino, in Raffaello la fonte era la natura stessa delle cose. Questo ha scritto Giorgio Vasari, il biografo degli artisti del Rinascimento. Tra loro ha grande rilievo un giovane che, formatosi in un ambiente famigliare fecondo per le arti, poiché il padre, Giovanni Santi, fu pittore e poeta alla corte di Urbino, per la pittura si dimostrò da subito un talento: Raffaello Sanzio (1483-1520).

Da Urbino, alla corte di Montefeltro considerata "la luce d'Italia", a Città di Castello per poi giungere a Firenze e, infine, Roma: Raffaello fu studioso e protagonista delle arti nelle città più vivide d'Italia.

Raffaello alle Scuderie del Quirinale racconta la vita del pittore urbinate attraverso il percorso di una mostra completa con prestiti di opere provenienti dai musei di tutto il mondo.

"Raffaello 1520-1483" ha chiuso i battenti con un grande successo di pubblico, che ha continuato, imperterrito e a numero chiuso, a fruire le sale di questo luogo espositivo prezioso. Nel documentario, traccia della mostra, lo storico dell'arte Nicholas Penny, il presidente delle Scuderie Mario De Simoni, il direttore artistico e curatore dell'imponente mostra, Matteo Lafranconi, il direttore dell'Accademia Raffaello di Urbino Luigi Bravi e Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani, sono tra i narratori delle opere di Raffaello che, passo dopo passo, vengono descritte in mostra, svelando l'evoluzione e i pregi del fare pittura del maestro rinascimentale, senza tralasciare i suoi rapporti sociali e umani.

Una mostra concettualmente sviluppata dalla fine all'inizio, dalla morte alla vita di Raffaello: il primo elemento è una copia della tomba del pittore - l'originale è racchiusa al Pantheon, luogo di riposo dei miti della nostra cultura - per poi giungere, nel finale, a un raffinatissimo disegno, attribuito a Raffaello, dove una vigorosa mano sinistra è rappresentata accanto a un volto di giovane.La mano destra non c'è, poiché sta realizzando il disegno, e il volto è quello di Raffaello fanciullo. La mente e la mano. Un dualismo che ha spinto Raffaello a intraprendere il percorso di pittore fin da bambino.

Quel percorso che lo ha portato a realizzare capolavori come: la "Deposizione Borghese" (1507), considerata tra le prime opere complete, adulte di Raffaello, in equilibrio tra freschezza della forma, dei colori e delle espressioni, e drammaticità del contenuto; "Autoritratto"(1506), "Ritratto di giovane con mela" (1505), dal sofisticato sguardo, "Madonna Alba" (1511) - il capolavoro proveniente dalla National Gallery di Londra, dove la Madonna ha una posa chiaramente influenzata da quelle delle statue romane che Raffaello ha studiato durante il soggiorno nella capitale; "La Fornarina" (1518-1520), "La Velata" (1516), "Madonna dell'Impannata" (1513), il "Gonfalone della Santissima Trinità" (1499), un lavoro giovanile consumato dalle processioni a Città di Castello.

Tra mecenatismo di grandi famiglie, fino alle commissioni di papa Leone X, Raffaello ha sempre lavorato con serietà, stile e un talento prezioso, sostenuto da numerosi aiutanti e amatori che non lo lasciavano mai solo. Raffaello ha assorbito la cultura, il sapere dei maestri, i paesaggi visti e vissuti per un decennio di formazione dove "viaggio, perseveranza ed esperienza" hanno rappresentato le tre forze motrici per giungere ad essere il miglior pittore di Urbino, il secondo di Firenze (dopo Leonardo) e tra i più grandi d'Italia.

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STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 27 ottobre 2020
Ilaria Feole
Film TV

La mostra romana su Raffaello, a 500 anni dalla morte del grande artista, è stato uno degli eventi simbolo del 2020 italiano: chiusa, pochi giorni dopo l'inaugurazione, a causa del lockdown, ha riaperto in estate con ferree regole per il distanziamento sociale e la permanenza nelle sale, calcolata in cinque minuti al massimo, l'esperienza trasformata in una bizzarra, per quanto necessaria, corsa a [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
venerdì 3 settembre 2021
 

Regia di Phil Grabsky. Dal 13 al 15 settembre al cinema. Guarda il trailer »

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giovedì 2 settembre 2021
 

Il documentario racconta la prestigiosa retrospettiva dedicata al genio rinascimentale nelle sale delle Scuderie del Quirinale di Roma. Vai all'articolo »

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