Carnival Row

Film 2019 | Thriller

Regia di Jon Amiel, Anna Foerster, Andy Goddard, Paul McGuigan. Una serie con Orlando Bloom, Cara Delevingne, Waj Ali, Leanne Best, Maeve Dermody, Arty Froushan. Cast completo Genere Thriller - USA, 2019, Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni. STAGIONI: 1 - EPISODI: 9

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Una scenografia splendida fa da sfondo a un fantasy dal grande potenziale. La serie ha ottenuto 1 candidatura a CDG Awards,

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Una scenografia splendida fa da sfondo a un fantasy dal grande potenziale.
Recensione di Andrea Fornasiero
martedì 27 agosto 2019
Recensione di Andrea Fornasiero
martedì 27 agosto 2019

Rycroft Philostrate, detto Philo, è un detective dello Stato di Burgue e opera nella capitale, intorno al quartiere meticcio di Carnival Row, dove le creature fantastiche in fuga dal loro regno caduto in mano alle forze del Patto vivono come una minoranza oppressa. Una serie di violenti delitti scuote il quartiere, con vittime sbudellate a cui viene strappato il fegato, forse per un oscuro rituale. A complicare le cose nella vita di Philo c'è l'arrivo in città della sua amata Vignette Stonemoss, una fata a cui lui aveva però fatto credere di essere morto. Inoltre la politica cittadina è a un punto di crisi tra una maggioranza più tollerante ma in difficoltà e una opposizione in ascesa e intollerante verso gli stranieri fatati.

Il complesso mondo tra fantasy e Londra vittoriana con dirigibili è lo sfondo per una storia d'amore dall'avverso destino, ma l'intreccio è prevedibile e, nonostante lo splendido lavoro scenografico, Carnival Row stenta a convincere.

Fare delle creature fantastiche una metafora degli immigrati è fin troppo trasparente e, per quanto sia attuale, è anche un tema ormai al centro di molta fiction. Quindi non basta se non si riesce a dare una vera identità culturale a queste creature e a trovare elementi significativi nel sistema che le opprime. Purtroppo Carnival Row, quasi temesse di annoiare con un approccio più politico, si tira indietro e così la persecuzione rimane sui generis.
Inoltre c'è un gran numero di creature che resta di puro sfondo, di cui non viene rivelato niente o quasi: chi sono i centauri, gli orchi, i piccoli coboldi? Non è dato sapere in questa prima stagione, quasi gli autori volessero tenerli per le annate successive - la seconda del resto è stata già garantita.

Purtroppo anche le razze che vantano alcuni protagonisti, come i cornuti Puck, non riescono a essere di più che un blando corrispettivo degli immigrati irlandesi e troppo poco ci viene detto di loro. Va un po' meglio con le fate, perché un loro santuario è al centro del terzo episodio, un flashback sulla storia d'amore tra Philo e Vignette. Anche in questo caso però si resta molto sul vago, del resto si tratta di una situazione di guerra in un luogo remoto, che dà solo una visione molto parziale di quella che dovrebbe essere un'antichissima civiltà.
Per fortuna l'attacco delle forze del Patto è davvero spaventoso e al tempo stesso spettacolare, tanto da farne il miglior episodio della stagione (che consta di otto puntate).

Va detto che René Echevarria e Travis Beacham non si basano su una serie di romanzi con una mitologia già definita e quindi è comprensibile che procedano per gradi, ma uno sforzo in più per dare personalità alle loro fantasie andava fatto. Inoltre per il regista inglese Jon Amiel, che ha firmato il pilot e dato l'impronta alla serie, sono lontanissimi i fasti televisivi di The Singing Detective del 1986 e qui sembra accontentarsi di svolgere un compito su commissione, con qualche momento spettacolare ma senza particolare verve.

Il mistero dell'assassino di Carnival Row procede poi fiacco e prevedibile, come una versione di seconda classe di L'alienista, dove i personaggi ambigui e sinistri appaiono proprio ambigui e sinistri fin dal principio, tanto che le rivelazioni su di loro non stupiranno probabilmente nessuno. Gli autori cercano di salvare il tutto con un colpo di coda, ma la rivelazione sul vero manovratore non fa che peggiorare le cose visto quanto è stato fortuito il susseguirsi degli eventi.

Lo stesso vale per la storia d'amore, dove alla rinascita dei sentimenti tra i due protagonisti (Orlando Bloom e Cara Delavingne, più belli che bravi) non mancano ostacoli fin troppo comodi: per esempio Philo non dice a Vignette di aver risolto il problema che l'ha portata a rifugiarsi presso una banda di ribelli e criminali. E la prova che Vignette deve superare per entrare tra loro la espone clamorosamente, decisamente troppo per un'organizzazione che dice di lavorare nell'ombra, inoltre è bizzarro che nelle puntate successive nessuno sembri ricordare il suo eclatante gesto.

