| Anno | 2020 |
| Genere | Documentario, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 79 minuti |
| Regia di | Silvia Giulietti |
| Uscita | giovedì 10 giugno 2021 |
| Tag | Da vedere 2020 |
| Distribuzione | Officine Ubu |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,04 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 7 giugno 2021
Il grande Federico Fellini raccontato dalla voce dei suoi collaboratori. In Italia al Box Office Fellinopolis ha incassato 1,8 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Tra il 1976 e il 1986 il regista Ferruccio Castronuovo è l'unico regista ammesso da Federico Fellini sui set di La città delle donne, E la nave va, Ginger e Fred: il girato servirà a produrre degli speciali promozionali. Conservati alla Cineteca Nazionale di Roma per quattro decenni e oggi digitalizzati, quei materiali rivedono la luce nel montaggio della direttrice della fotografia, regista e produttrice Silvia Giulietti. Già autrice dei documentari Gli angeli nascosti di Luchino Visconti (il maestro visto con gli occhi dei collaboratori, 2007) e La morte legale (co-diretto con Giotto Barbieri, sulla realizzazione di Sacco e Vanzetti di Giuliano Montaldo, 2017), Giulietti qui riassembla al montaggio, insieme ad Antonello Basso, il girato di Castronuovo, integrandolo con interviste ad alcuni colleghi e collaboratori del fantasioso riminese: la regista Lina Wertmüller, lo scenografo Dante Ferretti, il costumista Maurizio Millenotti, la segretaria di edizione Norma Giacchero, l'autore delle riprese "rubate" a quei set Ferruccio Castronuovo, il musicista Nicola Piovani.
Presentato alla Festa del Cinema di Roma 2020 come Omaggio a Federico Fellini, il documentario di Silvia Giulietti rievoca un "mondo a parte", una comunità caotica ma confinata in un luogo preciso: il mitico Teatro 5 di Cinecittà, come luogo dove tutto può accadere (e dove venne non a caso allestito il funerale di Fellini, anche quello ripreso da Castronuovo, che aveva girato anche sul set di Casanova, ma il materiale è andato perduto).
I filmati da cui prende le mosse sono registrazioni in beta digitale e in presa diretta del lavoro e delle pause di set di tre degli ultimi film di Fellini. Si cercò di catturare le indicazioni del regista al cast e il dietro le quinte delle macchine scenografiche, tra effetti "analogici", quasi da cinema delle origini, come i rulli fatti scorrere per simulare un paesaggio visto dal treno, le onde scintillanti di un mare di plastica o l'imbarcazione di E la nave va: quattro mesi di riprese, con i visitatori che chiedevano di essere ammessi sul set a vedere quella nave finta, che beccheggiava procurando un disagio reale.
Celebrazione di una stagione dei più famosi studi cinematografici italiani e di un modo artigianale, giocoso e grandioso di fare cinema, Fellinopolis si muove tra nostalgia, il sapore romanesco del macchinista anziano e l'orgoglio anche dell'ultima comparsa, mettendo in fila nozioni già assodate su pratiche e ossessioni di un autore studiatissimo: copione poco condiviso, attori usati come funzioni, casting come marca estetica, cifra distintiva, troupe intesa come famiglia dal grande manovratore.
Tramite il parallelismo tra set e ambiente circense ne rimarca la dimensione ludica, manipolatoria, felicemente aperta all'imprevisto, alla magia. Nelle parole del regista: "Quello che io pretendo e cerco di difendere non è tanto la libertà di improvvisazione ma è quel margine inesprimibile ma per me vitalmente necessario di non soffocare i personaggi e la loro storia attraverso una programmazione tutta prestabilita". Il caso che irrompe nel piano di produzione, il perdersi come cifra stilistica di un curioso dal destino eccezionale.
Un mondo a parte. Si schizza, si guizza, si volteggia, dentro al mondo di Fellinopolis, il documentario in uscita nella sale italiane grazie a Officine Ubu, diretto da Silvia Giulietti. È la comunità caotica del Teatro 5 di Cinecittà, spazio, luogo, incontro che servì per contenere l'esubero dinamico creativo onirico di Federico Fellini regista, e dove girare stralci de La dolce vita (addirittura un [...] Vai alla recensione »