Pure il modo in cui i due protagonisti continuino per caso a incontrarsi erode la credibilità di un'ambientazione che dovrebbe essere una caotica e sovrappopolata città. La metropoli e i suoi ambienti, più che il serial killer o i giochi di poteri e politica tra i nobili (tra cui figurano un sottoutilizzato Jared Harris e Indira Varma del Trono di Spade), è il vero punto di forza della serie, un protagonista di grande fascino e ricchezza la cui esplorazione rimane però in superficie, frustrata da una scrittura acerba. Il potenziale della città è fin qui sfruttato in modo poco originale, ma se usato a dovere potrebbe dare alla serie l'identità che in questa prima stagione è mancata e di cui ha disperato bisogno.

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L'oscurità del mondo fantasy vittoriano.
Overview di Claudia Catalli

Può una serie fantasy farsi metafora e raccontare molto da vicino quello che viviamo tutti i giorni, affrontare temi come razzismo, xenofobia, immigrazione e integrazione? La risposta si chiama Carnival Row, nuova serie Amazon Original disponibile in lingua originale in più di 200 paesi a partire dal 30 Agosto (e in versione doppiata più avanti nell'arco dell'anno). 
Protagonista assoluta l'inedita coppia stellare formata da Orlando Bloom, al suo debutto nel mondo seriale televisivo, e da Cara Delevingne, rispettivamente nei panni di un detective di nome Rycroft Philostrate e una fata chiamata Vignette Stonemoss.

Saranno loro a muoversi in un mondo fantasy vittoriano abitato a fatica da creature mitologiche, cacciate a loro volta dagli esseri umani - invadenti, violenti, assalitori - dai loro regni di origine. 

Per chi non appartiene al genere umano pare del tutto impossibile vivere, amare, addirittura muoversi in libertà. Un clima di assoluta oscurità, spezzato tuttavia dalla speranza apportata da personaggi anche positivi. Assisteremo ad avventure, disavventure, colpi di scena e vicende rocambolesche che riguardano da vicino la coppia protagonista: se una nasconde un segreto che minaccia il mondo dell'indagatore Philostrate, quest'ultimo è impegnato più che mai a seguire la scia di sangue di una serie di omicidi inquietanti.

"Interpreto una fata questa volta, ma posso assocurarvi che il mio è un personaggio più che credibile - racconta Delevingne - Quello in cui vive è un mondo che ha bisogno di amore per sopravvivere. E questo fa in sostanza il mio personaggio: sopravvivere, amare, ed è mossa da una passione immensa, profonda, contagiosa".

Bloom si concentra invece sul fascino delle creature mitiche della serie: "In un universo di fantasia vedrete volare esseri fantastici e nel fluire magnifico delle scene scoprirete che in realtà lottano ogni giorno per vivere e convivere. Proprio questa base di realismo, calato in una narrazione incantata, mi ha interessato sin dal principio". 

In piena atmosfera fantasy, come ama sottolineare il divo di Pirati dei Caraibi, impareremo quindi a conoscere il fauno Agreus (David Gyasi, già visto in Interstellar), che non risente della suddivisione in classi sociali e vanta una agiatezza assai misteriosa. La fata poetessa Tourmaline (Karla Crome di Under the Dome), reduce di guerra dalla sua terra natia. La potente matriarca Piety Breakspear (la interpreta Indira Varma di Il trono di spade) e l'aristocratico Imogen Spurnrose (Tamzin Merchant di Salem), deciso ad allearsi con Agreus per salvare la sua famiglia aristocratica ormai in declino.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 7 gennaio 2020
Onufrio

L'inizio è difficile, lo spettatore si ritrova in un mondo completamente nuovo e sembra faticare ad entrare nelle complessità di questi ambienti, ma episodio dopo episodio (sono 8, no 9) esce fuori una storia davvero molto interessante, con un potenziale enorme, tra Fate e Fauni ribelli, umani e mezzosangue e mostri governati da persone, la trama si infittisce, attira lo spettatore [...] Vai alla recensione »

FOCUS
INCONTRI
mercoledì 28 agosto 2019
Claudia Catalli

In un mondo fantasy calato in epoca vittoriana una fata rivoluzionaria e un detective tormentato incrociano la loro storia d'amore con una serie di stra-ordinari eventi. Sono Rycroft Philostrate e Vignette Stonemoss, e hanno volti e talento di Orlando Bloom e Cara Delevingne, entrambi interpreti non nuovi nell'universo fantasy. Un genere utilizzato ad arte per raccontare, secondo il linguaggio della metafora e lo stile dello steam-punk, la difficoltà dell'integrazione e della convivenza tra specie diverse: da una parte creature mitologiche di ogni tipo e forma, dall'altra uomini tutt'altro che umani descritti come invasori aggressivi. La società si mostra sempre meno tollerante nei confronti dei "diversi" e Vignette/Delevingne è costretta a vivere 'sotto copertura', nascondendo sotto le vesti ali e rabbia per essere, di fatto, una rifugiata in un mondo che mal tollera puelli come lei. Nel frattempo una serie di omicidi mettono a repentaglio la pace a Row e Philostrate è lì per risolvere il caso e chiudere la scia di sangue che sembra non avere fine.

Dal 30 agosto su Amazon Prime Video, e dal 22 novembre disponibile in versione doppiata, Carnival Row è stato presentato in anteprima a Berlino, dove abbiamo incontrato i due protagonisti.

Un fantasy per raccontare l'attualità: cosa vi attraeva maggiormente del progetto?
Orlando Bloom: Poter affrontare tematiche molto serie come la crisi dei migranti che occupa tutti i giorni le pagine dei nostri giornali, attraverso una storia fantastica, capace di far viaggiare nel tempo e intrattenere, facendoci nel frattempo riflettere sulle contraddizioni di oggi.
Cara Delevingne: Concordo, nulla come Carnival Row sa raccontare il mondo contemporaneo con una lente così leggera e al contempo un linguaggio capace di raggiungere il pubblico più ampio possibile.

Si parla spesso dell'urgenza di individuare una serie che possa attirare l'attenzione del pubblico 'orfano' di Game of Thrones. Potrebbe essere Carnival Row?
O.B.: Basta paragonarci a Game of Thrones! Io sono un po' stanco di confronti del genere - non mi fraintenda: mi è piaciuta molto come serie, era divertente - però Carnival Row è tutt'altro. L'unico elemento in comune è che anche noi abbiamo rigirato interi episodi, ad esempio i primi tre, perché sentivamo l'esigenza di esplicitare meglio alcuni passaggi.
C.D.: ...Ed è stato divertente. Fa parte dell'incredibile giostra del processo creativo: tornare su una scena, rifarla meglio o diversamente, è assolutamente stimolante, io non smetterei mai! 

Bloom, perché ha scelto di produrre la serie, oltre che di interpretarla?
O.B.: Per avere un posto nel tavolo delle grandi decisioni. Poter seguire e partecipare attivamente al processo creativo, alla costruzione e descrizione del mio personaggio. Una bella sfida.

Delevingne, com'è stato avere le ali?
C.D.: Super figo! Abbiamo usato il meno possibile green screen e CGI, non ho ancora imparato a volare ma mi sto attrezzando (ride, ndr). Meno tecnologia, più introspezione, in sostanza.

Da che tipo di fascia di età prevedete possa essere godibile Carnival Row?
O.B.: Da padre direi sedici anni in su: ci sono omicidi, scene di sesso...
C.D.: Anche 14, ormai i ragazzi vedono di tutto ad ogni ora e in ogni momento, non sarà certo Carnival Row un problema!

È già stata annunciata una seconda stagione. Cosa dobbiamo aspettarci?
O.B.: Approfondimento a livello di storia - sì, anche della nostra storia d'amore - di personaggi, di dinamiche narrative. Una serie tv consente un lavoro di approfondimento sul ruolo che per un attore è a dir poco preziosa: riesci a esplorarne tutti i meandri, per me Carnival Row è davvero un'avventura professionale senza precedenti, mi ha regalato un ruolo importante di cui io stesso non vedo l'ora di scoprirne l'evoluzione.
C.D.: Anche il mio personaggio avrà più sfaccettature, ma in generale della sceneggiatura mi colpisce la determinazione a descrivere ogni ruolo nei dettagli. Anche per tale motivo è una serie diversa da tutte le altre: non dura 20 minuti come le serie Netflix che invitano al binge-watching, Amazon Prime Video punta tutto sulla qualità, e fa durare i nostri episodi a lungo proprio per rispettare il ritmo naturale della vita. Chi l'ha detto che anche in tv i nostri ritmi debbano sempre essere folli e innaturali?

NEWS
PRIME VIDEO
venerdì 22 novembre 2019
Giorgio Crico

Carnival Row diventa oggi disponibile su Amazon Prime Video nella sua versione in italiano. Già fruibile in lingua originale dallo scorso agosto sulla piattaforma streaming, la serie tv con Orlando Bloom e Cara Delevingne è stata ideata e scritta dagli [...]

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giovedì 1 agosto 2019
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L'estate bollente delle serie tv: mai così tante novità tutte insieme. La rivoluzione della serialità tv non è solo contenutistica come molti hanno analizzato, ma anche nella programmazione. La tv tradizionale, quella lineare, ha abituato i telespettatori [...]

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venerdì 30 agosto 2019
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Con un mix noir fantasy che guarda al presente trattando temi come l'immigrazione, l'integrazione e il diverso, Carnival Row è la serie su cui gli studios di Amazon Prime stanno scommettendo di più: in gioco c'è il posto lasciato vacante da Game of Thrones. [...]

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